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Affitto con riscatto

La formula affitto con riscatto è sempre più utilizzata, specialmente quando non si hanno i fondi economici per poter acquistare una casa.

di Redazione

20 aprile 2017

Cos'è esattamente affitto con riscatto

Negli ultimi anni si sente sempre più parlare del cosiddetto "affitto con riscatto". Si tratta esattamente di una particolare formula immobiliare che permette di acquistare casa anche se sul momento non si dispone della cifra necessaria per farlo. In questo caso gli acquirenti entrano in possesso degli immobili sin da subito ma allo stesso tempo il venditore rimane l'effettivo proprietario fino al momento in cui la somma pattuita per la vendita non viene corrisposta completamente. I canoni di affitto pagati, come dice il nome stesso, vengono riscattati dopo un determinato periodo prestabilito. Il Decreto "Sblocca Italia", precisamente all'articolo 23, regolamenta interamente l'affitto con riscatto. Gli inquilini hanno la possibilità di comprare l'immobile con uno sconto sul prezzo relativo ad una parte dei canoni pagati.

Gli importi maggiorati degli affitti con riscatto

Affitto con riscatto si compone di due differenti forme contrattuali. Da un lato vi è un contratto di "locazione", dall'altro un cosiddetto "preliminare per futura vendita" che deve essere effettuato dopo il tempo prestabilito inizialmente dalle parti. I canoni di affitto con riscatto sono caratterizzati dall'avere importi maggiori rispetto a quanto avviene sul mercato del settore. Sono, infatti, composti dall'affitto vero e proprio a cui si aggiunge la cosiddetta quota acconto-prezzo il cui importo, una volta giunti alla scadenza prevista per l'acquisto dell'immobile, va detratto dal prezzo dovuto. Spesso sono gli acquirenti stessi a richiedere maggiorazioni più elevate in modo da pagare mensilmente dei canoni maggiori. Questo si traduce in un saldo totale minore dovuto per il completamento dell'acquisto.

Affitto con riscatto con preliminare di vendita

Nel caso in cui si sia stipulato un contratto di affitto con riscatto con il "preliminare di vendita", le parti sono obbligate legalmente ad effettuare la compravendita. E' prevista normalmente una somma da versare come caparra pari a circa il 10% sul prezzo finale. Se gli importi non sono soggetti a vere e proprie limitazioni legali, la legge richiede invece la trascrizione del contratto come preliminare con deposito presso il registro immobiliare. Questo avviene per la completa tutela dell'acquirente in quanto ogni eventuale creditore nei confronti del venditore non può iscrivere alcuna ipoteca o pignoramento sull'immobile oggetto del contratto. Gli acconti vengono restituiti anche se si verifica qualche inadempimento. La caparra va al venditore se l'acquirente non acquista più mentre torna all'affittuario se è il venditore a ritirarsi dalla vendita dell'immobile.

I vantaggi e gli svantaggi

La sempre più praticata formula affitto con riscatto prevede, come qualsiasi altra cosa, degli svantaggi e dei vantaggi. Questo è valido per entrambe le parti e quindi sia per il venditore che per l'affittuario/acquirente. Per quanto riguarda il proprietario dell'immobile, questi ha il vantaggio di percepire mensilmente un canone di affitto più alto del normale. Si protegge, inoltre, da eventuali ribassi del mercato immobiliare dovendo vendere ai prezzi prestabiliti. Questa però può rivelarsi un'arma a doppio taglio e rappresentare anche uno svantaggio, riscontrabile nel rialzo dei valori di mercato e nei mancati guadagni. L'affittuario ha l'incredibile vantaggio di poter acquistare casa anche se non dispone momentaneamente della liquidità necessaria. Lo svantaggio è che, se non acquista, avrà pagato canoni mensili più elevati del solito.

Domande frequenti

  • Come funziona il meccanismo finanziario dell'affitto con riscatto?
    L'affitto con riscatto combina due contratti distinti: un contratto di locazione e un preliminare di vendita. L'inquilino paga un canone mensile che include due componenti: la quota per l'utilizzo dell'immobile e una quota 'acconto-prezzo'. Quest'ultima parte viene accumulata e, alla fine del periodo concordato, viene detratta dal prezzo finale di acquisto della casa. È fondamentale che il preliminare venga trascritto nei registri immobiliari per tutelare l'acquirente da eventuali creditori del venditore.
  • Quali sono i principali rischi finanziari per chi sceglie questa formula?
    Il rischio maggiore per l'acquirente è il costo complessivo finale. Poiché i canoni mensili includono una quota capitale oltre all'affitto, il totale pagato supera spesso il valore di mercato dell'immobile. Se l'acquirente decidesse di non completare l'acquisto alla scadenza, perderebbe la capacità di riscattare gli acconti versati, trovandosi senza casa e senza aver recuperato le somme extra pagate. Inoltre, il venditore rischia di vendere l'immobile a un prezzo inferiore rispetto al suo attuale valore di mercato se i prezzi delle case sono saliti durante il periodo di locazione.
  • È obbligatorio versare una caparra iniziale?
    Non esiste un obbligo legale universale di versare una caparra immediata al momento della firma, ma nella prassi contrattuale è molto comune prevederne una, solitamente intorno al 10% del prezzo pattuito. La caparra funge da garanzia: se l'acquirente si ritira senza giusta causa, la perde a favore del venditore; se è il venditore a ritirarsi, deve restituirla in duplice misura. Tuttavia, gli acconti mensili versati durante la locazione costituiscono comunque una forma di garanzia patrimoniale vincolata al futuro trasferimento di proprietà.
  • Cosa succede se il venditore fallisce o ha debiti durante il contratto?
    La tutela principale deriva dalla trascrizione del preliminare di vendita presso il Conservatorio dei Registri Immobiliari. Una volta trascritto, il contratto diventa opponibile ai terzi, impedendo ai creditori del venditore di iscrivere ipoteche o pignoramenti sull'immobile oggetto dell'accordo. Senza questa trascrizione, l'acquirente rimarrebbe un semplice creditore chirografario, esponendosi al grave rischio di perdere l'immobile e dover recuperare le somme solo attraverso procedure concorsuali lunghe e incerte.
  • Chi paga le spese condominiali e le tasse durante il periodo di affitto?
    In assenza di clausole specifiche contrarie, le regole generali del diritto civile si applicano. Solitamente, le spese condominiali ordinarie sono a carico dell'inquilino (conduttore) poiché derivano dall'uso dell'immobile, mentre quelle straordinarie e le imposte sulla proprietà (come IMU) restano a carico del proprietario (locatore/venditore) finché non avviene il passaggio di proprietà formale. È essenziale verificare attentamente il contratto di locazione allegato per confermare queste ripartizioni, poiché le parti possono accordarsi diversamente.