Tester analogico

Utensileria

Il tester analogico

Scopriamo cos’è il tester analogico, le sue caratteristiche tecniche, gli utilizzi e tutto ciò che concerne questo strumento.

di Redazione

27 aprile 2017

Cos’è il tester analogico

Quando si sente parlare di tester analogico non si fa altro che citare uno strumento che viene usato moltissimo nei campi come l’elettronica, gli interventi ad impianti elettrici e altri settori che si caratterizzano per la misurazione di grandezze particolari come l’intensità della corrente (espressa in Ampere), la resistenza (la cui unità di misura è l’Ohm) e il voltaggio della corrente (che ha il Volt come unità di misura). Il tester analogico è formato quindi da una sorta di pannello dove viene rappresentata una scala di valori, un ago che si sposta a seconda del valore della grandezza durante la misurazione e una manopola che serve a cambiare la sensibilità dello strumento per poter ottenere misurazioni più precise. Con il tempo il tester analogico ha lasciato sempre più posto a quello digitale, dal momento che è molto più preciso e sensibile nell’effettuare il rilevamento delle grandezze precedentemente citate.

Caratteristiche tecniche del tester analogico

Come detto prima il tester non è altro che uno strumento fatto da un contenitore di plastica di diversa grandezza (a seconda del modello preso in considerazione). All’interno del quadrante, la zona principale del tester analogico, si ha un pannello su cui sono indicate le varie scale con cui si misurano le grandezze di tensione, corrente e resistenza. L’ago presente nello strumento, una volta effettuato il collegamento per iniziare le misurazioni, oscillerà, passando da destra a sinistra e indicando un valore perlopiù preciso. Nel campo delle misurazioni elettriche è sicuramente più preciso il tester digitale, che grazie ad una tecnologia più avanzata e all’assenza di una raffigurazione grafica di una scala di valori, riesce a fornire un dato molto più preciso. Infine sono da citare anche i due puntali o morsetti (generalmente uno rosso e uno nero per distinguere la polarità positiva da quella negativa) che permettono di collegare lo strumento o in serie o in parallelo all’interno del circuito elettrico su cui va fatta la misurazione. Naturalmente l’operatore deve necessariamente interpretare in modo corretto i dati forniti dal tester analogico.

Effettuare una misurazione con il tester analogico

Per poter effettuare una misurazione in maniera corretta è necessario innanzitutto collegare al tester analogico i cavetti che possiedono una delle estremità formate da un morsetto o un puntuale, utili per effettuare tutte le rilevazioni del caso. Per maggiore comodità e mantenere un collegamento saldo generalmente si usa il morsetto. Mentre quando si ha bisogno di effettuare delle misurazioni in modo preciso su più punti allora è più indicato l’utilizzo del puntale, caratterizzato da una punta fine che permette di posizionarlo in maniera precisa senza ingombri. A questo punto non rimane altro che selezionare la misura da rilevare mediante la manopola apposita; di solito lo strumento in questione permette la misurazione di più grandezze, come la tensione sia in corrente alternata che continua, valori di corrente e la resistenza. Quindi una volta puntati gli spinotti non rimane altro che leggere il valore fornito dallo strumento.

Quanto costa

Per quanto riguarda l’acquisto di un tester analogico si può dire tranquillamente che ne esistano di diverse tipologie e modelli appartenenti a varie fasce di prezzo, ognuna caratterizzata dalla presenza di funzionalità e particolarità più o meno uniche. Gli esemplari più economici offerti dal mercato possono arrivare a costare una decina di euro, mentre le versioni più avanzate dello strumento risultano essere molto più costose, arrivando ad avere un valore di circa 100€ o 200€. Il tutto viene naturalmente determinato in primis dalle offerti presenti nei negozi rivenditori, dalle funzioni precedentemente citate, il brand del produttore e perfino il design. Per questo motivo è necessario valutare attentamente le proprie esigenze, considerando quanto verrà utilizzato lo strumento acquistato.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un tester analogico e uno digitale?
    La differenza sostanziale risiede nel metodo di visualizzazione dei dati e nella precisione. Il tester analogico utilizza un ago che si muove su una scala graduata stampata sul quadrante, richiedendo all'operatore di interpretare visivamente il valore. Questo strumento è robusto e utile per osservare variazioni rapide o tendenze, ma tende a soffrire di errori di parallasse. Al contrario, il tester digitale converte il segnale elettrico in un display numerico, offrendo una precisione superiore, una lettura immediata senza ambiguità e spesso funzionalità aggiuntive come il test di continuità acustico. Oggi il digitale è preferito per la maggior parte delle applicazioni domestiche e professionali grazie alla sua affidabilità.
  • Come si calibra correttamente un tester analogico prima dell'uso?
    Prima di qualsiasi misurazione, è fondamentale verificare che l'ago sia perfettamente allineato sulla linea zero della scala, solitamente situata a sinistra del quadrante. Se l'ago non è sullo zero, bisogna agire sulla vite di regolazione meccanica posta sotto il vetro del quadrante fino ad allinearlo correttamente. Questa operazione, detta 'azzeramento', garantisce l'accuratezza delle letture. Inoltre, per le misure di resistenza (Ohmmetro), è necessario cortocircuitare i puntali (unendoli tra loro) e ruotare la manopola di taratura finché l'ago non tocca esattamente lo zero sulla scala degli Ohm, compensando così la scarica della batteria interna dello strumento.
  • È sicuro usare un tester analogico su circuiti ad alta tensione?
    L'utilizzo richiede estrema cautela. I tester analogici tradizionali hanno un'impedenza di ingresso relativamente bassa rispetto ai digitali, il che significa che assorbono più corrente dal circuito sottoposto a misura. Su circuiti ad alta tensione o ad alta potenza, questo prelievo di corrente potrebbe alterare il funzionamento del dispositivo o, nei casi estremi, surriscaldare lo strumento causando danni o rischi di scossa. È essenziale verificare sempre il rating massimo di tensione indicato sul quadrante dello strumento e rispettare le norme di sicurezza elettrica, utilizzando guanti isolanti e lavorando solo se si è competenti e il circuito è adeguatamente protetto.
  • Quanto costa acquistare un tester analogico oggi?
    Il prezzo varia notevolmente in base alla qualità, al marchio e alle funzionalità specifiche. Si trovano modelli base entry-level, spesso sufficienti per hobbisti occasionali, a partire da circa 10-15 euro. Versioni intermedie, con costruzioni più robuste e scale multiple, si attestano tra i 20 e i 50 euro. Per professionisti che richiedono strumenti di precisione elevata, marchi rinomati e certificazioni di sicurezza avanzate, i costi possono superare i 100-200 euro. La scelta dovrebbe dipendere dall'intensità d'uso: per saltuari controlli domestici un modello economico può bastare, mentre per uso intensivo è meglio investire in un prodotto duraturo e preciso.
  • Come si collegano i puntali per misurare la tensione e la resistenza?
    Per misurare la tensione (sia AC che DC), i puntali vanno collegati in parallelo rispetto al componente o al punto del circuito da analizzare: il puntale rosso (+) sul punto positivo e il nero (-) sulla massa o negativo. Per misurare la resistenza, il circuito deve essere spento e il componente isolato; i puntali vengono posti sulle due estremità del resistore. Per la corrente, invece, il tester deve essere inserito in serie nel circuito, interrompendolo temporaneamente. È cruciale selezionare la funzione corretta tramite la manopola centrale prima di applicare i puntali, iniziando sempre dalla gamma di misura più alta per evitare di danneggiare l'ago dello strumento per sovraccarico.