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Impianti · Riscaldamento

Pannelli radianti a pavimento

Aggiornato il 12 ottobre 20163 capitoli5 domande frequenti
Flusso di calore radiante

Pannelli radianti a pavimento: l'rraggiamento

I pannelli radianti a pavimento sono sistemi impiantistici che impiegano il medesimo meccanismo attraverso cui il calore del sole arriva fino a noi: l'irraggiamento.L'irraggiamento, diversamente dalla conduzione che prevede un contatto diretto tra soggetto scaldante ed oggetto da scaldare e dalla convezione che prevede che il trasferimento di calore avvenga mediante un fluido (termo)vettore (aria), "colpisce" con energia termica, unicamente, l'oggetto da scaldare.L'energia, quindi, non viene minimamente dispersa, ma tutta messa a disposizione dell'oggetto che ne necessita (ecosostenibilità).Essi, inoltre, proprio perché non innescano moti d'aria (convezione), non mettono in circolo microorganismi e sostanze che possono, anche gravemente, incidere sulla salubrità degli ambienti indoor (biocompatibilità).

Pannelli radianti a pavimento: come sono fatti

Possiamo immaginare i pannelli radianti a pavimento come una "doppia chiocciola" di sottili micro-tubi di polietilene reticolato (PE-X), polibutilene (PB) o polipropilene (PP), che viene direttamente posta in opera sul massetto sul quale precedentemente deve essere stato essere applicato un materiale termo isolante.Sopra l'impianto così installato, si procede con la stesura di un materiale livellante e quindi con l'incollaggio della pavimentazione, che può essere di qualsiasi tipologia (legno, ceramica, cotto).All'interno delle tubature viene fatta circolare acqua a bassa temperatura, ottenuta generalmente mediante una pompa di calore, che avendo una ampia superficie operante, senza lasciare zone scoperte, consente di raggiungere elevati standard di (termo)comfort a costi molto contenuti.

Raffrescamento

I pannelli radianti a pavimento rappresentano una innovazione impiantistica estremamente versatile, dalla duplice funzionalità, quella di riscaldare durante l'inverno e di raffrescare durante l'estate. In questo secondo caso, però, bisogna sapere che per ottenere i valori ideali di (termo)comfort l'impianto deve essere dotato di un efficace sistema di deumidificazione, che abbatta l'umidità relativa prodotta durante il suo funzionamento. La normativa di riferimento parla di una umidità relativa che non deve superare il 50/55%. Sia durante il periodo invernale sia durante il periodo estivo, l'impianto radiante, per raggiungere un livello di funzionalità ottimale, dovrebbe essere fatto girare ventiquattro ore al giorno, senza paura di consumare troppa energia e spendere troppo denaro: solo 1 euro!

Domande frequenti

  • Come funziona il riscaldamento a pavimento rispetto ai termosifoni tradizionali?
    A differenza dei termosifoni che scaldano principalmente per convezione, movimentando l'aria e creando correnti, i pannelli radianti utilizzano l'irraggiamento. Questo significa che trasferiscono calore direttamente agli oggetti e alle persone presenti nell'ambiente, senza surriscaldare l'aria circostante. Il risultato è una distribuzione del calore uniforme e priva di sbalzi termici, garantendo un comfort superiore e riducendo le dispersioni energetiche. Inoltre, non generando moti d'aria significativi, evitano il ricircolo di polvere e allergeni, rendendo l'ambiente più sano e biocompatibile.
  • È possibile utilizzare il riscaldamento a pavimento anche per il raffrescamento estivo?
    Sì, i pannelli radianti sono sistemi versatili capaci di fornire sia calore in inverno che frescura in estate. Tuttavia, il raffrescamento richiede attenzione particolare: facendo circolare acqua fresca nei tubi, si rischia di creare condensa se l'umidità ambientale è troppo alta. Per evitare problemi e garantire il giusto comfort, è indispensabile abbinare l'impianto a un sistema di deumidificazione dedicato. La normativa suggerisce di mantenere l'umidità relativa sotto il 50-55% per prevenire formazioni di condensa e muffe, assicurando un ambiente fresco e asciutto.
  • Quali materiali possono essere utilizzati per la pavimentazione sopra i pannelli radianti?
    La flessibilità di questa tecnologia permette di posare quasi qualsiasi tipo di rivestimento superficiale. Una volta installata la rete di tubi (in PE-X, PB o PP) sul massetto isolante e steso il materiale livellante, puoi optare per gres porcellanato, ceramica, cotto, parquet o laminato. È fondamentale scegliere materiali con buona conducibilità termica per ottimizzare lo scambio di calore. L'importante è seguire le specifiche del produttore per lo spessore e il tipo di incollaggio, garantendo che la pavimentazione non ostacoli l'efficienza dell'impianto sottostante.
  • Quanto costa gestire un impianto a pavimento acceso 24 ore su 24?
    Uno dei vantaggi principali dei pannelli radianti è l'efficienza energetica derivante dall'uso di basse temperature dell'acqua, spesso generate da pompe di calore. Grazie alla grande superficie irradiante, l'impianto mantiene il comfort termico con consumi ridotti. Secondo le stime fornite, tenere l'impianto attivo continuativamente comporta un costo giornaliero contenuto, stimabile intorno a 1 euro. Questo rende la soluzione economicamente sostenibile nel lungo termine, trasformando un investimento iniziale in un risparmio operativo significativo grazie alla stabilità termica e all'assenza di picchi di consumo.
  • Quali sono i benefici per la salute e la qualità dell'aria interna?
    L'assenza di convezione forzata caratterizza i vantaggi sanitari dei pannelli radianti. Non muovendo attivamente l'aria, non sollevano polvere, acari e altri particolati sospesi, risultando ideali per soggetti allergici o asmatici. Inoltre, il metodo di irraggiamento non secca eccessivamente l'aria come fanno i ventilconvettori, preservando il naturale tasso di umidità cutanea e respiratoria. Questa combinazione crea un ambiente indoor più salubre, riducendo l'accumulo di microorganismi e sostanze irritanti, e migliorando complessivamente il benessere psicofisico degli occupanti della casa.

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