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Le coperture per terrazzi

Aggiornato il 26 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Coperture per terrazzi

Impermeabilizzazione: la prima cosa da fare su un terrazzo

Tutti quelli che scelgono di vivere in un appartamento desiderano avere anche la possibilità di godere del terrazzo di copertura. Soprattutto se si ha la fortuna di vivere in città con un clima favorevole e magari la possibilità di godere la vista di un bel panorama. Ma spesso e volentieri avere un terrazzo di copertura comporta una serie di problemi. Primo fra tutti quello che concerne le eventuali infiltrazioni. Qualora la pavimentazione del terrazzo non sia fatta a regola d'arte, il problema infiltrativo è tutt'altro che improbabile. Per questo è bene adottare le migliori tecniche per occuparsi della corretta impermeabilizzazione e adottare le migliori coperture per terrazzi che il mercato offre. E da questo punto di vista c'è da scegliere tra tensostrutture, pensiline, pergole, tettoie e tende, sempre però nel rispetto delle vigenti normative sull'abusivismo edilizio.

Come avviene l'impermeabilizzazione?

Perchè la superficie di un terrazzo sia correttamente impermeabilizzata, bisogna innanzitutto studiare l'inclinazione dello strato esistente: bisogna infatti garantire le giuste pendenze della superficie, affinchè le acque piovane evitino di ristagnare e defluiscano correttamente verso le apposite pluviali. Una delle tecniche di impermeabilizzazione più diffuse è da sempre quella della classica guaina. È una tecnica a caldo che consiste nello scogliere con una fiamma un rotolo di bitume. Una volta disciolto infatti, il bitume crea uno strato colloso con la superficie. Come alternativa, esistono anche delle guaine autoadesive, ma in realtà non sono particolarmente diffuse. Come il materiale in pvc che qualcuno utilizza, ma è davvero raro. È importante sapere che qualora si opti per la guaina bituminosa, è necessario prevedere un giunto ogni circa 25 mq, per i fenomeni di dilatazione termica.

La tecnica della malta cementizia

Un'altra tecnica che viene utilizzata per impermeabilizzare correttamente un terrazzo è quella delle malte cemetizie. È una tecnica diffusa oramai da una decina di anni circa: si tratta di impastare insieme delle resine col cemento, per poi stendere la malta che ne risulta. Questa tecnica però ha tra le controindicazioni più temute la necessità di dover attendere un periodo, seppure breve, per la sua asciugatura. È una controindicazione da non tralasciare, perchè la fase della impermeabilizzazione è molto delicata, esponendo il solaio, per tutta la durata delle lavorazioni, alle intemperie e a tutti i fenomeni atmosferici. Solitamente infatti questo tipo di lavorazione deve essere effettuata con le previsioni metereologiche a disposizione. Anche dover aspettare un solo giorno per l'asciugatura diventa complicato se ci si trova in una stagione o in un periodo particolarmente piovoso. Ovviamente questo tipo di lavorazione deve interessare anche tutto il rivestimento, compresi i muri del tetto.

Pavimentazione

Una volta effettuata l'impermeabilizzazione è arrivato il momento di occuparsi delle ulteriori coperture per terrazzi. Bisogna innanzitutto posare delle piastrelle per la pavimentazione. Ma si deve badare di farlo con estrema cura ed attenzione. Qualora infatti non si usino tutte le necessarie cautele, si rischia di danneggiare lo strato di impermeabilizzazione sottostante e basta davvero poco per rendere via facile all'acqua, danneggiando il solaio sottostante con le infiltrazioni. Per questo motivo esistono dei pavimenti sopraelevati che sono perfetti. Vengono facilmente posati su una struttura portante che crea uno spessore tra la superficie e il calpestio, un vero e proprio volume tecnico, dove diventa molto facile il poter posizione qualsiasi tipo di impianto. Questo genere di copertura sta avendo un grandissimo successo proprio nel suo utilizzo outdoor.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali tecniche di impermeabilizzazione per un terrazzo?
    Le due tecniche più diffuse per impermeabilizzare un terrazzo sono la guaina bituminosa e la malta cementizia. La guaina bituminosa si applica a caldo con una fiamma, sciogliendo il bitume per creare uno strato adesivo; richiede giunti di dilatazione ogni 25 mq. Esistono anche guaine autoadesive o in PVC, meno comuni. Un’alternativa moderna è la malta cementizia, ottenuta mescolando resine e cemento. Entrambe le metodologie richiedono grande precisione per garantire che l’acqua piovana defluisca correttamente senza ristagni, proteggendo il solaio sottostante dalle infiltrazioni.
  • È obbligatorio rispettare le norme urbanistiche per installare coperture come tendoni o pergole?
    Sì, è fondamentale rispettare le vigenti normative sull’abusivismo edilizio. L’installazione di tensostrutture, pensiline, pergole, tettoie o tende non è mai libera da vincoli. Prima di procedere con qualsiasi intervento di copertura, è necessario verificare i regolamenti comunali e, spesso, ottenere le dovute autorizzazioni o comunicazioni preventive. Ignorare queste norme può comportare sanzioni amministrative e l’obbligo di rimozione delle opere installate, oltre a possibili problemi in caso di vendita dell’immobile. Consultare un professionista locale è il passo iniziale più sicuro.
  • Come gestire le pendenze del terrazzo per evitare ristagni d’acqua?
    La corretta inclinazione della superficie è cruciale per impedire che l’acqua piovana ristagni, causando infiltrazioni. Durante la fase di impermeabilizzazione, bisogna studiare e garantire le giuste pendenze affinché l’acqua defluisca rapidamente verso le apposite griglie o pluviali. Una superficie piatta o con contro-pendenze favorisce il ristagno, accelerando il degrado del manto impermeabile e del solaio. Verificare che il livello di finitura mantenga una pendenza costante verso gli scarichi è essenziale per la longevità dell’intervento e per prevenire danni strutturali alla casa.
  • Quali sono i vantaggi dei pavimenti sopraelevati sui terrazzi?
    I pavimenti sopraelevati offrono numerosi vantaggi tecnici e pratici. Creano un volume tecnico tra il solaio e il piano di calpestio, permettendo di posare e ispezionare facilmente impianti idraulici, elettrici o di irrigazione senza rompere la pavimentazione. Inoltre, proteggono lo strato di impermeabilizzazione sottostante dai danni meccanici causati dal passaggio pedonale o dalla posa di arredi. La loro installazione rapida e la modularità li rendono ideali per l’outdoor, garantendo una superficie calpestabile sicura e drenante, senza compromettere l’integrità della barriera antitransenna.
  • Quanto tempo occorre attendere per l’asciugatura della malta cementizia?
    L’utilizzo della malta cementizia richiede di attendere un periodo, seppure breve, per la completa asciugatura prima di poter calpestare o completare i lavori. Questo tempo di attesa è critico perché espone il solaio nudo alle intemperie durante la lavorazione. Se le previsioni meteorologiche annunciano pioggia, i tempi si allungano e il rischio di danneggiare l’impermeabilizzazione fresca aumenta notevolmente. Pertanto, questa tecnica va pianificata attentamente in base al meteo, assicurandosi che ci siano finestre di tempo asciutto sufficienti per permettere l’indurimento corretto del materiale su tutta la superficie, inclusi i muri perimetrali.

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