Caratteristiche della tegola romana
La tegola romana ha origini remote e già gli antichi Romani la adoperavano per realizzare le coperture degli edifici. Si tratta di una tavella piana con bordi rialzati che favoriscono l'incanalazione dell'acqua evitandone così la risalita. Ha una forma a trapezio e può essere posta in opera lungo linee perpendicolari alla linea di gronda. Per completare una copertura è necessario ricorrere all'utilizzo dei coppi che coprono e proteggono dalle infiltrazioni d'acqua gli spazi impercettibili presenti fra una tegola e l'altra. Queste tegole vengono realizzate mediante semplice estrusione oppure estrusione abbinata a pressatura.
Messa in posa
La tegola romana, detta anche embrice, può essere adoperata quando la falda ha una pendenza almeno del 30% e per ogni metro quadrato di superficie da ricoprire sono necessari da 8 a 10 elementi. La modalità di posa è analoga a quella che si effettua per realizzare un'intera copertura di coppi. Prima si posa lo strato inferiore costituito da file parallele di embrici rivolti con la concavità verso l'alto e poi si sistemano i coppi per proteggere dalle infiltrazioni le linee di accostamento presenti fra una tegola e l'altra. Per effettuare un perfetto allineamento, è consigliabile procedere per file successive.
Domande frequenti
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Qual è la pendenza minima richiesta per installare correttamente le tegole romane?Le tegole romane, note anche come embrici, richiedono una pendenza del tetto non inferiore al 30%. Questa inclinazione è fondamentale per garantire un corretto deflusso delle acque meteoriche e prevenire infiltrazioni. Se la pendenza fosse inferiore, sarebbe necessario adottare soluzioni alternative o integrare membrane impermeabilizzanti specifiche, poiché la geometria della tegola, pur avendo bordi rialzati, non garantisce la tenuta stagna su superfici troppo pianeggianti senza l'aiuto di elementi aggiuntivi.
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Quante tegole romane servono per coprire un metro quadro di tetto?Per coprire un metro quadro di superficie con tegole romane sono generalmente necessari tra gli 8 e i 10 elementi. Il numero esatto può variare leggermente in base alle dimensioni specifiche della singola tegola e allo stile di posa scelto. È importante considerare anche la presenza dei coppi, che devono essere posizionati sopra le giunzioni tra le tegole per chiudere ermeticamente le fessure. Calcolare correttamente il quantitativo evita sprechi e assicura una copertura uniforme e resistente nel tempo.
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Come si posano le tegole romane passo dopo passo?La posa inizia disponendo le tegole romane (embrici) in file parallele, con la concavità rivolta verso l'alto, creando lo strato inferiore di copertura. Una volta installata questa prima fila, si procede affiancando le tegole successive per mantenere un allineamento perfetto. Successivamente, si collocano i coppi sopra le linee di accostamento tra due tegole adiacenti. Questo passaggio è cruciale perché i coppi fungono da elemento protettivo, sigillando le piccole fessure residue ed evitando che l'acqua piovana penetri sotto la copertura, garantendo così la totale impermeabilità del manto.
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A cosa servono i coppi se ci sono già le tegole romane?I coppi hanno una funzione strutturale essenziale di protezione e impermeabilizzazione. Le tegole romane, pur avendo bordi rialzati che incanalano l'acqua, lasciano inevitabilmente piccoli spazi impercettibili tra l'accostamento di una tegola e l'altra. I coppi vengono posizionati proprio sopra queste giunzioni longitudinali per chiuderle ermeticamente. Senza i coppi, l'acqua potrebbe filtrare attraverso queste micro-fessure durante forti piogge o venti, causando infiltrazioni dannose. Quindi, tegole e coppi lavorano insieme: le prime guidano l'acqua, i secondi la bloccano.
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In quali zone d'Italia è più comune trovare tetti con tegole romane?Le tegole romane sono tradizionalmente utilizzate soprattutto nelle regioni dell'Italia centrale. Questa preferenza deriva sia dall'eredità architettonica antica, dato che gli stessi Romani le impiegavano ampiamente, sia dalle caratteristiche climatiche e stilistiche tipiche di quelle aree geografiche. La loro forma a trapezio e la capacità di drenaggio si adattano bene ai modelli costruttivi storici diffusi in centro Italia, rendendole un elemento distintivo del paesaggio rurale e urbano di quelle località rispetto ad altre regioni che prediligono altri tipi di laterizi.







