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Smaltimento acque nere

Aggiornato il 27 marzo 20173 capitoli5 domande frequenti
Classificazione delle acque reflue

Acque bianche e acque nere

Le acque di scarico vengono distinte in acque bianche e acque nere. Se le prime non sono ritenute in alcun modo dannose per la salute pubblica, le acque nere sono invece quelle che contengono rifiuti derivanti da attività umane domestiche o industriali e che vengono considerate nocive per la salute o comunque sgradevoli per la collettività. Le acque nere comprendono quelle pluviali o meteoriche di dilavamento, le acque impiegate per il lavaggio delle strade e le acque di raffreddamento (riconducibili, queste ultime, ad attività industriali). Le acque nere d'altro canto vengono suddivise come segue: - Acque fecali (contenenti gli scarichi dei WC); - Acque bionde (provenienti da docce, vasche, lavabi e bidet); - Acque saponate grasse (provenienti da lavelli e lavastoviglie); - Acque grigie (come le due categorie precedenti, ma includono anche le acque provenienti dalle lavatrici); - Acque di scarico industriale. In alternativa, le acque nere possono essere più semplicemente distinte in acque nere propriamente dette (acque fecali nella categorizzazione precedente) e acque grigie (comprendenti le quattro classi rimanenti).

Perchè è importante lo smaltimento acque nere

Lo smaltimento acque nere rappresenta da sempre un problema di ordine pubblico, in quanto in passato una scarsa attenzione al problema ha contribuito a una cattiva gestione delle acque reflue e quindi alla diffusione di epidemie di patologie quali dissenteria, epatite e colera. Si tratta quindi di un tema centrale nell'ambito della salute pubblica. Una corretta eliminazione delle acque nere provenienti dagli scarichi di bagni e cucine è infatti fondamentale al fine di evitare da un lato l'inquinamento ambientale e dall'altro la diffusione di malattie, anche gravi o debellate ormai da molto tempo. Se le acque reflue considerate nocive per l'uomo e/o per l'ambiente venissero rilasciate nel terreno come tali, si assisterebbe a un superamento delle capacità di autodepurazione del terreno, che avrebbe come conseguenza i succitati avvenimenti. Il trattamento più semplice ed efficace per lo smaltimento acque nere è l'avviamento alla pubblica fognatura.

Le fognature pubbliche

Il primo step per costruire un impianto di scarico consiste nella separazione delle acque nere dalla controparte green (le già descritte acque bianche). Questo secondo tipo di acque reflue infatti, può essere facilmente fatto defluire attraverso grondaie, bocchettoni e tubazioni in PVC serie grigia. Il primo tassello consiste nelle tubazioni provenienti da ciascuna singola utenza (che nei condomini confluiscono nella colonna di scarico condominiale, costituita da tubi di PVC serie rossa). Per gestire le acque saponate grasse, in corrispondenza degli scarichi delle cucine si trova anche un pozzetto degrassatore per ciascuna colonna di scarico, in cui la componente grassa può depositarsi senza ostruire le tubature. Tra questo elemento e la fognatura pubblica c'è il "sifone Firenze", per l'ispezione, lo spurgo della rete di scolo e l'allontanamento degli odori. I pozzetti di ispezione si trovano a ogni cambio direzione. Infine vi sono le tubazioni della vera rete di scolo, sempre in PVC serie rossa. Per le abitazioni isolate invece, vi sono alternative più economicamente sostenibili: fossa biologica (fognatura statica) e fitodepurazione (vasca a cielo aperto, impermeabilizzata).

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra acque nere e acque bianche nello smaltimento?
    La distinzione fondamentale risiede nell'impatto sulla salute e sull'ambiente. Le acque bianche, come quelle piovane o di lavaggio strade, non sono considerate nocive e possono essere smaltite direttamente nel terreno o nelle reti pluviali tramite tubazioni grigie. Al contrario, le acque nere derivano da attività domestiche (WC, docce, cucine) e industriali, contenendo sostanze organiche, grassi e batteri potenzialmente patogeni. Per questo motivo richiedono un trattamento specifico prima dello scarico, poiché il rilascio diretto inquinerebbe il suolo e supererebbe la sua capacità di autodepurazione, causando rischi sanitari seri.
  • Come si gestiscono le acque grigie rispetto alle acque fecali negli impianti domestici?
    Gli impianti moderni distinguono nettamente le due tipologie per ottimizzare il trattamento. Le acque nere propriamente dette provengono esclusivamente dai servizi igienici (scarichi WC) e sono le più critiche. Le acque grigie includono invece quelle provenienti da docce, lavabi, bidet, lavatrici e lavastoviglie. Sebbene meno inquinate delle fecali, contengono saponi e grassi. Nelle cucine è obbligatorio installare un pozzetto degrassatore per trattenere i grassi prima che raggiungano la fognatura, prevenendo ostruzioni. Questa separazione facilita il successivo trattamento depurativo e riduce il carico inquinante complessivo.
  • Quali componenti sono essenziali per un corretto scarico verso la fognatura pubblica?
    Un impianto ben progettato richiede diversi elementi chiave. Innanzitutto, tubazioni in PVC serie rossa per le acque nere, che garantiscono resistenza e tenuta. È fondamentale installare sifoni in ogni punto di raccolta acqua per bloccare i cattivi odori e impedire il ritorno di gas dalla fognatura. Inoltre, si utilizzano sifoni speciali come il 'sifone Firenze' per facilitare ispezioni e spurghi. A ogni cambio di direzione della tubazione deve essere presente un pozzetto di ispezione per permettere la manutenzione. Infine, per le cucine, il degrassatore è indispensabile per separare i solidi e i grassi prima che entrino nella rete pubblica.
  • Cosa fare se la propria abitazione non è collegata alla fognatura pubblica?
    Per le abitazioni isolate o rurali non raggiunte dalla rete fognaria, esistono soluzioni autonome valide. La scelta principale ricade sulla fossa biologica, un sistema di fognatura statica che trattiene i solidi e permette la decomposizione anaerobica dei reflui prima di uno scarico controllato nel terreno. Un'alternativa più ecologica ed economica è la fitodepurazione, che utilizza una vasca a cielo aperto impermeabilizzata e vegetata. Le piante assorbono le sostanze nutrienti e i batteri presenti nel substrato depurano naturalmente l'acqua, offrendo una soluzione sostenibile per lo smaltimento delle acque nere senza bisogno di allacciamenti complessi.
  • Perché lo smaltimento corretto delle acque nere è cruciale per la salute pubblica?
    Uno smaltimento errato delle acque reflue domestiche e industriali costituisce un grave rischio epidemiologico. Storicamente, la mancanza di una corretta gestione delle fognature ha favorito la diffusione di malattie infettive gravi come colera, epatite e dissenteria. Le acque nere contengono agenti patogeni che, se rilasciati nell'ambiente senza trattamento, contaminano le falde acquifere e il suolo. L'obiettivo primario dello smaltimento è quindi proteggere la salute della collettività evitando che questi agenti nocivi si diffondano, garantendo al contempo la tutela dell'ecosistema locale dall'inquinamento chimico e biologico.

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