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Isolamento termico

Aggiornato il 30 novembre 20156 capitoli5 domande frequenti
Isolamento termico per il risparmio energetico

Il risparmio energetico e l'isolamento termico: che cosa sono e come si realizzano

Il risparmio energetico viene realizzato attraverso tutta una serie di procedure di vario genere che si pongono tutte l'obiettivo di coibentare al meglio l'immobile: in questo modo si favorisce la ventilazione degli ambienti, si abbattono i tassi di umidità e la penetrazione all'interno del freddo, si aumenta l'isolamento termico. Di conseguenza sarà necessaria una minore quantità di energia per riscaldare e illuminare l'ambiente nei mesi freddi e per rinfrescarlo in estate. Ciò si tradurrà a sua volta in importi minori nelle bollette da pagare. Resta da tenere a mente che sia il governo italiano che quello dell'Unione Europea promuovono l'adozione di misure per il risparmio energetico nelle abitazioni, anche attraverso una serie di incentivi economici e di sgravi fiscali per gli interventi fatti in materia. Tuttavia, è vero che le tecnologie per l'isolamento termico sono ancora poco conosciute e non applicate nella pratica comune.

Come si realizza l'isolamento termico e i materiali da impiegare

L'isolamento termico, quindi, consiste nel ridurre al minimo il flusso di calore tra due ambienti (in genere quello esterno e uno interno) caratterizzati da temperature diverse. Viene detto anche coibentazione termica o, quando si parla di proteggere un edificio dal caldo estivo, schermatura dal calore. Quando viene applicato in edilizia, l'immobile viene chiamato casa energetica perché contiene bene il calore all'interno in inverno e rimane fresca in estate. L'impiego dei materiali isolanti è disciplinato da norme UE a cui devono riferirsi sia gli applicatori che i progettisti. Gli isolanti termici sono appunto quei materiali che impediscono il passaggio di calore e si classificano in base alla loro natura (cioè organica o inorganica, sintetica o naturale), alla loro origine e alla loro struttura, che può essere porosa, cellulare o fibrosa. In quest'ultimo caso il prodotto è anche un ottimo isolante acustico ed è permeabile al vapore, mentre la struttura cellulare interessa i materiali espansi.

I vari tipi di materiale per l'isolamento termico: origine vegetale

La stragrande maggioranza dei materiali per l'isolamento termico è di origine vegetale. Alcuni sono riciclabili e riutilizzabili, come la fibra di cellulosa, realizzata a partire dalla carta riciclata, il cui utilizzo è molto interessante sia dal punto di vista del risparmio energetico che da quello ecologico. Inoltre è traspirante, fonoassorbente e molto versatile, perché si può impiegare sotto forma di pannelli, grani e fiocchi. Altri prodotti isolanti sono la fibra di legno (i cui pannelli sono realizzati a partire dagli scarti di lavorazione del legno) la fibra di canapa, di iuta, di cocco e di lino, il sughero e le canne lacustri. Queste ultime sono impiegate soprattutto nelle zone umide, dato che sono estremamente resistenti agli effetti dell'umidità. Un discorso a parte merita il poliuretano espanso di origine vegetale, che risulta essere più costoso rispetto a quello di origine minerale a parità di risultati.

I materiali di origine minerale e i punti di intervento

Per quanto riguarda i materiali isolanti di origine minerale, bisogna tenere a mente che sono tutti caratterizzati da una struttura cellulare, contenente nelle celle una grande quantità d'aria. I migliori sono la lana minerale e il calcio silicato: la prima si ottiene con la trasformazione in fibre dei minerali, spesso legandole con resine termoindurenti. Altri prodotti sono la pomice, l'argilla espansa, la vermiculite espansa e il vetro cellulare. Quest'ultimo si ottiene dal vetro riciclato e si caratterizza per il fatto di essere privo di sostanze nocive, di essere impermeabile al vapore, resistente alla pressione e all'umidità. Purtroppo, il suo bilancio energetico è estremamente sfavorevole. Quando si realizza l'isolamento termico si deve sempre ricordare che si può intervenire sia all'esterno che all'interno di un'abitazione o nella stessa intercapedine. Di conseguenza cambiano anche le soluzioni progettuali adottate di volta in volta.

