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Caraffe filtranti pericolose

Aggiornato il 20 marzo 20173 capitoli5 domande frequenti
Le caraffe filtranti sono ancora in commercio

Attenzione alle caraffe filtranti pericolose. Ecco cosa c'è da sapere

Le caraffe filtranti sono degli strumenti ideati per eliminare dall'acqua del rubinetto il cloro ed altre sostanze potenzialmente nocive. Nel nostro Paese sono state messe in vendita ormai da molti anni, ma presto hanno rivelato dei grossi inconvenienti. A partire dal 2011, infatti, alcuni test svolti in laboratorio dall’Università la Sapienza di Roma hanno dimostrato un peggioramento della qualità dell'acqua filtrata, che risulta sprovvista di alcune sostanze fondamentali, quali il calcio, il magnesio e altri sali minerali fondamentali, ma arricchita di batteri ed altri componenti addirittura nocivi per l'organismo. Caraffe filtranti pericolose, dunque. La questione si è fatta subito seria, tanto da indurre il Ministero della Salute ad emettere un decreto entrato in vigore nell'ormai lontano marzo 2012 e volto a fornire disposizioni tecniche sulle apparecchiature destinate al trattamento dell'acqua potabile.

Troppi rischi, meglio bere al naturale

Ai produttori il decreto intimava di rendere noti al consumatore tutti i possibili rischi causati dalle caraffe, nonché di fornire tutte le informazioni necessarie sulle modalità di manutenzione. Ben presto si aprì un'inchiesta curata dal procuratore Raffaele Guariniello. Sotto accusa finì in particolare la ditta "Britta", dato che alcune delle sue caraffe erano risultate pericolose. Alcune analisi, infatti, stabilivano che il filtro avrebbe rilasciato ioni di ammonio in quantità superiore alla norma, causando grossi rischi ai consumatori, specie se affetti da disfunzioni renali. Sebbene nel tempo le caratteristiche di questi oggetti per la casa siano migliorate, i dubbi restano, e i rischi pure. In generale, infatti, l'acqua filtrata non possiede le qualità organolettiche originarie e presenta valori superiori alla norma anche per quanto riguarda potassio e sodio, procurando problemi gravi a diabetici e cardiopatici, ma anche a chi è perfettamente in salute.

Potrebbero contenere metalli pesanti

Se il filtro della caraffa non viene periodicamente pulito o sostituito, i problemi possono aggravarsi. Infatti, in mancanza di un'accurata manutenzione, il filtro può rilasciare nell'acqua metalli pesanti come l'ammonio o l'argento. Il risultato ? L'acqua, che dovrebbe essere l'elemento benefico per eccellenza, potrebbe diventare tossica o addirittura cancerogena. Per non parlare delle spese. Un filtro costa in media dai 60€ agli 80€, e di questi tempi si tratta di un'uscita periodica tutt'altro che irrisoria. Molto meglio bere dal rubinetto: l'acqua viene periodicamente controllata, è a costo zero e non inquina. Se proprio il sapore dell'acqua di casa vostra non vi piace, e non volete spendere inutili soldi per comprare le bottiglie di plastica, scegliete caraffe che siano controllate al meglio, certificate e prodotte da ditte italiane che non si sottraggano dall'incombenza di rivelare gli eventuali rischi connessi all'utilizzo dei loro prodotti.

Domande frequenti

  • Perché le caraffe filtranti potrebbero peggiorare la qualità dell'acqua invece di migliorarla?
    Studi scientifici, inclusi quelli condotti dall'Università La Sapienza di Roma, hanno evidenziato che le caraffe filtranti possono rimuovere sali minerali essenziali come calcio e magnesio, rendendo l'acqua meno nutriente. Inoltre, se il filtro non viene sostituito regolarmente, tende a trattenere batteri e altri contaminanti che poi vengono rilasciati nuovamente nell'acqua durante l'uso. Questo processo può trasformare una bevanda salutare in una fonte potenziale di infezioni o squilibri elettrolitici, specialmente in soggetti sensibili.
  • Quali sono i rischi specifici legati al rilascio di ammonio nelle caraffe filtranti?
    Alcune analisi hanno rilevato che certi filtri, in particolare di marchi come Brita, possono rilasciare ioni di ammonio in concentrazioni superiori ai limiti di sicurezza. L'ammonio è particolarmente pericoloso per persone con insufficienza renale, poiché i reni faticano a smaltirlo correttamente. Anche per individui sani, un eccesso di ammonio e di altri ioni come potassio e sodio può alterare il profilo chimico dell'acqua, creando potenziali problemi cardiovascolari o metabolici nel lungo periodo.
  • Quanto costano i filtri di ricambio e conviene economicamente usarli?
    Il costo medio di un filtro per caraffa varia tra i 60€ e gli 80€, una spesa ricorrente significativa considerando che vanno cambiati ogni poche settimane o mesi a seconda dell'uso. Rispetto all'acquisto di acqua in bottiglia o all'uso diretto dell'acqua del rubinetto, che è gratuita e monitorata dalle autorità sanitarie, l'investimento per le caraffe filtranti può risultare antieconomico. Bisogna valutare attentamente il rapporto costi-benefici prima di acquistare il dispositivo.
  • È vero che le caraffe filtranti possono rilasciare metalli pesanti?
    Sì, se il filtro non viene manutenuto o sostituito secondo le indicazioni del produttore, la struttura porosa del materiale filtrante può degradarsi, rilasciando nell'acqua metalli pesanti come argento o composti dell'ammonio. Questi elementi, accumulandosi nel tempo, possono conferire all'acqua proprietà tossiche o persino cancerogene. La chiave per evitare questo rischio è rispettare rigorosamente le scadenze di sostituzione del cartuccia filtrante e seguire le istruzioni di pulizia indicate dal produttore.
  • Come posso scegliere una caraffa filtrante sicura se decido comunque di acquistarne una?
    Se desideri utilizzare una caraffa filtrante, opta esclusivamente per modelli certificati da enti riconosciuti e prodotti da aziende trasparenti che dichiarano chiaramente tutti i potenziali rischi. Preferisci marchi italiani o europei che rispettino normative severe sulla sicurezza alimentare. Assicurati inoltre di impegnarti nella manutenzione regolare: sostituisci i filtri ogni volta indicato e lava spesso la caraffa per prevenire la proliferazione batterica. Non affidarti mai a prodotti senza etichette chiare o vendite informali.

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