copertura in legno lamellare

Fai da te legno

Legno Lamellare

Grazie al legno lamellare è possibile dire addio ai limiti del legno tradizionale, grazie alla tecnologia che unisce un materiale vivo e tecniche innovative per aumentarne la resistenza.

di Redazione

29 settembre 2016

Estetica strutturale

Il legno lamellare grazie alle sue particolarità estetiche e strutturali viene impiegato per realizzare numerose opere architettoniche, dalle più complesse alle più semplici. Questo materiale composito che conserva tutte le qualità del legno tradizionale, riesce a scavalcarne i limiti proprio grazie alla tecnologia. Impiegare il legno al posto dell'acciaio e del cemento, usufruendo lo stesso di un'elevata resistenza e capacità di carico, ha arricchito molti edifici con un tocco di fascino, valorizzando ampi spazi interni ed esterni in maniera inconfondibile. Le travi realizzate in legno lamellare possono raggiungere ampie metrature e subire lavorazioni di ogni genere: archi e travature portanti presenti in grandi spazi come teatri, musei, impianti sportivi e auditorium la fanno da padrone negli ultimi anni, coperture esterne con particolari effetti geometrici, ridisegnano le linee delle città e di ampi spazi esterni, mentre reticolati, tetti e frangisole, campeggiano tra le case dei privati e gli edifici pubblici in un continuo gioco di forme tra classico e moderno.

Come si realizza il legno lamellare

Il legno lamellare si realizza grazie ad un particolare procedimento che ha consentito di svincolare le forme e le possibilità creative, dalla rigidità e i limiti della materia prima così come la si trova in natura. Il tronco viene suddiviso in tavole chiamate lamelle, che successivamente vengono fatte essiccare, livellate ed incollate tra loro per ottenere delle travi. Questa tipologia di lavorazione, anche se di retaggio apparentemente moderno, ha visto le sue prime sperimentazioni già in antichità. Nell'arco dei secoli, fino ad arrivare ai primi del '900 in cui si è iniziato a fare largo uso dei collanti, si sono susseguiti diversi tentativi di unire le tavole di legno e tenerle insieme attraverso chiodi e bulloni. La stabilità della struttura era affidata al tipo di fissaggio o di ancoraggio che poteva avvenire tramite staffe metalliche o biette. Il legno lamellare come lo si conosce oggi ha trovato largo uso nella realizzazione di strutture di grandi dimensioni per la sua particolare versatilità, resistenza nel tempo ed efficienza.

Da quale legno si parte?

Per ottenere un buon prodotto è necessario conoscere le peculiarità del legno da utilizzare per la realizzazione delle lamelle che andranno a formare le travi. Omogeneità e uniformità, sono caratteristiche base da cui partire per preferire alcune specie legnose rispetto ad altre, ma è fondamentale considerare la destinazione d'uso per effettuare la scelta più consona. Larice e rovere sono particolarmente indicati per le strutture esterne: presentano un alto grado di resistenza agli agenti atmosferici ed una buona capacità di mantenere le loro caratteristiche fisico-meccaniche per lungo tempo, senza necessitare di particolari trattamenti o ripetute manutenzioni. L'abete rosso e l'abete bianco spiccano tra tutti per la facilità di reperimento e resistenza, negli spazi interni risultano i più utilizzati, ma richiedono dei trattamenti specifici se destinati all'esterno. Il legno lamellare non ha limiti per le possibili lavorazioni e metrature realizzabili, ma è soggetto ad una normativa che lo classifica per le diverse destinazioni d'uso a seconda dello spessore e della larghezza delle lamelle che devono rispettivamente essere almeno di 40 e 220 mm.

Essiccazione e giuntatura di testa

Una volta ottenute le lamelle necessarie all'assemblaggio delle travi, si passa alla fase di essiccazione del legno attraverso particolari forni, che regolarizzano il tasso di umidità presente all'interno di ogni lamella, tra l'8% e il 14% a seconda della destinazione d'uso. Questo valore, essendo variabile in diversi punti della superficie, può richiedere alcuni giorni prima di stabilizzarsi e far procedere la lavorazione verso il passo successivo. Il controllo automatizzato che garantisce l'idoneità di ogni lamella a prendere parte alla realizzazione di un'intera trave di legno lamellare, viene effettuato con molta perizia e individua con estrema precisione qualunque difetto o valore oltre i limiti prefissati. Il materiale che supera il controllo, passa quindi alla fase di giuntatura di testa che prevede la realizzazione, attraverso una fresa, di giunti a forma di pettine sulle estremità delle tavole ed il successivo incollaggio in modo sfalsato con l'ausilio di macchinari che agiscono per compressione.