Come realizzare l'isolamento termico all'interno

Le soluzioni e le tecniche impiegate per l'isolamento termico dipendono dalla diversa posizione del materiale isolante impiegato, che può essere messo all'esterno, in intercapedine o all'interno rispetto al supporto, che può essere il pavimento, il soffitto o la parete. Nel caso dell'isolante posizionato all'interno vi sono due possibili tecniche tra cui scegliere: entrambe, tuttavia, sono impiegate soprattutto nelle strutture edilizie già esistenti. Ad esempio, si può posizionare lo strato rigido di materiale isolante direttamente sul supporto in muratura, impiegando tasselli oppure colla. È preferibile scegliere un isolante che sia permeabile al vapore perché si diffonda e impedisca la creazione della condensa interstiziale. In alternativa, lo strato isolante può essere applicato sulla struttura di sostegno tramite montanti collocati a qualche centimetro di distanza dal supporto.

Lo strato di materiale isolante all'esterno e in intercapedine

Le altre due tecniche possibili sono quella esterna e l'intercapedine. L'isolamento esterno, invece, vede lo strato isolante posizionato esternamente allo strato di supporto: di conseguenza è necessario progettarlo con un rivestimento, cioè un controplaccaggio oppure uno strato di malta. Il materiale viene fissato al supporto con tasselli o colla. L'isolamento esterno è anche chiamato copertura a cappotto. Si tratta di una soluzione progettuale che può presentare problemi a causa di eventuali infiltrazioni d'acqua. La tecnica migliore è quella a intercapedine, dove due strati di supporto circondano il materiale isolante e una camera d'aria. Per questo motivo il supporto finisce per avere uno spessore maggiore rispetto a quelli che si ottengono impiegando le altre soluzioni. Si tratta di quella più usata da lungo tempo nel nostro Paese e consente sia un isolamento termico di buon livello che l'isolamento acustico dell'unità abitativa.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi economici e ambientali dell'isolamento termico?
    L'isolamento termico riduce drasticamente il fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento, abbattendo i costi in bolletta. Dal punto di vista ambientale, diminuisce l'impatto delle emissioni di CO2. Inoltre, migliora il comfort abitativo riducendo l'umidità e prevenendo la formazione di muffe. Molti interventi rientrano in agevolazioni fiscali governative ed europee, rendendo l'investimento iniziale più accessibile e garantendo un ritorno economico nel medio-lungo termine grazie ai minori consumi.
  • Come distinguere i materiali isolanti naturali da quelli sintetici?
    I materiali naturali derivano da fonti vegetali o animali e includono fibra di cellulosa, legno, canapa, lino, sughero e lana di pecora; sono generalmente traspiranti, riciclabili e atossici. Quelli sintetici o minerali provengono dall'industria petrolchimica o minerale, come polistirene, poliuretano, lana di roccia e vetro cellulare. Questi ultimi offrono spesso prestazioni termiche superiori a parità di spessore, ma hanno un impatto ambientale maggiore nella produzione e sono meno permeabili al vapore, richiedendo attenzione nella gestione dell'umidità.
  • È meglio isolare le pareti dall'interno o dall'esterno?
    L'isolamento esterno (cappotto) è tecnicamente superiore perché elimina i ponti termici e protegge la struttura muraria dalle escursioni termiche, mantenendo la massa termica interna. Tuttavia, richiede permessi e rivestimenti specifici. L'isolamento interno è più semplice da eseguire in edifici vincolati o condominiali, ma va gestito con cura per evitare condense interne: si consiglia l'uso di materiali traspiranti e barriere al vapore corrette per prevenire muffe dietro l'isolante.
  • Cosa si intende per isolamento in intercapedine e quali vantaggi offre?
    L'isolamento in intercapedine prevede l'inserimento del materiale isolante nello spazio vuoto tra due fogli di muratura. Questa tecnica è storicamente molto diffusa in Italia perché garantisce un eccellente isolamento termico e acustico senza ridurre la superficie calpestabile interna. A differenza del cappotto esterno, non altera l'estetica della facciata, ma richiede una progettazione accurata per garantire la ventilazione della camera d'aria e prevenire l'accumulo di umidità all'interno della cavità strutturale.
  • Quale materiale isolante scegliere se ho problemi di umidità?
    In ambienti umidi, è fondamentale scegliere materiali idrofobi o altamente traspiranti a seconda della collocazione. Per l'interno, la fibra di cellulosa o il legno sono ottimi perché regolano l'umidità assorbendola e rilasciandola lentamente. All'esterno o in zone molto critiche, il vetro cellulare o la pomice sono ideali poiché sono impermeabili all'acqua e resistenti alla pressione, evitando il degrado dell'isolante. Evitare materiali che trattengono acqua, come alcune schiume non chiuse, per prevenire muffe e danni strutturali.

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