I campi elettromagnetici

Cosa sono i campi elettromagnetici

Nel campo della fisica, per campo elettromagnetico si intende quel fenomeno naturale generalmente costituito da una sorta d’interazione che vi è tra i campi di natura elettrica e magnetica. La creazione dei campi magnetici è dovuta principalmente al passaggio della corrente elettrica su qualsiasi canale fisico e si propaga nello spazio sotto forma di onde definite elettromagnetiche. Nello specifico i campi elettromagnetici vengono definiti dei campi tensoriali, i principali responsabili della cosiddetta interazione magnetica, che fa parte delle 4 interazioni fondamentali con cui la fisica riesce a descrivere i fenomeni naturali a prescindere dall’energia o dalle scale di distanza. L'elettromagnetismo viene studiato dalla branca della fisica chiamata Elettrodinamica, che tiene conto della teoria della relatività per poter studiare a fondo questo genere di fenomeno fisico.
Immagine raffigurante alcune campi elettromagnetici

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Sorgenti di campi magnetici

Strumentazione pe la rilevazione di campi elettromagnetici Naturalmente vi sono diverse sorgenti di campi elettromagnetici che possono generare questo fenomeno fisico; alcune di esse sono naturali mentre altre vengono create dall’uomo. Per quanto riguarda le sorgenti naturali si può dire che il nostro pianeta sia pieno di campi elettromagnetici, invisibili all’occhio umano ma sempre presenti, e sono creati principalmente dalle cariche elettriche che sono stanziate all’interno dell’atmosfera. Il campo elettromagnetico più famoso è sicuramente quello che avvolge l’intero pianeta Terra, determinando l’andamento dell’ago di ogni bussola. Però è anche vero che l’uomo, mediante la creazione di qualsiasi dispositivo che preveda l’alimentazione con la corrente elettrica non fa altro che creare sorgenti di campi elettromagnetici più o meno potenti, ma non solo, anche apparecchiature come quelle per effettuare le lastre ai raggi x, i sistemi di telecomunicazione, la rete di distribuzione dell’energia elettrica, stazioni radio e tv e perfino i telefono cellulari sono in grado di generare campi elettromagnetici di diversa frequenza e tipologia.

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Tipi di campi elettromagnetici

Campo elettromagnetico della Terra colpito dal vento solare Come detto precedentemente, è possibile che al variare della sorgente di campo elettromagnetico si abbia anche un cambiamento della tipologia dello stesso. Una delle principali differenze che si possono avere tra i vari campi è la frequenza e la lunghezza d’onda con cui le onde del campo stesso si propagano nello spazio. È intuibile come le diverse frequenze abbiano un modo d’interagire con l’essere umano nelle vicinanze in maniera completamente diversa, arrivando a creare perplessità sulla effettiva pericolosità per la salute umana. Esistono due grandi categorie di campi elettromagnetici, quelli non ionizzanti e gli ionizzati. La principale differenza tra queste due tipologie non è altro che il quantitativo di energia trasportata per Quanto. Se questa energia è sufficiente per poter spezzare i legami molecolari di un oggetto allora si parlerà di radiazioni ionizzanti, in caso contrario si avrà modo di studiare i campi non ionizzanti.


I campi elettromagnetici: Rischi per la salute

Tralici campi elettromagnetici Con l’aumentare della presenza di alcune tecnologie nelle maggior parte delle case, come antenne televisive, wi fi e così via, si ha avuto modo di notare come le persone siano effettivamente preoccupate dalla possibilità che i campi elettromagnetici possano influire in maniera significativa sullo stato di salute dei soggetti esposti troppo a lungo. A causa di una diffusione d’informazioni poco scientifica e puntuale si ha avuto la nascita di una mentalità un po’ distorta che porta le persone ad avere una percezione dei campi elettromagnetici quasi sempre negativa, a prescindere dai dati oggettivi e dalle misurazioni effettuate. È anche vero però che l’esposizione continuata a grossi quantitativi di onde elettromagnetiche può causare problemi fisici di varia natura, come tumori e perfino malattie degenerative, nei casi più estremi.



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