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Tassello chimico

Aggiornato il 17 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
Un esempio di barra filettata

Cos’è il tassello chimico

Il tassello chimico, meglio noto come ancoraggio chimico, viene impiegato nell’ingegneria strutturale, per fissare dei componenti a strutture solide o per le riprese di getto: anziché fissare in maniera meccanica per mezzo dell’attrito o dell’incastro, si usano semplicemente colle rigide di diversi tipi, che si possono modellare sulle rugosità della superficie in muratura o incastrare tra i setti del mattone. Il tassello chimico ha bisogno di una notevole resistenza meccanica e di indurirsi in fretta, spesso mediante l’utilizzo di resine apposite; l’applicazione delle resina con il tassello chimico viene effettuata il più delle volte attraverso un’apposita pistola, munita di beccuccio miscelatore, grazie al quale i componenti si miscelano in una specie di spirale interna al beccuccio stesso, chiamata miscelatore statico. In alternativa, esistono ancoranti chimici distribuiti in fiale di vetro: in questi casi si inserisce la fiala in un foro e la si rompe infilando una barra filettata, così i componenti si induriscono rapidamente e fissano la barra al sostegno utilizzato.

I tipi di resina utilizzati per il tassello chimico

Esistono diversi tipi di resina da accompagnare al tassello chimico: resine in vinilestere, in poliestere o epossodiche, con diversi tipi di applicazione richiesti e dotate di specifiche resistenze. Le resine in vinilestere hanno un’ottima resistenza meccanica e tengono molto bene l’acqua, in quanto reggono all’idrolisi alcalina; ciò fa sì che questo tipo di resine sia perfetto per fissaggi nelle costruzioni e nell’edilizia, per le opere stradali e per connettere ferri d’armatura. Le resine in poliestere sono le più convenienti ma, a differenza di quelle in vinilestere, soffrono parecchio l’umidità, dunque vengono preferite per opere di termoidraulica o per un utilizzo artigianale, magari applicate sui mattoni forati. Infine, le resine epossodiche sono le resine più resistenti di tutte e, soprattutto, sono quelle che aderiscono meglio se applicate su fori, anche se hanno un tempo di indurimento molto più elevato, fino a dieci volte maggiore rispetto alle altre resine; la più elevata fluidità fa sì che le resine epossodiche si adattino ad essere sparate o iniettate in fori più lunghi, magari per le riprese dei getti o per le pratiche di inghisaggio.

Come si possono applicare i tasselli chimici

Come già parzialmente spiegato, il tassello chimico può essere applicato su diversi supporti: per l’utilizzo su superfici forate, serve un particolare tassello a rete, per evitare che la resina cada nella muratura; dopo aver forato la superficie, bisogna utilizzare la suddetta pistola con beccuccio miscelatore per sparare la resina proprio alla giusta profondità, avendo cura di mettere tanta miscela quanto basta a farla uscire leggermente dalle maglie del tassello a rete. Per applicare il tassello chimico su murature compatte è meglio utilizzare un utensile a rotopercussione; dopo aver eliminato la polvere dal foro effettuato bisogna assicurarsi che la barra da inserire sia ben pulita. Se si deve applicare il tassello chimico su una superficie umida o comunque bagnata, la reazione di indurimento potrebbe essere ritardata e potrebbe essere intaccata la tenuta del carico. In generale, è sempre consigliabile scartare il primo getto di resina finché il colore della miscela non è uniforme; per facilitare l’erogazione della resina, conviene mantenerla ad una temperatura tra i 15 e i 25 gradi.

