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Tassa rifiuti

Aggiornato il 16 maggio 20162 capitoli4 domande frequenti
Simbolo della TARI

Che cos'è la tassa sui rifiuti

La tassa sui rifiuti è stata rinominata TARI il primo gennaio 2014 ed è compresa all'interno dell'IUC, cioè dell'Imposta unica municipale. Prima era detta TARSU, ma mantiene gli stessi presupposti e le stesse modalità con cui è calcolato l'importo che i contribuenti devono versare al comune. Infatti il tributo va corrisposto sia dai cittadini che dalle aziende e dagli enti presenti sul territorio comunale per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e il loro smaltimento. Per calcolare l'importo della tassa sui rifiuti si tiene conto sia della quantità e qualità dei rifiuti prodotti che della superficie in metri quadri dell'immobile in questione.

Chi paga la tassa sui rifiuti

La tassa sui rifiuti riguarda i locali di tutti immobili e le loro pertinenze, qualunque sia la loro destinazione. Tuttavia, mentre il box, il giardino o il garage è tassabile, non lo sono le aree scoperte pertinenziali o accessorie, come le scale di accesso, le cantine o il posto macchina condominiale scoperto. Questa regola vale per gli immobili residenziali ma non per le aree la cui destinazione d'uso è un'attività economica: infatti il cortile di una fabbrica è sempre soggetto a tassazione. Di conseguenza sono soggetti passivi della tassa sui rifiuti chiunque occupi locali e aree scoperte, sia in quanto proprietario che affittuario o comodatario. Solo nel caso di locazioni di breve durata è il proprietario dell'immobile a pagare la tassa.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra TARSU e TARI?
    La TARI (Tassa Rifiuti) è la denominazione attuale del tributo per lo smaltimento dei rifiuti urbani, entrata in vigore il 1° gennaio 2014. Ha sostituito la precedente TARSU mantenendo però gli stessi presupposti giuridici e le medesime modalità di calcolo. Entrambe fanno parte dell'Imposta Unica Comunale (IUC) e gravano su cittadini, aziende ed enti per il servizio di raccolta e smaltimento. In sintesi, la TARI è l'evoluzione normativa della vecchia TARSU, senza variazioni sostanziali nell'impatto fiscale per il contribuente.
  • Come viene calcolato l'importo della TARI?
    L'importo della TARI si determina considerando due fattori principali: la superficie dell'immobile (misurata in metri quadri) e la tipologia di utenza. Per i privati, il calcolo tiene conto anche della composizione media dei rifiuti prodotti nella zona di residenza. Per le attività commerciali o produttive, il costo dipende strettamente dalla quantità e qualità effettiva dei rifiuti generati dall'attività. Il Comune stabilisce annualmente le tariffe specifiche applicabili alla propria area territoriale.
  • Box, garage e cantine sono tassabili per la TARI?
    Sì, box auto, garage e cantine sono generalmente soggetti al pagamento della TARI, poiché considerati locali chiusi e pertinenziali. Al contrario, le aree scoperte pertinenti o accessibili, come giardini, cortili interni, scale di accesso comuni e posti auto scoperti, non sono tassabili per gli immobili residenziali. L'unica eccezione riguarda le aree esterne adibite ad attività economiche o industriali, come i cortili di fabbriche, che rimangono soggette al tributo indipendentemente dal fatto che siano coperte o meno.
  • Chi deve pagare la TARI: proprietario o inquilino?
    In linea generale, il responsabile del pagamento della TARI è chi occupa materialmente l'immobile, ovvero l'inquilino o il comodatario, poiché usufruisce del servizio di raccolta rifiuti. Il proprietario rimane obbligato solo in casi specifici, come nelle locazioni di breve durata (ad esempio contratti turistici o stagionali), dove la gestione dei rifiuti è spesso attribuita direttamente al titolare dell'alloggio. È fondamentale verificare il contratto di locazione e le normative comunali locali per confermare la responsabilità esatta.

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