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Tegole olandesi

Aggiornato il 21 marzo 20162 capitoli5 domande frequenti
tegola olandese

Le tegole: una storia lunga secoli

Fin dalla preistoria l'uomo ha prestato particolare attenzione alla copertura delle proprie abitazioni intuendo che fosse la parte più critica dal punto di vista strutturale e dell'isolamento termico. Inclinando più o meno le falde si garantiva, a seconda delle zone climatiche, il massimo vantaggio: coperture molto oblique dove copiose precipitazioni atmosferiche richiedevano un rapido deflusso delle acque, minima inclinazione dove il clima secco induceva a trovare sistemi per la conservazione delle acque meteoritiche. Quanto all'isolamento termico, gran parte dell'Europa puntò da subito su sovracoperture in cotto, in uso già quattromila anni fa, almeno nelle aree dove si poteva reperire il materiale argilloso. Il prodromo della tegola era conformato a mano ed essiccato al sole, solo successivamente, con l'avvento delle tecniche adeguate, i laterizi vennero cotti in forno. La tegola olandese nasce dall'incontro tra l'architettura antica e la tecnologia evoluta degli impianti moderni.

Tegole olandesi: tutto l'effetto in un solo corpo

Negli ultimi 2000 anni le tegole si sono evolute, seguendo le esigenze tecniche ed architettoniche più disparate, adattandosi alle latitudini, migliorando le prestazioni, come la resistenza al gelo, e adattando la forma alla funzionalità o alla richiesta di particolari effetti grafici, servendosi di montaggio e manutenzioni sempre più agevoli. La tegola olandese si rifà all'antico manto di epoca romana composto da embrice, tegola piatta con bordo rialzato e funzione di canale, accoppiato con un piccolo coppo secondo la disposizione "maritata". Prodotta nei Paesi Bassi alla fine dell'800, riunisce in un unico corpo l'embrice e il coppo, avvalendosi della stabilità tipica delle coperture realizzate con tegole piane, rinforzato dall'incastro a doppia tenuta pur conservando l'effetto ondulato. Adatte ai climi ventosi, e conosciute anche con il nome del loro inventore, Ludowici, per sopperire all'obbligo di direzione di posa, sono prodotte con la parte piana sia a destra che a sinistra.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la tegola olandese e le altre coperture tradizionali?
    La tegola olandese si distingue principalmente per l'estetica e la struttura monoblocco. A differenza dei sistemi antichi che richiedevano l'accostamento separato di embrice e coppo, questa tegola unifica entrambe le funzioni in un unico elemento. Questo design crea una morbida ondulazione visiva caratteristica, ma offre anche vantaggi tecnici significativi: garantisce una doppia tenuta grazie all'incastro e mantiene la stabilità tipica delle tegole piane. È quindi una soluzione che combina l'aspetto tradizionale romano con tecnologie moderne di impermeabilizzazione.
  • Perché la tegola olandese è particolarmente adatta ai climi ventosi?
    Questa tipologia di laterizio è progettata specificamente per resistere a condizioni meteo avverse, specialmente il vento forte. La sua struttura prevede un incastro a doppia tenuta che blocca saldamente ogni singola tegola rispetto alle adiacenti, impedendo il sollevamento causato dalle correnti d'aria. Inoltre, la presenza di versioni prodotte con la parte piana orientabile a destra o a sinistra permette agli installatori di seguire le indicazioni di posa dettate dalla direzione prevalente del vento nella zona, massimizzando l'aderenza e la sicurezza strutturale del manto di copertura.
  • Da dove deriva il nome 'Ludowici' associato a queste tegole?
    Il termine 'Ludowici' non indica una variante diversa, ma è un nome commerciale legato al produttore storico che ha brevettato e diffuso questa specifica innovazione tecnica. La tegola olandese moderna nasce infatti nei Paesi Bassi alla fine dell'Ottocento, unificando la funzione di canale (embrice) e quella di copertura (coppo). Poiché l'inventore e il primo grande produttore industriale furono associati a questo marchio, nel linguaggio tecnico e commerciale il prodotto viene spesso identificato con il nome del suo creatore, distinguendolo dalle semplici imitazioni estetiche successive.
  • Come si posano le tegole olandesi rispetto alle direzioni di installazione?
    Una peculiarità fondamentale della tegola olandese è la flessibilità di posa. A differenza di molte altre tegole che devono essere installate in un'unica direzione fissa, quelle olandesi vengono prodotte in due varianti: una con la parte piana orientata a destra e una a sinistra. Questa duplice produzione consente al posatore di adattare l'orientamento della tegola in base alle esigenze specifiche del tetto, come la direzione del vento o la pendenza, assicurando sempre la corretta sovrapposizione e mantenendo l'integrità della guaina impermeabile sottostante senza vincoli rigidi di allineamento.
  • È possibile usare le tegole olandese per tetti con pendenze molto basse?
    Sì, le tegole olandese sono eccellenti anche per coperture con pendenze contenute. Grazie alla loro forma che unisce la stabilità delle tegole piane alla capacità di deflusso dell'embrice, garantiscono un'ottima tenuta stagna. L'incastro a doppia tenuta riduce il rischio di infiltrazioni anche quando la pioggia cade con angolazioni meno verticali. Tuttavia, è sempre necessario rispettare le norme tecniche locali e le indicazioni del produttore riguardo alla pendenza minima consigliata, che varia in base al sistema di fissaggio utilizzato (chiodatura o aggancio meccanico).

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