Piallatura, incollaggio e rifinitura

I processi di piallatura e calibratura preparano il materiale alla successiva fase di incollaggio eliminando qualunque irregolarità nello spessore e ruvidità della superficie. Questo passaggio permette di evitare la successiva comparsa di crepe o imperfezioni e garantisce un incollaggio rapido ed efficace. La fase di incollaggio prevede l'utilizzo di macchinari appositi che distribuiscono uniformemente il collante su tutta la superficie delle tavole. Le sostanze più usate per la realizzazione del legno lamellare sono a base di Urea, Melammina e Formaldeide e vengono classificati dalla norma UNI EN 301 in due diverse categorie, che ne individuano il tipo di utilizzo a seconda della loro resistenza agli agenti atmosferici. L'incollaggio avviene tramite la pressione esercitata in modo uniforme, da macchinari appositi lungo tutta la superficie delle tavole. Il mantenimento di determinate temperature dell'ambiente durante la lavorazione si rende fondamentale per ottenere un risultato di qualità e permettere al collante di agire in maniera corretta. La trave di legno lamellare così ottenuta verrà piallata, rifinita ed impregnata per essere pronta all'utilizzo.

Vantaggi

Il legno lamellare, come abbiamo visto, è un materiale che consente di ottenere delle travi strutturali di forme diverse e di rivestire lo spazio in maniera del tutto originale. L'unione di più pannelli che aumentano esponenzialmente la sua resistenza lo pongono diversi passi avanti rispetto al massello tradizionale. Utilizzare questo materiale vuol dire costruire senza vincoli dimensionali e funzionali. Si possono realizzare strutture magnifiche dall'aspetto unico ed originale, curvature futuristiche, grigliati estesi ricchi di geometrie ed incastri particolari. Il legno ritorna in primo piano nell'edilizia, scalzando nettamente altri materiali più pesanti, costosi e freddi come il cemento e l'acciaio. La sua lavorazione consente un'ottima capacità di carico, resistenza alle intemperie e al fuoco e garantisce un effetto finale senza pari. Reperibile nei negozi specializzati e in quelli di bricolage, viene sempre più adottato per soluzioni da esterno o a rivestimento di aree esposte da recuperare, permettendo una personalizzazione infinita e in molti casi un costo ridotto unito alla facilità pratica dell'installazione.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi strutturali del legno lamellare rispetto al legno massello?
    Il legno lamellare offre una resistenza meccanica superiore grazie all'unione di più lamelle, superando i limiti dimensionali e le deformazioni naturali proprie del legno massello. Questo processo tecnologico permette di creare travi di grande lunghezza e sezione, ideali per coprire ampi spazi senza bisogno di supporti intermedi. Inoltre, la selezione accurata dei pezzi e l'eliminazione dei nodi nelle zone critiche garantiscono una maggiore omogeneità strutturale, rendendolo adatto sia per applicazioni architettoniche decorative che per vere e proprie strutture portanti resistenti al carico e alle intemperie.
  • Quale tipo di legno è consigliato per le strutture esterne?
    Per le strutture esposte agli agenti atmosferici, le specie migliori sono il larice e il rovere. Questi legni possiedono un'elevata resistenza naturale all'umidità e alle variazioni climatiche, mantenendo intatte le loro proprietà fisico-meccaniche nel tempo senza richiedere trattamenti chimici aggressivi o manutenzioni frequenti. Al contrario, abete rosso e abete bianco, pur essendo ottimi per interni grazie alla facile reperibilità, necessitano di specifici trattamenti protettivi se installati all'esterno per prevenire il deterioramento causato da pioggia e sole diretto.
  • Come funziona il processo di incollaggio e quali colle si utilizzano?
    L'incollaggio avviene dopo aver piallato e calibrato le lamelle per garantire superfici perfettamente lisce. Si utilizzano collanti specifici classificati dalla norma UNI EN 301, spesso a base di urea, melamina e formaldeide, scelti in base alla resistenza richiesta agli agenti atmosferici. I collanti vengono distribuiti uniformemente sui lati delle tavole, che vengono poi pressate insieme da macchinari appositi. È fondamentale mantenere una temperatura controllata dell'ambiente durante questa fase per permettere al collante di polimerizzare correttamente e assicurare una tenuta strutturale duratura.
  • A che livello deve essere portato il contenuto di umidità del legno?
    Prima dell'assemblaggio, le lamelle devono essere essiccate in forni speciali per ridurre il tasso di umidità interna a valori compresi tra l'8% e il 14%, a seconda della destinazione d'uso finale della trave. Questo controllo è cruciale per prevenire future deformazioni, contrazioni o crepe. Il processo richiede tempi variabili per stabilizzare il contenuto idrico in ogni punto della superficie. Solo dopo aver verificato con strumenti automatizzati che ogni singola lamella rispetti questi standard e non presenti difetti strutturali, essa viene considerata idonea per la giuntatura e l'incollaggio finale.