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Tegole

Aggiornato il 29 agosto 20166 capitoli5 domande frequenti
tetto con tegole

Le tegole

Le tegole rappresentano da secoli una copertura caratteristica per l'efficacia protettiva della parte superiore dell'edificio, quella maggiormente esposta agli agenti atmosferici, ma anche per l'estetica assai gradevole. Si tratta di prodotti in laterizio, ovvero in cotto, tra i più antichi usati in edilizia la cui origine è legata all'esigenza di rendere impermeabili le coperture a terrazza. In tutto il Medio Oriente, già al tempo di Ittiti e Assiro-Babilonesi sulle coperture piane veniva posto uno strato di argilla che essiccava al sole e aveva la funzione di proteggere l'interno delle abitazioni dall'irraggiamento solare e dall'umidità. Con il tempo queste popolazioni impararono a fissare con sostanze bituminose lastre smaltate in terracotta, mentre furono i greci a pensare di dare una pendenza alla falda, tramite spessori decrescenti e frapponendo un ordito in legno tra il tetto e l'argilla. Questi rivestimenti avevano già le caratteristiche delle tegole dei giorni nostri.

La storia delle tegole

Le antiche lastre in cotto altro non erano che abbozzi delle tegole che via via iniziarono presto a differenziarsi. La tegola normale era quella più usata nei Paesi meridionali del Mediterraneo e si affermò oltre 4000 anni fa con l'avvento della civiltà ceramica. Gli antichi romani utilizzavano un tipo particolare di tegola piana, chiamata embricus, rastremata longitudinalmente per facilitare la sovrapposizione mentre un elemento a canale consentiva la tenuta tra tegole adiacenti secondo la cosiddetta disposizione "maritata". Questo elemento, aveva la concavità verso il basso e permetteva un tipo di posa in opera che facilitava il deflusso delle acque piovane. Da qui si arrivò allo sviluppo di quegli elementi a sezione curva tradizionalmente chiamati coppi che si diffusero soprattutto in Italia dall'Impero Romano in poi. Nell'Europa nord occidentale, invece si diffuse un tipo di tegola di piccole dimensioni che conservò la caratteristica delle tegola piatta fino ai nostri giorni, adattandosi e modificandosi per rispondere alle esigenze architettoniche, tecniche e climatiche più diverse ma conservando sempre il fascino del cotto naturale.

Tegola Olandese

Le tegole vengono posizionate sulla copertura e agganciate a listelli inchiodati alla struttura e sovrapposti tra loro. La scelta del tipo di tegola dipende da vari fattori tra cui la zona geografica, ognuna caratterizzata da uno specifico clima che può avere prevalenza di neve o vento. Anche l'inclinazione della falda e il peso della struttura, correlati a volte essi stessi al clima, incidono sulla scelta del tipo di tegole e non ultimo, il fattore estetico. Nelle regioni del Nord Europa le falde vengono realizzate con la massima pendenza per impedire gli accumuli di neve e la formazione di ghiaccio, questo ha portato alla produzione di tegole dotate di un dentello di arresto. A partire dal XIII secolo si iniziò a produrre una tegola composta da una parte piana e una curva in un unico corpo e dotata di dentello di arresto. Questa tegola, originaria dei Paesi Bassi, è conosciuta come tegola Olandese.

Tegola marsigliese

La tegola olandese è molto simile a quella portoghese, differenziandosi soltanto dalla curva del coppo più pronunciato, che visivamente crea un effetto più ondulato. L'industrializzazione ha in seguito consentito la produzione di elementi di copertura con pressa a "revolver" e l'inversione della tegola stampata ad incastro, dando vita alle tegole marsigliesi. Questo tipo di tegola piana consente l'incastro reciproco da tutti i lati e garantisce una tenuta del manto anche sotto l'azione di forti venti. La posa di questa tegola è veloce, pratica e precisa, contrariamente alle altre tegole, la posa di questi laterizi può avvenire in senso orizzontale perchè i pezzi sono tutti indifferentemente compatibili, diversamente dalla portoghese o dall'olandese dove la presenza del lato piano accanto al lato curvo crea un verso obbligato. Intanto, le nuove tecniche di produzione hanno permesso il perfezionamento tecnico dei manti di copertura in laterizio, consentendo anche una grande diversificazione della tegola, ottenuta per pressatura in appositi stampi.

Di cosa è fatta una tegola?

Le tegole classiche, ovvero quelle in laterizio, a prescindere dalla loro forma hanno in comune l'origine naturale delle materie con cui vengono prodotte, e l'argilla ne è la materia prima. L'argilla è costituita da sedimenti a grana finissima, cioè formata da granelli della superfice terrestre di diametro inferiore a 4 millesimi di millimetro. I componenti fondamentali sono il silice, l'allumina e l'acqua, ma sono presenti anche ferro, potassio, sodio, calcio, particelle di quarzo e opale, salgemma, calcite e pirite. Il parametro essenziale dell'argilla è la plasticità, ovvero la capacità di acquisire una lavorabilità tale da poter essere plagiata a piacimento una volta aggiunta acqua. La forma ottenuta deve rivelarsi stabile e duratura e, per favorire questo aspetto, il materiale viene cotto ad altissime temperature. Durante la cottura viene eliminata l'acqua, l'anidride carbonica ed altri eventuali gas, i minerali restanti ricristallizzano e subiscono significative modifiche che andranno a determinarne le caratteristiche: i componenti alluminosi daranno resistenza meccanica e compattezza alla tegola, la silice la porosità, i composti del ferro e gli altri minerali il colore.

