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Zona censuaria

Per zona censuaria si intende un'estensione territoriale entro la quale il valore fiscale attribuito agli immobili presenta un coefficiente comune.

di Redazione

23 settembre 2016

Cosa è la zona censuaria

Il significato di zona censuaria è attinente al settore tributario. Nello specifico, descrive un comprensorio territoriale dalle dimensioni non rigidamente predeterminate (ossia, può esserci differenza di ampiezza fra una zona e l'altra), ma considerato omogeneo dal punto di vista della redditività fiscale delle unità immobiliari che vi sono ubicate. L'intero territorio nazionale è diviso in zone censuarie. I parametri sui quali si basa l'omogeneità di una zona sono sia ambientali che di aspetto socioeconomico. Questo fa sì che la medesima possa corrispondere ad un solo e intero comune, a più comuni, evidentemente con caratteristiche simili come ad esempio nelle località montane, oppure, nel caso dei comuni più grandi, a porzioni degli stessi. Alla fine degli anni Novanta è stata effettuata una revisione delle zone censuarie affidata agli uffici provinciali del dipartimento del territorio. Era certamente necessaria: la precedente suddivisione datava al periodo prebellico. Con tale revisione si è passati ad un'ulteriore articolazione delle zone in microzone.

Cosa è la microzona censuaria

All'epoca della prima suddivisione del territorio italiano in zone censuarie, la pressione tributaria che gravava sugli immobili non costituiva che una voce di modesta importanza del gettito fiscale. Con il tempo le cose sono cambiate, e questo ha giustificato il complesso processo di revisione che ha portato alla suddivisione in microzone catastali. All'interno di una zona, difatti, possono presentarsi notevoli variabili ambientali o socioeconomiche, colpevoli di inficiare quell'omogeneità che dovrebbe starne alla base. Per esempio il comune di Torino è articolato in sole 4 zone, si capisce facilmente come ognuna di queste rechi, entro i propri confini, differenze tali da rendere obbligatoria una ulteriore partizione territoriale, che in effettivo ha portato alla creazione di 40 microzone. L'estensione e i confini delle singole microzone sono decise dai comuni, con l'approvazione degli uffici provinciali del dipartimento del territorio. L'omogeneità che devono garantire spazia ad esempio dalla destinazione e dall'epoca di costruzione degli immobili, ai servizi forniti nei loro ambiti, alle caratteristiche ambientali e a quelle storiche e artistiche.

Scopo delle zone censuarie

Le imposte applicate ad un immobile vengono calcolate sulla base della cosiddetta rendita catastale. Questa, a sua volta, è determinata dal prodotto della consistenza (ossia le dimensioni dell'immobile) per l'estimo catastale. Ed è qui che entra in gioco la zona censuaria: assieme alla classe catastale di appartenenza dell'immobile, è la tariffa propria della zona censuaria in cui si trova a dare come risultato l'estimo. Che ovviamente (pur considerando un'ipotetica uguaglianza di classe catastale e consistenza), risulterà diverso se l'immobile è sito a Rapallo o Venezia oppure in un remoto paesino di una comunità montana, in ragione appunto dell'ubicazione in zone censuarie diverse. L'articolazione in microzone rende il tariffario censuario più consono a calcolare estimi equi; inoltre all'interno di una microzona sono previste dalle 3 ad un massimo di 5 classi per ogni categoria catastale, per far sì che che il valore al metro quadro di ogni immobile della stessa microzona sia non troppo dissimile (al massimo il doppio). Chi sceglie di comprare casa può esaminare le tariffe applicate alle zone e microzone dei luoghi in cui vorrebbe acquistare, sì da prevedere le diverse rendite catastali.

Come informarsi sulle zone censuarie

Per scoprire a quale zona censuaria appartiene un determinato fabbricato, oppure per conoscere le differenti tariffe delle zone, ci sono più strade. Se è in corso una trattativa di compravendita immobiliare è possibile farsi ragguagliare dall'immobiliarista. Anche un architetto o un geometra possono rispondere a questa domanda. Se invece si desiderano lumi più in generale, è possibile reperire online le tabelle relative a zone e tariffe di molti comuni, come ad esempio Roma, Parma, Novara. In alternativa ci si può recare al catasto, o visitare il sito online, scegliendo un qualunque indirizzo dell'area che interessa. Da tenere presente che le microzone rappresentano, dal punto di vista delle tariffe, e possibilmente anche dei confini, realtà dinamiche: in conseguenza di radicali mutamenti urbanistici, ambientali o di altro tipo possono verificarsi aumenti o riduzioni delle tariffe stesse. Il compito di effettuare modifiche spetta alle commissioni censuarie locali (che sono 106 in totale), mentre un ricorso da parte dei comuni o dell'Agenzia delle Entrate verso le loro decisioni spetta alla commissione censuaria centrale, con sede a Roma.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra zona censuaria e microzona catastale?
    La zona censuaria è un'ampia area territoriale considerata omogenea per reddito fiscale, spesso corrispondente a un comune o a parti di esso. La microzona, introdotta successivamente per maggiore precisione, suddivide ulteriormente la zona censuaria quando al suo interno esistono forti disparità ambientali o socioeconomiche. Mentre la zona garantisce un'omogeneità di base, la microzona permette di applicare tariffe più mirate, assicurando che gli immobili nella stessa area abbiano valori al metro quadro non troppo dissimili (massimo il doppio), rendendo il calcolo della rendita catastale più equo e realistico.
  • Come viene calcolato l'estimo catastale di un immobile grazie alla zona censuaria?
    L'estimo catastale si ottiene moltiplicando la consistenza dell'immobile (le sue dimensioni) per l'estimo catastale unitario. Quest'ultimo valore deriva dalla combinazione della classe catastale dell'unità abitativa e della specifica tariffa associata alla zona censuaria (o microzona) in cui l'immobile è situato. Di conseguenza, due case identiche per dimensione e classe avranno valori fiscali diversi se ubicate in zone censuarie diverse, riflettendo il diverso valore di mercato legato alla posizione geografica e alle caratteristiche locali.
  • Chi decide i confini e le tariffe delle microzone catastali?
    I confini e l'estensione delle microzone sono stabiliti dai singoli Comuni, previa approvazione da parte degli uffici provinciali del Dipartimento del Territorio. Le variazioni delle tariffe, dovute a cambiamenti urbanistici o ambientali, competono alle Commissioni Censuarie Locali, che ne curano l'aggiornamento periodico. In caso di controversie sulle decisioni delle commissioni locali, è possibile ricorrere alla Commissione Censuaria Centrale, con sede a Roma, che funge da organo di grado superiore per risolvere le dispute.
  • Dove posso trovare le tabelle delle zone e microzone per sapere quanto vale la mia casa?
    È possibile consultare le tabelle delle zone censuarie e delle relative tariffe direttamente sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate o recandosi fisicamente presso gli uffici del Catasto. Molti comuni pubblicano online le mappe dettagliate, permettendo di verificare la classificazione di un indirizzo specifico. Inoltre, durante una compravendita, è utile richiedere questi dati all'agente immobiliare, a un geometra o a un architetto, professionisti che hanno accesso agli strumenti necessari per interpretare correttamente la zonizzazione e stimare la rendita catastale.