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Melograno

Aggiornato il 08 giugno 20166 capitoli5 domande frequenti
Esemplare di pianta di melograno

Il melograno: le origini del nome e la diffusione della pianta

Il melograno appartiene alla famiglia Punicacee ed è una pianta originaria dell'area del Mediterraneo e della fascia che va dal Himalaya e dall'India all’Iran e alla Palestina. Proprio in Iran ne sono presenti tantissime varietà. Inoltre il melograno è presente da tempi antichissimi sia nel Caucaso (ad esempio in Turchia, in Armenia e in Azerbaigian) che nell'area degli attuali Emirati Arabi. La sua diffusione nel bacino del Mediterraneo è stata realizzata prima dai Fenici e dei Greci e successivamente dagli Arabi. Il suo nome scientifico è Punica granatum e deriva sia dalla presenza dei chicchi nella melagrana che dal modo in cui i Romani chiamavano questa pianta: infatti i primi esemplari provenivano dalla regione di Cartagine, i cui abitanti erano detti Punici. Nel 1769 il melograno fu diffuso in America Latina dai colonizzatori e al giorno d'oggi è coltivato in maniera diffusa in Indonesia, Messico, Arizona, California e nelle regioni aride dell'area tropicale africana.

Alcune curiosità e cose da sapere sul melograno

Il nome della pianta deriva da due parole latine, che fanno riferimento alla forma e alle caratteristiche dei frutti; infatti melograno vuol dire malum granatum, cioè mela con semi. Infatti la forma della melagrana ricorda quella di un pomo e il frutto contiene al suo interno centinaia di chicchi con semi. Anche in inglese e in tedesco il significato del nome è lo stesso. In origine in Inghilterra la pianta era chiamata Apple of Grenada, cioè mela di Granada, dal nome della città moresca che ne aveva fatto il suo emblema. Tra l'altro Granada è stato il luogo in cui fu introdotta per la prima volta in Spagna la coltivazione del melograno, diffusasi poi in tutta la penisola a seguito della conquista araba. Dalle caratteristiche delle melagrana deriva il nome del colore granata: si tratta di un rosso molto scuro con riflessi violacei che caratterizza appunto i chicchi del frutto.

Il melograno: i frutti, le foglie e quali sono le loro caratteristiche

Il melograno si distingue immediatamente da tutte le altre specie botaniche per la forma particolare dei suoi frutti: in realtà questi sono bacche di notevoli dimensioni, che possono raggiungere un diametro anche di 12 cm. In ogni caso la grandezza delle melagrane dipende dalla varietà e dai sistemi con cui si coltiva la pianta. Robusta e dotata di una buccia coriacea e mediamente dura, la melagrana contiene fino a 600 chicchi rossi separati da membrane, così che il frutto appare suddiviso in partizioni. Opposto al picciolo vi è una coroncina particolare di 4 elementi, che è formata dai residui del fiore. Il melograno ha foglie strette, lunghe 4-7 cm e larghe 2 cm, caratterizzate da un bel verde lucido. In più ha fiori a calice rosso vivo, anche se alcune varietà da giardino sono coltivate soltanto per i loro fiori: in questo caso gli alberi di melograno hanno molti più petali, a volte di colore rosato oppure bianco.

Le diverse varietà coltivate della pianta di melograno

Il melograno è presente in tantissime varietà, che si distinguono per dimensione, colore dei fiori e sapori dei chicchi. Ad esempio esiste una varietà nana in cui tutti gli elementi della pianta (fusto, frutti, fiori e foglie) sono proporzionati in scala ridotta. Si tratta di una pianta ornamentale, spesso usata per i bonsai, perché i frutti sono acidi, non commestibili e astringenti. Tra l'altro le diverse varietà di melograno vengono classificate in base al livello di acidità dei frutti: possono essere dolci, agrodolci o acidi. Inoltre alcune varietà producono semi duri così che le melagrane non possono essere commercializzate; solo le specie a seme soffice sono commestibili. In Italia sono presenti sei varietà, dolci o agrodolci: sono la Neirana, la Ragana, la Dente di Corallo, la Racalmuto, la Selinunte e la Profeta Partanna. Da alcuni anni è stata introdotta in Sicilia la coltivazione della Wonderful, di origine americana e la varietà più diffusa al mondo.

Come fare a coltivare una pianta di melograno

La coltivazione del melograno è stata messa in pratica fin dall'antichità nella Palestina, nell'Armenia, in Iran, in Egitto e in Afghanistan. Questa pianta è molto resistente sia all'aridità che alle forti escursioni termiche, alle basse temperature in inverno e a quelle alte durante l'estate. Per questo motivo è particolarmente diffusa nell'area del Mediterraneo. La coltivazione del melograno necessita di una buona esposizione al sole e di un ambiente secco e ben drenato: infatti non c'è bisogno di un terreno particolare per svilupparsi. Tuttavia, per avere una buona produzione di frutti è necessario una concimazione moderata; si consiglia anche una potatura contenuta. La pianta può essere attaccata da farfalle parassitarie mentre i frutti possono essere colpiti da funghi. Il melograno si riproduce per semina oppure per talea: quest'ultima soluzione è quella più indicata e dallo sviluppo più veloce.

