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Immobili non accatastati

Aggiornato il 15 febbraio 20173 capitoli4 domande frequenti
Vecchio edificio

Panoramica sugli immobili non accatastati

Sono oltre due milioni gli edifici fantasma scoperti negli ultimi anni grazie ad un confronto effettuato tra le mappe aeree e le cartografie a disposizione dell'Agenzia del Territorio. Questi immobili non accatastati hanno rappresentato, nel tempo, un mancato gettito nelle casse dello Stato per diversi milioni di euro. A seguito dell'indagine molti proprietari hanno scelto di mettersi in regola spontaneamente, con una dichiarazione tardiva, mentre per altri è arrivato l'invito da parte dei rispettivi Comuni alla regolarizzazione. I proprietari che hanno scelto di autodichiarare il proprio immobile sono principalmente coloro che risultano intestatari di edifici con rendite catastali contenute, mentre continua l'evasione da parte di coloro che possiedono edifici di maggior pregio. Anche se per la maggior parte si tratta di edifici residenziali, non mancano fondi e capannoni a destinazione artigianale e commerciale.

Immobili non accatastati: come mettersi in regola

Tra i fabbricati non accatastati ve ne sono un gran numero che risultano costruiti abusivamente, e che in teoria rischiano di essere soggetti a demolizione. Per quelli invece sanabili è possibile procedere spontaneamente alla regolarizzazione. Sul sito ufficiale dell'Agenzia del Territorio è presente un motore di ricerca che consente di verificare se l'edificio di proprietà risulta tra quelli da regolarizzare. Sarà sufficiente inserire il Comune in cui è ubicato l'immobile, foglio e numero di particella catastale per una verifica rapida e sicura. In caso di responso negativo è consigliabile rivolgersi ad un geometra per regolarizzare la propria posizione. Dopo un sopralluogo il tecnico provvederà alla redazione del mappale, necessario per l'accatastamento. Potrebbe essere richiesta anche una scheda catastale che serve a determinare la destinazione d'uso dell'edificio. Occorre tener presente che, in caso di mancata dichiarazione, l'edificio perde ogni valore economico in quanto non cedibile o vendibile a terzi.

Fabbricati ex rurali

Anche se il fenomeno di edifici fantasma in Italia interessa ogni tipologia di immobile, quelli maggiormente colpiti sono i fabbricati ex rurali. Si tratta di costruzioni che originariamente in Catasto sono state registrate come tali, e quindi privi di rendita, ma che nel corso degli anni sono state oggetto di interventi che ne hanno modificato la destinazione. Le disposizioni legislative prevedono infatti che, entro trenta giorni dal momento in cui l'edificio ha subito lavori che ne hanno variato la destinazione d'uso, il proprietario debba presentare apposita dichiarazione al Catasto. Si tratta delle stesse regole che valgono per la realizzazione di nuovi edifici. In caso di mancata comunicazione saranno gli uffici provinciali ad attribuire al fabbricato una rendita presunta, con successivo accatastamento a spese del proprietario.

Domande frequenti

  • Come posso verificare se il mio immobile risulta ancora non accatastato?
    Per verificare lo stato di accatastamento della tua proprietà, puoi utilizzare il motore di ricerca disponibile sul sito ufficiale dell'Agenzia del Territorio. Basterà inserire il comune di ubicazione, il foglio e il numero di particella catastale per ottenere un responso immediato. Se il sistema restituisce un esito negativo o non trova dati, significa che l'immobile potrebbe non essere registrato. In tal caso, è fondamentale rivolgersi a un professionista abilitato, come un geometra o un architetto, per effettuare un sopralluogo e avviare la pratica di regolarizzazione. Questa verifica preliminare è essenziale per evitare sanzioni future e per conoscere la reale situazione legale del tuo bene prima di eventuali vendite o successioni.
  • Quali sono le conseguenze legali ed economiche se non accatto un immobile irregolare?
    Mantenere un immobile non accatastato comporta gravi rischi sia economici che legali. Dal punto di vista economico, l'immobile perde quasi totalmente il suo valore di mercato poiché non può essere né venduto né ipotecato regolarmente; le banche rifiutano di erogare mutui su beni non registrati. Inoltre, il proprietario rischia sanzioni amministrative pesanti per evasione fiscale, dato che il Catasto ignora l'esistenza del bene e quindi non viene calcolata la relativa imposta. In casi estremi, se l'edificio è risultato costruito senza permesso o in violazione delle norme urbanistiche, si espone al rischio concreto di un ordine di demolizione da parte del Comune. La regolarizzazione è quindi l'unica via per tutelare il patrimonio immobiliare.
  • Cosa devo fare se ho trasformato un edificio rurale in abitazione senza dichiararlo?
    La normativa prevede che qualsiasi variazione della destinazione d'uso di un fabbricato, inclusa la trasformazione di un'ex struttura rurale in abitazione civile, debba essere comunicata al Catasto entro trenta giorni dalla fine dei lavori. Se questa dichiarazione non è stata presentata, il proprietario è tenuto a regolarizzarsi spontaneamente. Il tecnico incaricato dovrà redigere il nuovo mappale e la scheda catastale aggiornata. In assenza di autocorrezione, l'Agenzia delle Entrate procederà d'ufficio attribuendo una rendita catastale presunta, spesso più alta di quella reale, e l'accatastamento avverrà a totale carico del proprietario, con conseguenti costi aggiuntivi e possibili sanzioni per la mancata tempestiva comunicazione. È quindi cruciale agire rapidamente per evitare aggravamenti.
  • Chi deve occuparsi della pratica di accatastamento e quali documenti servono?
    La pratica di accatastamento non può essere gestita direttamente dal proprietario, ma deve essere affidata a un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere o perito industriale iscritto all'albo). Il tecnico effettuerà un sopralluogo per rilevare le caratteristiche fisiche dell'immobile e redigerà il mappale e la scheda catastale necessaria. Tra i documenti richiesti vi sono solitamente la planimetria aggiornata, la visura catastale pregressa (se esistente), il titolo abilitativo (permesso di costruire o CILA) e i dati anagrafici del proprietario. Una volta completata la documentazione, il tecnico la invierà telematicamente all'Agenzia delle Entrate. Questo passaggio è obbligatorio per rendere l'immobile giuridicamente ed economicamente fruibile.

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