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La demolizione e ricostruzione

Aggiornato il 26 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Una fase della ristrutturazione

Demolizione e ricostruzione secondo legge

Qualcuno dice che ristrutturare il proprio appartamento costituisca uno dei momenti più stressanti della vita. Effettivamente occuparsi di tutte le fasi che riguardano il rinnovamento di un immobile non è facile. A questo si aggiunga che la normativa sull'argomento è molto attenta, e quindi è necessario adottare tutte le cautele necessarie affinché venga rispettata la legge. Il Testo Unico dell'Edilizia, nel regolamentare la materia, infatti, si occupa proprio di indicare cosa quali siano le lavorazioni che rientrano nella definizione di ristrutturazione edilizia, facendovi rientrare anche la demolizione e ricostruzione successiva. In passato la ricostruzione doveva riprodurre fedelmente quanto in precedenza era stato demolito. Attualmente grazie ad interventi successivi della legge, della giurisprudenza e anche a seguito di circolari del Ministero delle Infrastrutture, sul punto vi è stata un'evoluzione.

Demolizione e ricostruzione nel Testo Unico Edilizio

Il concetto principale su cui la normativa si soffermava in passato, nel caso di demolizione e ricostruzione, era la fedeltà, intesa come riproduzione di tutte le caratteristiche fondamentali dell'edificio precedente. Dovevano essere riprodotti quindi gli stessi volumi, la stessa sagoma, le stesse caratteristiche dei materiali e la stessa area di sedime. Solo gli eventuali miglioramenti che potevano concernere gli adeguamenti antisismici di una struttura, erano accolte come eccezioni valide dal Testo Unico. In seguito all''evoluzione normativa e giurisprudenziale, oggi il concetto di ristrutturazione è stato esteso, fino a considerare ammissibile una ricostruzione diversa, qualora questa avvenga ripristinando o sostituendo alcuni parti dell'edificio, o magari modificando o inserendo impianti o elementi nuovi.

Lo smaltimento dei materiali della demolizione

Un altro problema legato al momento della demolizione durante una ristrutturazione è quello relativo allosmaltimento dei rifiuti che inevitabilmente si creano. È un aspetto molto delicato, infatti, tanto da essere regolamentato da leggi ben precise. Il materiale di risulta si ritiene debba essere smaltito come rifiuto speciale da ditte di trasporto autorizzate e specializzate, previa analisi chimica. Cioè, per essere più precisi, prima, per capire e decidere come e dove smaltire i materiali di risulta, derivanti dalla demolizione, si deve estrarre un campione, che da analizzare presso un laboratorio. Al termine, sulla scorta del risultato delle analisi è possibile capire come e dove smaltire il tutto. Il trasportatore dovrà viaggiare con il documento che attesti il tipo di materiale che sta portando verso la discarica specializzata. La documentazione poi completa di tutte le regolari operazioni, dovrà essere consegnata presso gli enti locali, insieme a tutta gli altri documenti richiesti nelle ristrutturazioni.

Le migliori tecniche

Dopo la demolizione arriva il fatidico momento della ricostruzione. Esistono diversi materiali da costruzioni e tecniche ricostruttive. Tutto ovviamente è legato anche alla tipologia di ristrutturazione, se cioè si tratti di una piccola ristrutturazione o piuttosto di un progetto che rivoluzioni tutta la sagoma dell'immobile. In passato, venivano utilizzati mattoni forati e blocchi di cemento realizzati con il recupero di macerie. Oppure venivano utilizzati anche dei blocchi di gesso: questa tecnica oggi è stata abbandonata perché le pareti così tirate su non risultavano particolarmente stabili. Con il tempo si è andati verso delle tecniche ricostruttive che potessero facilitare sempre più le fasi successive di lavorazione, utilizzando quindi prodotti che potessero avere già di per sé una texture levigata. Per questo motivo oggi spesso vengono utilizzati dei blocchi di cemento cedulare, tipo pomice, che prendono il nome di siporex, o i blocchi di cemento e argilla espansa (prodotti da aziende tipo la Leca).

Domande frequenti

  • È ancora obbligatorio ricostruire l'edificio esattamente com'era prima della demolizione?
    No, la normativa attuale ha subito un'importante evoluzione rispetto al passato. Mentre in origine era richiesto il rispetto rigoroso della fedeltà (stessi volumi, sagoma e materiali), oggi il Testo Unico dell'Edilizia permette ricostruzioni diverse. È ammessa la modifica della struttura o degli impianti, purché si operi nell'ambito della ristrutturazione edilizia e si ripristinino o sostituiscano parti dell'edificio. Tuttavia, sono permesse variazioni solo se coerenti con le norme urbanistiche vigenti e senza alterare la destinazione d'uso o superare i limiti volumetrici generali.
  • Come devo smaltire correttamente i rifiuti derivanti dalla demolizione?
    Lo smaltimento richiede procedure rigide per evitare sanzioni. I materiali di risulta sono considerati rifiuti speciali e devono essere gestiti esclusivamente da ditte di trasporto autorizzate e specializzate. Prima dello smaltimento, è fondamentale prelevare un campione del materiale per sottoporlo ad analisi chimica in laboratorio. Questo passaggio determina la corretta classificazione del rifiuto e il destino finale (discarica specifica o recupero). Il trasportatore deve accompagnare il carico con il documento di identificazione del rifiuto, da consegnare poi agli enti competenti.
  • Quali sono i materiali da costruzione più indicati per la ricostruzione moderna?
    Le tecniche tradizionali che utilizzavano blocchi di gesso o semplici recuperi di macerie sono state abbandonate per mancanza di stabilità. Oggi si preferiscono materiali leggeri, isolanti e pronti per le finiture. Tra i più diffusi ci sono i blocchi di cemento cellulare (come lo Siporex o la Pomice) e i blocchi di cemento con argilla espansa (es. Leca). Questi prodotti offrono vantaggi significativi: riducono il peso strutturale, garantiscono ottima isolamento termico e acustico e presentano superfici già levigate, semplificando notevolmente le fasi successive di intonacatura e finitura.
  • La demolizione totale rientra nella categoria della ristrutturazione edilizia?
    Sì, il Testo Unico dell'Edilizia include espressamente la demolizione e la successiva ricostruzione tra le opere di ristrutturazione edilizia. Questa classificazione è cruciale perché determina il regime fiscale e burocratico applicabile all'intervento. A differenza delle nuove costruzioni, la ristrutturazione gode di agevolazioni fiscali specifiche (come bonus casa) e segue iter autorizzativi semplificati rispetto alle opere ex novo, purché la ricostruzione rispetti i principi di mantenimento della struttura portante o le varianti consentite dalla legge.
  • Posso migliorare l'isolamento sismico durante la ricostruzione?
    Assolutamente sì. Gli adeguamenti antisismici rappresentano una delle principali eccezioni e migliorie consentite dalla normativa, anche quando si interviene sulla struttura portante. La legge incoraggia esplicitamente l'adozione di tecniche e materiali che aumentino la sicurezza statica dell'edificio. Durante la fase di progettazione e demolizione, puoi integrare sistemi di rinforzo strutturale, utilizzare materiali da costruzione più performanti o introdurre tecnologie sismiche avanzate, garantendo così una maggiore protezione senza necessariamente vincolarti alla forma originale dell'edificio.

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