I vari usi della pianta del melograno e delle sue parti

Il melograno è una pianta ornamentale molto diffusa proprio per i suoi fiori colorati e spettacolari e per i suoi frutti originali e decorativi: lo si trova quindi spesso nei giardini, ma anche sui terrazzi e sui balconi. In questi ultimi ambienti si opta per esemplari delle varietà nane coltivati in vaso. Si tratta anche di una pianta da frutto che viene coltivata in maniera industriale così da ottenere le melagrane. Inoltre le piante hanno molti altri usi: ad esempio, la corteccia delle radici ha proprietà medicinali: la si raccoglie in autunno e in primavera. Tuttavia il prodotto che si ottiene deve essere usato con attenzione. In alternativa lo si impiega nel settore della cosmesi. Anche la scorza dei frutti ha usi medicinali in quanto ricche di tannino: la si raccoglie in autunno e la si fa essiccare all'aria dopo averla tagliata in piccoli pezzi. Invece i petali sono usati per realizzare infusi rinfrescanti per le gengive.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra le varietà di melograno dolci e quelle acide?
    Le varietà di melograno si classificano principalmente in base al sapore dei chicchi e alla durezza dei semi. Esistono cultivar dolci o agrodolci, come la 'Wonderful', la 'Neirana' o la 'Dente di Corallo', ideali per il consumo fresco grazie ai semi soffici e succosi. Al contrario, le varietà acide o amare, spesso utilizzate per scopi ornamentali o per la produzione di succhi concentrati, presentano semi duri e indigesti. È fondamentale verificare la varietà prima dell'acquisto: solo le specie a seme soffice sono adatte all'alimentazione diretta, mentre quelle a seme duro richiedono trattamenti specifici per essere rese commestibili.
  • Come si moltiplica correttamente il melograno?
    Il melograno può essere propagato tramite semina o talea, ma la tecnica preferita è sicuramente la talea. Questo metodo garantisce uno sviluppo vegetativo più rapido rispetto alla semina, che richiede tempi lunghi e presenta una maggiore incertezza genetica. Per eseguire la talea, si prelevano rametti legnosi sani e si interrano in un substrato ben drenato, mantenendo un'umidità costante fino all'emissione delle radici. La semina, invece, è utile soprattutto per chi desidera sperimentare nuove ibridazioni o per fini ornamentali, poiché le piante ottenute da seme potrebbero non ereditare fedelmente le caratteristiche qualitative della pianta madre.
  • Il melograno teme il freddo? Qual è la temperatura minima sopportabile?
    Il melograno è una pianta sorprendentemente rustica, capace di resistere a escursioni termiche significative tipiche del clima mediterraneo. Sebbene ami il caldo e il sole pieno, tollera bene il freddo invernale, sopportando temperature fino a -10°C/-15°C senza danni gravi, specialmente se la pianta è adulta e ben acclimatata. Tuttavia, i giovani esemplati o le gemme floreali primaverili possono subire danni da gelate tardive. Nelle zone con inverni rigidi, è consigliabile proteggere la base della pianta con pacciamatura o coprire la chioma con tessuto non tessuto durante le ondate di gelo intenso per preservare la produzione futura di frutti.
  • Si può coltivare il melograno in vaso sul balcone?
    Assolutamente sì, il melograno è eccellente per la coltivazione in vaso, purché si scelgano varietà nane o compatte, come quelle spesso impiegate per i bonsai. È essenziale utilizzare un contenitore ampio e profondo, con fori di drenaggio efficaci per evitare il ristagno idrico, nemico principale di questa pianta. Il substrato deve essere leggero e ben drenante. Durante la stagione calda, le piante in vaso necessitano di annaffiature più frequenti rispetto a quelle in piena terra, poiché il terriccio si asciuga rapidamente. Con le dovute cure, un melograno in vaso può fiorire abbondantemente e produrre frutti commestibili anche su terrazzi o balconi.
  • A cosa servono la corteccia e i petali del melograno?
    Oltre al frutto, il melograno offre risorse utili in ambito naturale e cosmetico. La scorza del frutto, ricca di tannini, viene raccolta in autunno, essiccata e utilizzata in infusi o decotti per le sue proprietà astringenti, spesso impiegate in fitoterapia. Anche la corteccia delle radici ha storicamente proprietà medicinali, ma il suo uso richiede estrema cautela e competenza, poiché può risultare tossica se non preparata correttamente. Infine, i petali freschi possono essere impiegati per preparare infusi rinfrescanti, tradizionalmente usati come collutori naturali per lenire le infiammazioni gengivali e mantenere l'igiene orale.

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