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Orto sul balcone

Come coltivare i funghi

Imparare come coltivare i funghi in casa è una soluzione pratica per disporre di una fonte ricca di proteine, vitamine, minerali e priva di grassi.

di Redazione

11 ottobre 2016

Tipi di funghi adatti alla coltivazione in casa

Raccogliere funghi è una piacevolissima attività praticata da moltissime persone, che vi hanno dedicato un intenso impegno per gran parte degli anni della loro vita, affiancando ad esso contemporaneamente un rigoroso studio teorico, per arrivare ad acquisire una buona conoscenza del settore, ma incontrando comprensibilmente anche degli spiacevoli inconvenienti perché consumare funghi non perfettamente conosciuti è rischioso, fino a diventare alquanto pericoloso. Oggi si può imparare come coltivare i funghi commestibili in casa in modo ecologico, potendo anche scegliere tra tantissime varietà, come i Pleurotus Ostreatus che hanno una consistenza morbida ed un sapore alquanto delicato, i Mane Lions che sono utilizzati in Cina ed in Giappone anche per le loro proprietà medicinali e gli Champignons.

Come coltivare i funghi con i substrati

La coltivazione dei funghi in casa si pratica in particolari terreni chiamati "substrati". Un tipico substrato è "la balla" di paglia, molto compatta, in cui vengono "inoculate", cioè seminate, un certo numero di spore, responsabili della produzione dei funghi e quindi coperta con un foglio di plastica nera. Nella plastica vengono poi praticati dei fori distanziati fra loro, di circa 5 cm di diametro, per permettere la fuoriuscita dei funghi. Le balle vengono infine depositate in ambienti ombreggiati e privi di luce diretta, ma non perennemente al buio, con una temperatura oscillante fra i 15 e i 20 °C. I funghi prediligono ambienti umidi, quindi è necessario innaffiare abbondantemente in 2 momenti della giornata, arrivando a 3 o 4 nel caso in cui gli ambienti si presentino particolarmente secchi.

Crescita, cura e raccolta

Imparare come coltivare i funghi in casa è stato reso più facile con la realizzazione dei "substrati", che danno risultati eccellenti quanto più vengono rispettate le condizioni ambientali. Dopo 5-6 giorni i funghi fuoriescono dai fori praticati e dopo 10-12 giorni sono pronti per la raccolta e il consumo, da effettuarsi con un taglio netto alla loro base, utilizzando un cutter. Dopo la prima raccolta ne possono avvenire altre in quanto il substrato continua lo sviluppo delle "spore" per un tempo indeterminato, purché si mantengano corrette e regolari temperatura, illuminazione e umidità. Le colture generalmente non sono attaccate da parassiti e l'eventuale comparsa di una polvere bianca sui funghi non deve destare preoccupazione in quanto è costituita dalle nuove spore, non dannose e facilmente rimovibili.

Domande frequenti

  • Quali sono i tipi di funghi più facili da coltivare in casa?
    Per chi inizia, i Pleurotus ostreatus (funghi ostrica) sono ideali grazie alla loro consistenza morbida e al sapore delicato. Si adattano bene alle condizioni domestiche. Un'altra ottima scelta sono i Reishi (noti anche come Mane Lion o Ganoderma lucidum), molto apprezzati in Asia non solo per il gusto ma soprattutto per le proprietà medicinali. Infine, i classici Champignon sono una valida opzione per chi desidera un risultato tradizionale. La scelta dipende dal gusto personale e dall'esperienza, ma questi tre rappresentano il punto di partenza più sicuro per evitare errori comuni nella coltivazione casalinga.
  • Come preparare il substrato e dove posizionarlo?
    Il substrato principale è la 'balla' di paglia compatta, già inoculata con le spore. Una volta preparata, va ricoperta con un telo di plastica nera per mantenere l'umidità. Sulla plastica devono essere praticati fori di circa 5 cm di diametro, distanziati tra loro, che fungeranno da uscite per i funghi. Il contenitore va collocato in un ambiente ombreggiato: la luce diretta del sole è nociva, ma il buio totale non è ideale. L'ambiente deve essere fresco, con una temperatura compresa tra i 15 e i 20 gradi Celsius, per favorire uno sviluppo sano e regolare della colonia fungina.
  • Quanto spesso bisogna annaffiare i funghi coltivati?
    I funghi richiedono un ambiente costantemente umido, quindi l'irrigazione è fondamentale. In genere, si consiglia di innaffiare abbondantemente due volte al giorno. Tuttavia, se l'ambiente domestico è particolarmente secco o caldo, è necessario aumentare la frequenza portandola a tre o quattro volte al giorno. L'obiettivo è mantenere l'umidità ambientale elevata senza creare ristagni d'acqua stagnante che potrebbero marcire il substrato. Monitorare l'umidità relativa è essenziale per garantire che i funghi crescano sani e non si secchino prematuramente durante il ciclo di produzione.
  • Quando e come si raccolgono i funghi?
    Dopo l'inoculazione e la preparazione del substrato, i primi funghi iniziano a fuoriuscire dai fori praticati sulla plastica dopo circa 5-6 giorni. Sono pronti per la raccolta quando il cappello si è completamente aperto ma prima che le lamelle diventino scure, solitamente entro 10-12 giorni dalla comparsa. Per raccoglierli, è preferibile effettuare un taglio netto alla base del gambo utilizzando un cutter pulito, piuttosto strapparli, per non danneggiare il micelio sottostante. Questa tecnica permette al substrato di continuare a produrre nuovi funghi per tempi indefiniti, finché le condizioni ambientali restano ottimali.
  • È normale vedere polvere bianca sui funghi? È pericolosa?
    No, la presenza di una leggera polvere bianca sui funghi in crescita è assolutamente normale e non indica una malattia né un pericolo per la salute. Questa polvere è costituita dalle nuove spore prodotte naturalmente dal fungo stesso mentre matura. Non è tossica e non richiede trattamenti chimici. Se la polvere risulta fastidiosa o indesiderata, può essere rimossa delicatamente con una spazzola morbida o soffiandovi sopra con cautela prima della cottura. La comparsa di questa polvere conferma anzi che il fungo è maturo e vitale, segno di una coltivazione riuscita e sana.