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Asfalto a caldo

Aggiornato il 23 maggio 20162 capitoli4 domande frequenti
applicazione dell'asfalto a caldo

L'asfalto a caldo un impermeabilizzante senza età

L'asfalto, o bitume per le pavimentazioni stradali, parcheggi ed aereoporti è un materiale aggregato costituito da minerali legati e vari tipi di idrocarburi. Viene posato in strati e compattato dal rullo compressore. Il procedimento è stato perfezionato dall'inventore, il belga Edward de Smedt ed impiegato per la prima volta nel 1870 per la William Street a Newark, nel New Jersey. L'asfalto a caldo viene applicato da operai specializzati e reso pronto all'uso direttamente sul luogo di utilizzo. La posa deve essere celere perché man mano che il materiale si fredda l'impasto si indurisce e diventa difficile da stendere. Per rallentare l'indurimento, l'impasto viene coperto con un telo di polietilene. Si presenta con colore nero o marrone, lucente, a temperatura ambiente è solido e comincia a diventare spalmabile se riscaldato a 93°, per raggiungere la viscosità desiderata basta elevare la temperatura. Tra i giacimenti di bitume naturale, il più famoso è quello del Mar Morto.

L'asfalto a caldo senza bitume

L'asfalto a caldo viene lavorato fuso a temperature elevate (150-160°) quindi per gli utilizzatori c'è sempre il rischio di ustioni da contatto con il prodotto. Inoltre il materiale a quella temperatura genera fumi potenzialmente pericolosi e che possono contenere, in piccole dosi, idrogeno solforato, gas tossico e infiammabile. Occorre quindi limitare al minimo l'esposizione, usare le protezioni e le procedure corrette. L'inalazione prolungata dei fumi dell'asfalto caldo può essere causa di irritazione alle vie respiratorie. Sebbene non sia classificato come infiammabile, l'asfalto caldo a base di bitume è un idrocarburo quindi può bruciare solo se riscaldato a temperature superiori al suo punto di infiammabilità. Ciò nonostante, poiché è lavorato e conservato ad alte temperature, un contatto con l'acqua può provocare un'espansione violenta con pericolo di schizzi violenti. L'asfalto a caldo, un tempo veniva utilizzato come materiale naturale per tutte le impermeabilizzazioni.

Domande frequenti

  • Quali sono i rischi per la salute durante la posa dell'asfalto a caldo?
    La lavorazione dell'asfalto a caldo comporta rischi significativi dovuti alle alte temperature e ai fumi generati. Il materiale viene fuso tra i 150°C e i 160°C, creando un serio pericolo di ustioni gravi al contatto diretto con la pelle. Inoltre, il processo rilascia fumi che possono contenere tracce di idrogeno solforato, un gas tossico e infiammabile. L'inalazione prolungata di questi vapori può causare irritazione alle vie respiratorie. È fondamentale limitare l'esposizione, utilizzare dispositivi di protezione individuale specifici come guanti termici e maschere filtranti, e garantire una ventilazione adeguata dell'area di lavoro per minimizzare l'accumulo di gas nocivi.
  • Perché l'asfalto a caldo non deve mai entrare in contatto con l'acqua?
    Anche se l'asfalto a caldo non è classificato come materiale infiammabile in sé, essendo un idrocarburo può bruciare se riscaldato oltre il suo punto di infiammabilità. Tuttavia, il pericolo immediato deriva dal contatto con l'acqua: poiché l'asfalto viene mantenuto a temperature molto elevate (sopra i 150°C), qualsiasi presenza di acqua provoca un'ebollizione istantanea. Questo causa un'espansione violenta del vapore acqueo, generando schizzi esplosivi di asfalto bollente che possono causare ustioni severe agli operatori e danni all'attrezzatura. Per questo motivo, la superficie di posa e l'ambiente circostante devono essere perfettamente asciutti prima e durante l'intervento.
  • Come si gestisce il raffreddamento rapido dell'asfalto durante la stesura?
    L'asfalto a caldo ha una finestra temporale molto breve per la posa: appena viene steso, inizia rapidamente a perdere calore, indurendosi e diventando difficile da compattare uniformemente. Per contrastare questo fenomeno, gli addetti alla posa lavorano con estrema celerità. Un accorgimento tecnico comune consiste nel coprire l'impasto appena steso con teli di polietilene. Questa pratica isola termicamente il materiale, rallentando il processo di solidificazione e permettendo ai rulli compressori di operare efficacemente per ottenere la densità necessaria. Una volta freddo, l'asfalto torna allo stato solido e lucido, pronto a resistere al traffico.
  • A quale temperatura l'asfalto diventa lavorabile e qual è la sua origine principale?
    A temperatura ambiente l'asfalto si presenta come un materiale solido, di colore nero o marrone e lucente. Diventa spalmabile e lavorabile solo quando viene riscaldato fino a circa 93°C; tuttavia, per le operazioni di stesa e compattamento su larga scala, viene portato a temperature ancora più elevate, generalmente tra i 150°C e i 160°C, per raggiungere la viscosità ottimale. Storicamente, uno dei giacimenti di bitume naturale più famosi al mondo si trova nelle acque del Mar Morto. Oggi il materiale è composto da aggregati minerali legati da idrocarburi, posato in strati e compattato meccanicamente per garantire durabilità.

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