Radiatore elettrico

Riscaldamento

I radiatori elettrici

Scopriamo cosa sono i radiatori elettrici, le tipologie esistenti e quelli che sono i loro consumi così da esser in grado di scegliere i modelli giusti.

di Redazione

12 maggio 2017

Cos’è un radiatore elettrico

Quando si sente parlare di radiatori elettrici non si fa altro che citare una tipologia di riscaldamento che prevede l’utilizzo di dispositivi alimentati ad energia elettrica che successivamente viene trasformata in calore. I radiatori in questione, conosciuti anche come termosifoni elettrici possono essere trovati in commercio con caratteristiche costruttive diverse, appartenenti a molteplici categorie. Il calore viene prodotto grazie a un fenomeno fisico chiamato Effetto Joule possibile solamente con il passaggio della corrente all’interno di un materiale detto conduttore. Naturalmente bisogna considerare che ogni modello appartiene ad una fascia di prezzo che ne determina anche le funzioni equipaggiate all’interno del dispositivo, Per questo motivo la scelta va fatta valutando attentamente tutte le caratteristiche importanti dei radiatori elettrici.

Funzionamento dei radiatori elettrici

Il sistema di riscaldamento formato da radiatori elettrici per poter funzionare e svolgere il suo dovere ha bisogno di corrente elettrica. Questo genere di alimentazione non serve solo per accendere il dispositivo, ma anche per la produzione di aria calda mediante l’Effetto Joule. Questo particolare effetto fisico si viene a verificare quando una qualsiasi corrente elettrica attraversa un materiale detto conduttore caratterizzato da una resistenza al passaggio dell’energia elettrica. Ed è proprio questa caratteristica che determina l’innalzamento della temperatura e quindi la produzione di calore. L’aria calda prodotta poi viene trasmessa in tutto l’ambiente generalmente mediante 3 sistemi, ossia convezione, irraggiamento o un mix tra i primi due metodi. La convezione fa si che l’aria che sta più vicina al radiatore elettrico si scaldi per poter salire e creare spazio che viene occupato dall’aria fredda. In questo modo si crea un circolo d’aria che permette di spargere il calore all’interno di un ambiente. Invece la metodologia per irraggiamento consiste semplicemente nel far emettere radiazioni elettromagnetiche al radiatore in questione. Queste onde, una volta incontrato un qualsiasi corpo, vengono assorbite da quest'ultimo che, di conseguenza, si riscalderà.

Modelli di radiatori elettrici

Le tipologie di radiatori elettrici maggiormente usate e diffuse sono sicuramente: • Il radiatore ad olio, conosciuto moltissimo perché generalmente è montato su ruote per facilitarne il trasporto. La resistenza che produce calore al passaggio della corrente elettrica è totalmente immersa in un particolare olio che serve come accumulatore di calore. Questo particolare sistema serve a continuare a fornire calore anche se il radiatore viene spento. Inoltre vi è da citare il fatto che questo genere di dispositivo è equipaggiato con un termostato che confronta la temperatura del radiatore con quella esterna, in modo da poter interrompere l’alimentazione quando si è raggiunta la temperatura desiderata; • I termoconvettori invece sono caratterizzati da una resistenza costituita da materiale ceramico che viene inserita all’interno di un dissipatore in alluminio. Questa ha la capacità di aumentare la superficie di contatto con l’aria che viene scaldata. L’aria fredda invece viene aspirata all’interno del radiatore elettrico mediante una o più ventole mediante feritorie.

Calcolo del consumo

Per quanto concerne il calcolo del consumo da parte di questi dispositivi vi è da dire che non è molto semplice da fare dato che vanno considerate tantissime variabili collegate non solo alle caratteristiche tecniche del radiatore preso in considerazione, ma anche all’immobile che si sta tentando di riscaldare. Generalmente per poter stabilire il consumo effettuato da questo dispositivo viene preso in considerazione: • volume della stanza o immobile che deve essere riscaldato • tipologia di isolamento termico applicato all’edificio, ossia la sua capacità di impedire al calore di uscire verso l’esterno • termostato del termosifone, nello specifico l’intervallo di tempo esistente tra la temperatura del radiatore e quella esterna (minore è questo intervallo, maggiore sarà il risparmio energetico) • latitudine In linea di massima, per riscaldare un ambiente di circa 30mq con un radiatore di circa 800 Watt, la spesa si aggirerà intorno ai 0.15€ all’ora.

Domande frequenti

  • Come funziona effettivamente un radiatore elettrico?
    I radiatori elettrici sfruttano l'effetto Joule: quando la corrente attraversa un resistore, questo si surriscalda producendo energia termica. Il calore viene poi diffuso nell'ambiente principalmente attraverso due meccanismi. La convezione riscalda l'aria a contatto con il dispositivo, che sale creando un ricircolo naturale; l'irraggiamento emette onde elettromagnetiche assorbite dai corpi e dalle superfici circostanti, riscaldandoli direttamente senza necessariamente scaldare l'aria intermedia.
  • Quali sono le differenze principali tra radiatore ad olio e termoconvettore?
    Il radiatore ad olio contiene una resistenza immersa in fluido dielettrico che accumula calore, garantendo un'emissione termica continua anche dopo lo spegnimento, ed è spesso mobile grazie alle ruote. Il termoconvettore utilizza invece una resistenza ceramica alloggiata in un dissipatore in alluminio; è progettato per massimizzare la superficie di scambio termico e spesso integra ventole per aspirare l'aria fredda e accelerarne il riscaldamento, offrendo una risposta più rapida ma meno persistente.
  • Quanto consuma realmente un radiatore elettrico?
    Il consumo dipende da molti fattori: volume della stanza, isolamento termico dell'edificio, latitudine e impostazione del termostato. In media, per mantenere una stanza di circa 30 mq con un apparato da 800 watt, la spesa è di circa 0,15 euro all'ora. Tuttavia, se l'isolamento è carente o il termostato mantiene un dislivello elevato tra temperatura interna ed esterna, i consumi aumenteranno significativamente. Un buon isolamento riduce drasticamente la frequenza di accensione del dispositivo.
  • È conveniente usare i radiatori elettrici come fonte principale di riscaldamento?
    Generalmente no. Sebbene siano ideali come integrazione o per ambienti piccoli e ben isolati, il costo dell'energia elettrica per produrre calore è solitamente superiore rispetto a gas o pompe di calore. L'efficienza energetica diretta è pari al 100% (tutta l'elettricità diventa calore), ma il costo in bolletta è alto. Si consigliano per usi saltuari, camere singole o come supplemento stagionale, evitando l'utilizzo continuativo su grandi spazi.
  • A cosa serve il termostato nel radiatore elettrico?
    Il termostato regola il ciclo di lavoro del dispositivo confrontando la temperatura ambiente con quella impostata dall'utente. Quando viene raggiunta la soglia desiderata, interrompe l'alimentazione elettrica alla resistenza, facendo risparmiare energia. Una volta che la temperatura scende sotto tale soglia, il dispositivo si riaccende. Termostati più precisi e sensibili riducono gli sbalzi termici e ottimizzano i consumi, evitando sprechi dovuti a surriscaldamenti involontari.