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Ponti termici

Aggiornato il 02 febbraio 20164 capitoli5 domande frequenti
Ponti termici evidenziati

I ponti termici: quali sono le loro caratteristiche principali

I ponti termici sono zone di un determinato involucro edilizio che rappresentano, rispetto agli altri elementi costruttivi adiacenti, una maggiore densità di flusso termico. La loro distinzione è sostanzialmente basata sulla causa che li ha provocati e sulla loro tipologia, come vedremo in seguito. Si manifestano in corrispondenza dei punti critici di un edificio, ovvero nelle vie privilegiate per la trasmissione del calore, in presenza di differenti materiali e tecniche costruttive. Il fenomeno avviene in quanto, in queste zone, vi è una trasmittanza maggiore rispetto alle altre strutture dell’edificio; per trasmittanza si intende la quantità di calore che riesce ad attraversare un determinato materiale in un intervallo di tempo. Le strutture più intaccate dai ponti termici sono quelle in acciaio con elementi prefabbricati in altri materiali (ad esempio il cristallo) o in cemento armato con elementi di tamponatura in mattoni.

La classificazione dei ponti termici per causa e tipologia

Le distinzioni principali dei ponti termici vengono effettuate secondo le cause e la tipologia del fenomeno. Per quanto riguarda le cause, troviamo la disomogeneità geometrica e del materiale. In corrispondenza della disomogeneità geometrica, la superficie disperdente aumenta e le superfici isoterme si incurvano, in quanto perpendicolari al flusso termico; inoltre varia lo spessore della costruzione. La disomogeneità materica invece si verifica nel punto in cui materiali con diversa conduttività termica compenetrano parzialmente o totalmente. Per la tipologia dei ponti termici, troviamo ponti lineari e puntuali. I primi sono generalmente a sviluppo verticale, quindi travi, cordoli, pilastri e distanziatori nelle vetrate. I secondi invece riguardano chiodi a cappotto termico, travi a sbalzo ed attacchi di sovrastrutture esterne.

Gli effetti che i ponti termici hanno sugli edifici

I ponti termici sono fenomeni che non vanno assolutamente sottovalutati, in quanto hanno un impatto negativo su aspetti di vario genere. Innanzitutto, causano conseguenze strutturali sgradite: la variazione della temperatura nelle strutture determina la formazione di tensioni superficiali e di condense, causa principale delle muffe sui muri e della condensazione di vapore negli interstizi. Ciò provoca prestazioni ridotte e una diminuzione della durabilità dei materiali. Inoltre, in presenza di ponti termici, si è potuto verificare un aumento del 20-30% del consumo energetico totale, dovuto soprattutto alle perdite di trasmissione. Gli aspetti sanitari non vanno tralasciati: le muffe che si formano sui muri sono veicolo di batteri e germi. Per finire, vi è una riduzione del comfort termico, a causa delle superfici circostanti che presentano una disomogeneità termica rispetto all’aria.

Come eliminare i ponti termici efficacemente

Il metodo più semplice per l’eliminazione dei ponti termici è l’utilizzo dei termoblocchi, ovvero materiali isolanti. Si dovrebbe realizzare una protezione con termoblocchi fin dalla fase di completamento dell’involucro edilizio, dopo aver realizzato la struttura in cemento. Il termoblocco può essere sagomato, per coprire un’area con bassa trasmittanza, dando più stabilità agli elementi isolanti. Tra gli isolanti usati più di frequente, vi è il polistirene espanso, ottimo per le sue caratteristiche di densità, che coprono tutte le esigenze di isolamento termico. In caso ciò non sia stato possibile fin dall’inizio, si può agire realizzando degli isolamenti a cappotto non solo sugli elementi in cemento, ma anche sulle pareti di tutto l’edificio: questa è la soluzione ottimale per ponti termici in prossimità di pilastri e travi in cemento armato.

Domande frequenti

  • Cosa sono esattamente i ponti termici e perché si formano?
    I ponti termici sono zone specifiche dell'involucro edilizio, come angoli tra muro e soffitto o attorno ai telai delle finestre, dove il calore fuoriesce dall'edificio più rapidamente rispetto alle aree adiacenti. Questo fenomeno si verifica a causa della disomogeneità geometrica (variazioni di spessore o forma) o materica (incontro di materiali con diversa conducibilità termica, come cemento e vetro). In pratica, questi punti diventano "vie privilegiate" per la dispersione termica, riducendo l'efficienza energetica complessiva della struttura.
  • Quali sono i rischi concreti legati alla presenza di ponti termici?
    La presenza di ponti termici comporta gravi conseguenze strutturali, economiche e sanitarie. Dal punto di vista strutturale, le differenze di temperatura generano condensa superficiale e interstiziale, favorendo la proliferazione di muffe e funghi che danneggiano i materiali e ne riducono la durata. Economicamente, possono aumentare i consumi energetici fino al 20-30%. Sanitariamente, le muffe rilasciano spore nocive che peggiorano la qualità dell'aria interna. Infine, creano disagio termico percepibile grazie alle superfici fredde che irradiano freddo verso l'interno.
  • Come posso identificare se nella mia casa ci sono ponti termici attivi?
    I segnali più evidenti sono visibili: macchie scure di muffa sulle pareti, specialmente agli angoli superiori vicino al soffitto o intorno a pilastri e travi in cemento armato esposte all'esterno. Un altro indicatore è la sensazione di correnti d'aria fredda o di 'pareti fredde' anche quando il riscaldamento è acceso. Tecnicamente, per una diagnosi precisa si utilizza la termografia a infrarossi, che permette di visualizzare le differenze di temperatura superficiale e mappare con precisione le aree a maggiore dispersione termica invisibili a occhio nudo.
  • Quali sono le soluzioni efficaci per eliminare o ridurre i ponti termici?
    La soluzione migliore è prevenire il problema in fase di progettazione utilizzando materiali isolanti specifici come i termoblocchi. Se l'edificio è già costruito, l'intervento più efficace è l'applicazione dell'isolamento a cappotto sull'intero involucro esterno, che avvolge la struttura eliminando discontinuità. Per interventi mirati su singoli elementi, come travi a sbalzo o pilastri, si possono applicare pannelli isolanti specifici o utilizzare sigillanti ad alta prestazione. L'obiettivo è creare una continuità termica uniforme, evitando che il calore trovi percorsi preferenziali verso l'esterno.
  • Quanto incidono i ponti termici sui costi in bolletta?
    L'impatto economico è significativo: la presenza di ponti termici può far aumentare i consumi energetici totali per il riscaldamento e il raffrescamento dal 20% al 30%. Questo accade perché l'impianto deve lavorare costantemente per compensare le perdite di calore concentrate in quei punti critici. Investire nell'eliminazione dei ponti termici, ad esempio attraverso un buon isolamento a cappotto, non solo migliora il comfort abitativo ma si ripaga nel tempo grazie alla netta riduzione della spesa energetica mensile.

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