Cosa sono i radiatori elettrici
Al giorno d’oggi le abitazioni sono per la stragrande maggioranza dotate di impianto di riscaldamento. Esso ha dei tempi di attivazione e impiega un determinato periodo a far si che i suoi vari elementi possano lavorare a pieno regime e riscaldare idealmente la casa, salvo perdite di carico e varie dispersioni. Alle volte per determinate esigenze o circostanze, è necessario conferire un adeguato calore in un determinato locale in tempi brevi o semplicemente si desidera rincasare e subitamente riscaldarsi mediante appositi calorifici addizionali. I radiatori elettrici sono l’ideale per le persone che esigono il confort e non intendono attendere oltre modo di potersi rilassare e riscaldarsi al riparo da quelle giornate fredde e umide. Quando si passa la maggior parte del tempo in una camera si tende al raffreddamento, infatti la temperatura corporea ha la tendenza ad abbassarsi quando ci si trova in una stanza in cui la temperatura è minore rispetto a quella del nostro organismo . I radiatori elettrici possono sopperire a problemi del genere, conferendo l’adeguato calore a far si che ci sia un riscaldamento equilibrato.
Radiatori elettrici e principi di funzionamento
Sostanzialmente vi sono due principi fisici di funzionamento in base ai quali i radiatori elettrici riscaldano gli ambienti, ovvero il principio dell’irraggiamento e il principio della cessione di calore per convenzione. Il principio per convenzione nei radiatori elettrici è quel processo fisico che si attua quando il flusso elettrico attraversa delle resistenze, le quali riscaldandosi cedono calore all’ambiente e viene diffuso mediante apposite ventole. La cessione di calore per irraggiamento invece prevede l’urto di oggetti ad una determinata distanza dal calorifero mediante onde elettromagnetiche, le quali vengono prodotte dalle resistenze riscaldate tramite il passaggio di corrente elettrica. I due principi di funzionamento presentano dei pro e dei contro. Per quanto riguarda i radiatori a cessione di calore per convenzione, questi sono colpevoli dell’incremento di polvere, la quale grazie alle ventole viene diffusa nella camera. Grazie alle alte prestazioni e alla grande quantità di calore che questo tipo di radiatori possono offrire, sebbene funzionali tendono ad essiccare l’aria. Il principio per irraggiamento è conveniente in quanto riscalda a sufficienza con costi minori.
Varie tipologie di radiatori elettrici
In commercio vi sono una vasta gamma di radiatori elettrici. Le tipologie ne sono tante ma in comune hanno delle condizioni d’uso e normative di sicurezza. Infatti qualsiasi tipo di radiatore prima di essere commercializzato viene testato in laboratorio al fine di garantire la sicurezza per l’utente. Ciò è d’obbligo per i costruttori, i quali sottostanno alla norma Uni En 442 ed inoltre è obbligatorio trascrivere i dati relativi a consumi e potenze dell’apparecchio sulla confezione. Sostanzialmente le tipologie di radiatori elettrici più diffuse sono i termoventilatori e i termoconvettori Per quanto riguarda i termoventilatori, questi sono apparecchi dotati di ventola e di resistenze il cui scopo è quello di diffondere calore in ambienti di piccole dimensioni. I termoconvettori, come i termoventilatori, possono essere installati mediante apposite dime di fissaggio al muro. L’efficienza di questi apparecchi è minore rispetto ai termoventilatori, i quali offrono la possibilità di essere posizionati anche nel bagno perché provvisti di sicurezze idrofughe. Inoltre vi sono altri tipi di radiatori come quelli ad olio, che assicurano un calore costante, e al quarzo per piccoli ambienti.
I consumi dei radiatori elettrici
I radiatori elettrici sono caratterizzati da una grande efficienza quanto grandi sono, purtroppo, i consumi energetici. In genere quei modelli di radiatori elettrici dotati di sei elementi riscaldanti richiedono il consumo di circa 1.2 chilowatt orari, mentre un modello dotato di dieci elementi ne richiede addirittura due. Oltre alla portata ponderale di corrente elettrica, i radiatori elettrici vantano la caratteristica di assorbire non poco in termini elettrotecnici. Volendo ipotizzare l’impiego di un radiatore di 2.5 kW di potenza in un appartamento dotato di un generico contatore da 3 kW, ciò vuol dire privarsi dell’utilizzo di una lavastoviglie, poiché l’energia richiesta non sarà sufficientemente erogata dal contatore. In definitiva si consiglia di valutare l’acquisto di un radiatore elettrico, o meglio di cercare di prestare attenzione a piccoli gesti che diminuiscono i consumi. Si consiglia di attivare il radiatore a due resistenze, poi spegnerne una per consentire un calore costante. Impostare il timer per evitare che il radiatore rimanga acceso quando si è via. Settare la temperatura non troppo alta. Se si seguono tali consigli si può risparmiare fino al 30% di energia.
Domande frequenti
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Qual è la differenza tra radiatori a convenzione e a irraggiamento?La distinzione principale risiede nel metodo di trasferimento del calore. I radiatori a convenzione utilizzano una resistenza che scalda l'aria, spinta da una ventola verso l'ambiente; questo sistema è rapido ma tende a secchere l'aria e a sollevare polvere. Al contrario, i radiatori a irraggiamento emettono onde elettromagnetiche che scaldano direttamente gli oggetti e le superfici incontrate, garantendo un comfort termico più uniforme e spesso a costi energetici inferiori, poiché non creano correnti d'aria fastidiose.
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Quanta energia consumano realmente i radiatori elettrici?I consumi variano in base alla potenza e agli elementi riscaldanti. Un modello medio con sei elementi assorbe circa 1,2 kWh, mentre uno da dieci elementi può arrivare a 2 kWh. Attenzione però: un radiatore da 2,5 kW, se acceso contemporaneamente ad altre apparecchiature domestiche, potrebbe superare la capacità di un contatore standard da 3 kW, causando salti di corrente. È fondamentale verificare la potenza totale impegnata nell'impianto prima dell'installazione.
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È sicuro utilizzare un radiatore elettrico in bagno?Sì, purché si scelga un modello specifico progettato per ambienti umidi. Non tutti i radiatori sono adatti al bagno; è indispensabile optare per apparecchi dotati di protezioni idrofile e certificati secondo norme di sicurezza rigorose (come la UNI EN 442). Questi dispositivi garantiscono che il rischio di scariche elettriche sia eliminato, permettendo un utilizzo sicuro anche in presenza di vapore acqueo e umidità elevata tipiche degli spazi bagno.
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Come posso ridurre i consumi del mio radiatore elettrico?Per ottimizzare l'efficienza e risparmiare fino al 30% di energia, segui queste pratiche: attiva inizialmente due resistenze per un riscaldamento veloce, poi spegnine una per mantenere il calore costante. Utilizza sempre il timer per evitare accensioni inutili quando non sei in casa e imposta la temperatura su livelli moderati, evitando picchi eccessivi. Queste semplici abitudini comportamentali permettono di bilanciare comfort e spesa energetica senza rinunciare al benessere domestico.









