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Coltivazione della Clematis

Aggiornato il 07 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Fiori bicolore di Clematis

Quando irrigare le piante del genere Clematis

Le piante erbacee e rampicanti di Clematis comprendono diverse specie che prediligono crescere in terreni freschi e sempre umidi. Per questo occorre irrigare spesso, a partire dalla stagione primaverile, avendo cura di non lasciare inzuppato il terreno. L'ideale è somministrare frequentemente piccole quantità d'acqua, garantendo un substrato sempre ben drenato. In estate, le annaffiature aumentano e nelle zone meridionali o costiere devono essere dispensate quotidianamente, durante i mesi di luglio e agosto. Assicurare il corretto apporto idrico è un aspetto fondamentale per lo sviluppo fogliare e la produzione floreale delle Clematis decidue o sempreverdi. Dal mese di settembre le innaffiature diminuiscono e diventano necessarie in inverno solo se la stagione risulta essere poco piovosa.

Come prendersi cura delle piante di Clematis

Il genere denominato Clematis comprende diverse centinaia di specie, suddivise in due grandi gruppi: erbacee e rampicanti. In generale, resistono molto bene alle stagioni invernali e non temono le temperature invernali al di sotto dello zero. Le Clematis erbacee si adattano facilmente a qualunque tipologia di terreno anche se è consigliabile evitare quelli eccessivamente calcarei. Per quanto riguarda le Clematis rampicanti il substrato più indicato è alcalino e a medio impasto. Se le piante vengono coltivate in vaso è importante cambiare il terreno ogni due anni, rinvasando gli esemplari in vani contenitori più capienti e profondi. Il periodo per la messa a dimora è uguale per tutte le specie di Clematis, infatti, si possono piantare a partire dall'autunno e fino alla primavera inoltrata.

Come concimare le piante da fiore di Clematis

Le concimazioni da dispensare alle piante da fiore di Clematis variano in base alla suddivisione fra erbacee e rampicanti. Le specie erbacee possono ricevere del concime liquido da somministrare in primavera, all'incirca una volta alla settimana. In alternativa, è possibile optare per dello stallatico ben maturo da pacciamare intorno al colletto delle piante. Per le Clematis rampicanti è preferibile scegliere un prodotto liquido, ricco di potassio e azoto, da fornire in primavera e per tutta la durata della fioritura. Se i vegetali sono coltivati in vaso è consigliabile iniziare le concimazioni nel mese di marzo, impiegando un fertilizzante minerale da diluire direttamente nell'acqua delle irrigazioni. Le somministrazioni si ripetono mediamente una volta a settimana e vengono gradatamente sospese con l'arrivo della stagione autunnale.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

L'esposizione più consigliata per fare crescere rigogliosamente le piante di Clematis è molto luminosa per quanto riguarda la parte aerea mentre le radici devono essere mantenute all'ombra. Infatti, è importante preservare l'umidità del substrato evitando il contatto diretto con i raggi solari. Una patologia tipica di questi vegetali è il cosiddetto seccume della clematide che colpisce il fusto delle piante e i germogli. Per salvare le Clematis è indispensabile intervenire potando le parti malate, trattandole con della poltiglia bordolese. Inoltre, se le piante non hanno un'umidità ambientale ottimale possono ammalarsi di oidio o mal bianco. Le foglie si ricoprono di muffa bianca e le piante rallentano la crescita. Per arrestare l'avanzata del fungo si utilizzano soluzioni a base di rame e zolfo.

Domande frequenti

  • Quante volte bisogna innaffiare le Clematis?
    Le Clematis richiedono un'irrigazione frequente ma mai eccessiva, poiché prediligono terreni freschi e umidi senza ristagni idrici. Dalla primavera all'estate, specialmente nelle zone calde o costieri, le annaffiature devono essere quotidiane e abbondanti per garantire lo sviluppo fogliare e floreale. È fondamentale somministrare piccole quantità d'acqua con regolarità per mantenere il substrato sempre umido ma ben drenato. A partire da settembre, le irrigazioni vanno ridotte progressivamente, limitandosi agli interventi necessari solo durante l'inverno se le precipitazioni sono scarse.
  • Come si concimano correttamente le Clematis?
    La concimazione varia in base al tipo di pianta e alla collocazione. Per le Clematis erbacee, in primavera si consiglia un concime liquido settimanale oppure l'applicazione di stallatico maturo come pacciamatura. Le Clematis rampicanti necessitano invece di prodotti liquidi ricchi di potassio e azoto, da somministrare dalla primavera fino alla fine della fioritura. Se coltivate in vaso, inizia le concimazioni a marzo con fertilizzante minerale diluito nell'acqua, ripetendo l'intervento settimanalmente e sospendendolo gradualmente con l'arrivo dell'autunno.
  • Qual è l'esposizione ideale per le Clematis?
    L'esposizione perfetta per le Clematis prevede luce intensa sulla parte aerea, ovvero sulle foglie e sui fiori, ma richiede ombra sulle radici. Questa tecnica è essenziale per preservare l'umidità del substrato ed evitare che il calore eccessivo del sole secchi il terreno. Mantenere le radici fresche e ombreggiate favorisce uno sviluppo rigoglioso della pianta. Puoi ottenere questo effetto piantando altre erbacee basse alla base della Clematis o utilizzando pacciame organico per coprire il suolo circostante.
  • Cosa fare se la Clematis soffre del seccume?
    Il seccume della clematide è una patologia batterica che colpisce fusti e germogli, causando il rapido appassimento delle parti colpite. Per contrastarla, è indispensabile intervenire tempestivamente potando via tutte le parti vegetali malate, eliminandole dal giardino per evitare contagi. Successivamente, tratta i tagli e la pianta intera con poltiglia bordolese, un fungicida efficace contro questa infezione. La prevenzione include il rispetto delle distanze di impianto e l'evitare lesioni meccaniche ai fusti durante le operazioni di manutenzione ordinaria.
  • Come si combatte l'oidio o mal bianco sulle Clematis?
    L'oidio, noto come mal bianco, si manifesta quando l'ambiente non ha un'umidità ottimale, coprendo le foglie di una muffa bianca e bloccando la crescita della pianta. Per arrestare l'avanzata di questo fungo, si utilizzano trattamenti specifici a base di rame e zolfo. È importante agire subito alla comparsa dei primi sintomi per contenere la diffusione. Oltre al trattamento chimico, migliorare la circolazione dell'aria intorno alla pianta e evitare bagnature fogliarie nelle ore serali può aiutare a prevenire il ritorno della malattia.

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