Ulteriori consigli sull’applicazione dei tasselli chimici

È possibile calcolare esattamente la resistenza meccanica del tassello chimico in base alla superficie su cui è stato fissato: bisogna considerare la possibilità di rottura della bara d’acciaio, la rottura della muratura e lo sfilamento della barra; tutto ciò dipende molto dalla profondità a cui viene fissata la barra, comunque in genere si possono consultare schede tecniche basate su attente prove sperimentali. L’accostamento del tassello chimico ad una superficie in calcestruzzo è indubbiamente la scelta migliore, in quanto è possibile variare la profondità a cui si ancora la barra e, soprattutto, si riesce ad ancorare anche vicino ai bordi della muratura. Se ci si trova in una zona sismica, si deve tenere presente la maggiore vulnerabilità della costruzione; inoltre, in questa situazione, la stabilità della struttura è molto influenzata dai sistemi di ancoraggio, dunque è stato redatto un apposito sistema di norme tecniche da rispettare scrupolosamente in questa situazione. Recentemente l’Unione Europea ha approvato un piano di classificazione per l’uso dei sistemi di fissaggio, l’ETAG, in cui è spiegato nel dettaglio come e cosa valutare nella scelta dei tasselli chimici.

Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra resine epossidiche, in vinilestere e in poliestere?
    La scelta della resina dipende dall'applicazione e dall'ambiente. Le resine epossidiche offrono la massima resistenza meccanica e adesione, ideali per carichi elevati e fori profondi, ma richiedono tempi di indurimento più lunghi (fino a 10 volte superiori). Le resine in vinilestere garantiscono ottima resistenza meccanica e durabilità contro l'idrolisi alcalina, perfette per esterni e opere stradali. Le resine in poliestere sono la soluzione più economica, adatte per uso artigianale o termoidraulico, ma soffrono notevolmente l'umidità e non sono indicate per ambienti saturi d'acqua.
  • Come si applica correttamente il tassello chimico su muratura forata?
    Su muri forati, è fondamentale usare un tassello a rete metallica per impedire alla resina di penetrare nei vuoti interni del mattone. Dopo aver praticato il foro con un utensile a rotopercussione, è cruciale rimuovere tutta la polvere. Si inserisce la fiala di resina (se presente) o si usa la pistola con miscelatore statico, erogando il prodotto fino a farlo fuoriuscire leggermente dalle maglie della rete. La barra filettata, precedentemente pulita, va inserita ruotandola leggermente per garantire una distribuzione uniforme della collante e un fissaggio sicuro.
  • Si può installare un tassello chimico su superfici umide o bagnate?
    L'installazione su superfici umide o bagnate è sconsigliata perché l'acqua interferisce con la reazione chimica di indurimento, rallentandola drasticamente e compromettendo la tenuta del carico finale. Se il foro è inevitabilmente umido, bisogna asciugare accuratamente la cavità prima dell'iniezione. Inoltre, la temperatura ideale per la resina e l'ambiente di lavoro dovrebbe essere compresa tra 15 e 25 gradi; temperature estreme o umidità elevata richiedono prodotti specifici certificati per tali condizioni o l'asciugatura preventiva del supporto.
  • Quanto tempo impiega ad indurirsi il tassello chimico?
    I tempi di indurimento variano significativamente in base al tipo di resina utilizzata. Le resine in poliestere e vinilestere si induriscono relativamente velocemente, permettendo sollecitazioni meccaniche entro pochi minuti o ore. Al contrario, le resine epossidiche, pur offrendo prestazioni superiori, richiedono tempi di polimerizzazione molto più lunghi, fino a dieci volte superiori rispetto agli altri tipi. È essenziale consultare le schede tecniche del produttore per conoscere i tempi esatti di presa completa e quando è sicuro applicare il carico massimo sulla barra.
  • Cosa cambia l'ancoraggio chimico rispetto a quello meccanico tradizionale?
    A differenza dei tasselli meccanici che si fissano per attrito o incastro fisico contro le pareti del foro, il tassello chimico utilizza una resina bicomponente che aderisce sia alla barra che alla muratura, creando un legame monolitico. Questo metodo permette di lavorare vicino ai bordi del materiale senza rischio di spaccature, offre una capacità portante superiore e si adatta perfettamente alle irregolarità della superficie. È la scelta obbligata per ingrandimenti strutturali, opere antisismiche e fissaggi in materiali fragili come il laterizio forato.

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