Installazione tegole

Oltre che di laterizio, le tegole possono essere di pietra, metalliche, oppure le cosiddette canadesi bituminose, pezzi sagomati in forma geometrica e piuttosto sottili, oppure di cemento e anche in questo caso sono di dimensioni contenute come le vecchie scandole norvegesi di legno che non vengono più usate per ovvi motivi. Possono essere anche di vetroresina, in questo caso accorpate in grandi elementi facilmente installabili. In tutti i casi l'installazione delle tegole va eseguita a regola d'arte avendo cura di attivare nel sottomanto la circolazione di una lama d'aria che ha la funzione di smaltire il vapore acqueo che sale dagli ambienti sottostanti e contribuisce in estate a mantenere il solaio ventilato. La posa delle tegole infine si esegue su file verticali allineate nel senso della pendenza, e dopo aver disposto una fila di tegole di riferimento lungo la linea di gronda. L'allineamento degli elementi va ricontrollato con una staggia. A seconda delle esigenze e del progetto del tetto, sono in commercio numerosissimi pezzi accessori e pezzi complementari per il completamento architettonico e funzionale della copertura.

Domande frequenti

  • Come si sceglie il tipo di tegola giusto per il proprio tetto?
    La selezione della tegola dipende principalmente dal clima locale, dall'inclinazione della falda e dallo stile architettonico. Nelle zone settentrionali o fredde, ideali sono le tegole olandesi o portoghesi dotate di dentello di arresto, poiché garantiscono maggiore stabilità contro vento e neve grazie all'elevata pendenza richiesta. Al contrario, nelle aree mitide mediterranee si preferiscono spesso le tegole marsigliesi, più leggere e facili da posare. È fondamentale considerare anche il carico strutturale del tetto: tegole in cotto massiccio richiedono strutture portanti robuste, mentre alternative come quelle in cemento o bitume possono essere impiegate su coperture meno caricate. Un corretto dimensionamento evita infiltrazioni e danni strutturali.
  • Qual è la differenza principale tra tegola olandese e marsigliese?
    La differenza sostanziale risiede nella forma e nel metodo di posa. La tegola olandese presenta un profilo misto, con una parte piatta e una curva pronunciata, e richiede una posa obbligatoria in un solo verso a causa della sua asimmetria. Viene spesso ancorata con un dentello per resistere a venti forti. La tegola marsigliese, invece, è interamente piatta e rettangolare, permettendo un incastro reciproco da tutti i lati. Questo design rende la posa molto più rapida e flessibile, poiché i pezzi possono essere disposti orizzontalmente senza vincoli di verso, garantendo comunque ottima tenuta al vento grazie alla sovrapposizione serrata. Entrambe sono in laterizio, ma l'estetica e la praticità di installazione variano significativamente.
  • Di quale materiale sono fatte le tegole tradizionali e perché?
    Le tegole tradizionali in laterizio sono prodotte esclusivamente con argilla, un sedimento fine composto da silice, allumina e acqua, arricchito da tracce di ferro, calcio e altri minerali. La plasticità dell'argilla permette di modellare le forme, mentre la successiva cottura ad alte temperature elimina l'umidità e fa ricristallizzare i minerali. L'allumina conferisce resistenza meccanica e compattezza, la silice determina la porosità (essenziale per la traspirazione), e i composti del ferro donano il tipico colore rosso-bruno. Questo processo rende il laterizio un materiale durevole, resistente agli agenti atmosferici e capace di 'far respirare' l'edificio, regolando naturalmente l'umidità interna.
  • È necessario prevedere una camera d'aria sotto le tegole?
    Sì, è assolutamente indispensabile installare un sottomanto ventilato sotto il manto di copertura. Questa intercapedine permette la circolazione di una lama d'aria che smaltisce il vapore acqueo proveniente dagli ambienti interni, prevenendo muffe e deterioramento della struttura lignea. Inoltre, in estate, la ventilazione contribuisce a disperdere il calore, mantenendo il solaio più fresco e migliorando l'efficienza energetica dell'abitazione. Senza questa circolazione d'aria, il vapore potrebbe condensare all'interno della struttura, causando danni gravi alle travi e isolamenti. La corretta posa prevede quindi l'uso di guarnizioni e spaziature adeguate per garantire questo flusso continuo.
  • Come avviene tecnicamente la posa in opera delle tegole?
    La posa inizia con la predisposizione dei listelli orizzontali inchiodati alla struttura portante, sui quali le tegole verranno appoggiate e agganciate. Si procede disponendo le tegole a file verticali, allineate secondo la pendenza del tetto. Prima di iniziare la copertura completa, è cruciale installare una fila di tegole di riferimento lungo la linea di gronda per garantire la rettilineità. Durante il lavoro, l'allineamento deve essere verificato costantemente con una staggia (regolo) per evitare deformazioni. Infine, si completano i bordi e le connessioni utilizzando pezzi accessori specifici (colmi, gronde, colmi di colmo) per sigillare ermeticamente la copertura e proteggerla da infiltrazioni e correnti d'aria.

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