pavimento drenante

Piastrelle per casa

Pavimentazione drenante

Una pavimentazione drenante è un'ottima scelta per gli spazi esterni: ecco quali sono le caratteristiche che la rendono la scelta migliore da utilizzare per l'esterno.

di Redazione

17 ottobre 2016

Pavimentazione drenante: cos'è?

Quando parliamo di pavimentazione drenante ci rivolgiamo a strutture e materiali ben specifici che permettono all'acqua, portata dalle piogge, di defluire velocemente senza creare ristagni e pozzanghere. Questo trattamento risulta particolarmente necessario sulle strade ad alta viabilità poiché il velo d'acqua, che si forma sull'asfalto, può creare l'effetto di aquaplaning, ossia lo slittamento dei pneumatici. Non solo le strade, però, hanno questo problema, così negli anni sono stati messi a punto vari procedimenti atti a rendere tipi di terreno, destinati a diversi usi, asciutti e accessibili. I più utilizzati sono i pavimenti autobloccanti che offrono qualità e praticità.

Caratteristiche della pavimentazione drenante

La pavimentazione drenante, forse, non risolve tutte le problematiche di un terreno che tende a creare ristagni, ma è la soluzione più adatta. I prodotti drenanti sono considerati eco-compatibili poiché assorbono l'acqua e la rilasciano nel substrato permettendo un regolare deflusso; evitano la formazione dei ruscelli quando piove forte, cosa che, col tempo, crea la spaccatura di altre coperture. Un'altra caratteristica da considerare, qualsiasi sia la sua destinazione, è il fatto che l'asfalto, col caldo, tende ad infuocarsi mentre le pavimentazioni drenanti accumulano meno calore, grazie alla loro conformazione: di conseguenza ne rilasciano anche meno, creando un microclima più benefico. La manutenzione è molto più pratica, oltre ad essere più spalmata nel tempo.

Come scegliere

Una pavimentazione drenante, che svolga perfettamente la sua funzione, passa attraverso un'adeguata progettazione. Per una buona riuscita, risulta fondamentale la valutazione del terreno: origine, substrato e permeabilità, oltre ad una stima ipotetica dell'acqua che il pavimento dovrà drenare. Sarà necessario creare un substrato che aiuti il liquido a trovare la giusta via durante il deflusso, spezzando il corso in più filamenti. Gli elementi esistono di varie forme e diversi tipi di incastro: pieni o vuoti al centro, forma rettangolare, quadrata, esagonale, ottagonale e così via. Una volta posizionati e incastrati fra di loro, quelli vuoti potranno essere riempiti di terreno ed erba.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi estetici e ambientali delle pavimentazioni drenanti rispetto all'asfalto tradizionale?
    Le pavimentazioni drenanti offrono numerosi benefici sia ecologici che pratici. Principalmente, riducono il rischio di acquaplaning sui veicoli grazie al rapido deflusso dell'acqua piovana, evitando la formazione di pozzanghere. Dal punto di vista ambientale, sono considerate eco-compatibili perché favoriscono il reintegro delle falde acquifere, lasciando filtrare l'acqua nel sottosuolo invece di convogliarla nelle fognature. Inoltre, assorbono meno calore rispetto all'asfalto, mitigando l'effetto isola di calore urbana e creando un microclima più fresco e confortevole durante i periodi estivi.
  • È possibile installare una pavimentazione drenante nel giardino di casa per avere prato e auto parcheggiate?
    Assolutamente sì, questa è una delle applicazioni domestiche più comuni. Esistono elementi autobloccanti, spesso di forma quadrata, esagonale o rettangolare, che presentano una struttura centrale cava. Una volta posizionate e incastrate tra loro, queste cavità possono essere riempite con terriccio fertile e seminate con erba resistente al calpestio. In questo modo si ottiene una superficie verde e naturale che permette comunque il transito di autovetture leggere, garantendo al contempo un'efficiente drenaggio dell'acqua verso il suolo sottostante.
  • Come funziona il processo di drenaggio e qual è l'importanza del substrato?
    Il funzionamento corretto dipende interamente dalla preparazione del sottofondo. Non basta posare le piastrelle; è fondamentale valutare la permeabilità del terreno esistente. Si deve creare uno strato di supporto (substrato) composto da materiale poroso, come ghiaia o pietrisco, che agisca da riserva temporanea per l'acqua piovana. Questo strato permette all'acqua di infiltrarsi gradualmente nel terreno circostante, spezzando il flusso in piccoli filamenti e prevenendo il ruscellamento superficiale che potrebbe causare erosione o danni alle strutture limitrofe nei giorni di pioggia intensa.
  • Quale manutenzione richiede una pavimentazione drenante rispetto a quella classica?
    La manutenzione è generalmente ridotta e più distribuita nel tempo rispetto alle superfici impermeabili. Il principale accorgimento consiste nel garantire che i pori o le maglie della pavimentazione non si intasino con foglie, fango o detriti, il che comprometterebbe la capacità di assorbimento. È sufficiente una periodica pulizia con spazzole rigide o aspirapolvere industriali. A differenza dell'asfalto, non richiedono trattamenti periodici contro crepe o deformazioni termiche, poiché la loro struttura flessibile e il drenaggio interno prevengono molti dei danni tipici causati dal gelo e dallo scioglimento della neve.
  • Esistono diverse tipologie di elementi autobloccanti drenanti? Come sceglierli?
    Sì, il mercato offre una vasta gamma di forme e configurazioni. Gli elementi possono essere pieni o presentare aperture centrali di varia dimensione (quadrati, esagoni, ottagoni). La scelta dipende dall'uso previsto: se si desidera integrare il verde, opterete per modelli con grandi fori da riempire di terra e erba; se preferisci un aspetto più simile al cemento o alla pietra, sceglierai modelli con fori minimi o pieni, sfruttando comunque la giunzione a secco che permette il passaggio dell'acqua. La chiave è verificare la compatibilità del peso strutturale con il carico che dovrà sostenere, specialmente se destinato al transito veicolare.