Esempio di pianta di alloro in vaso

Alberi da giardino

Coltivazione alloro

L'alloro è indubbiamente una delle piante più diffuse in Italia ed è anche facile da coltivare.  Ecco qualche consiglio per avere un alloro sano e forte.

di Redazione

06 maggio 2016

Come coltivare l'alloro

L'alloro, che appartiene alla famiglia delle Laureaceae, proviene dall'Asia Minore ed oggi viene impiegato non solo come decorazione ma si usa anche in cucina per preparare decotti e liquori digestivi. Si tratta di una pianta perenne in forma di arbusto che può raggiungere i 12 metri di altezza. In quanto varietà rustica, è adatta ad essere coltivata in vaso o all'esterno e cresce bene sia all'ombra che in pieno sole. Il terreno ideale dovrebbe contenere argilla, sabbia e ghiaia e se si coltiva la pianta in vaso questa deve essere rinvasata in primavera ogni due anni. L'alloro va innaffiato con regolarità ma senza esagerare per evitare dannosi ristagni d'acqua.

Concimazione e riproduzione dell'alloro

Per favorire la buona crescita dell'alloro possiamo nutrire la pianta con del concime liquido mescolato con l'acqua che usiamo per innaffiare. Dovremo svolgere questa operazione ogni due settimane in primavera e fino alla fine della stagione estiva. Essendo l'alloro una pianta aromatica, è consigliabile optare per un concime ad alto contenuto di azoto poiché questo elemento agevola lo sviluppo del fogliame. Per quel riguarda invece la riproduzione, questa solitamente avviene per semi o per talea. Tra i due metodi quello per talea è più diffuso poiché i semi prima di essere interrati devono subire una piccola lavorazione.

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Domande frequenti

  • Qual è il modo migliore per moltiplicare l'alloro: per seme o per talea?
    La moltiplicazione per talea è nettamente preferita e più diffusa rispetto alla semina. I semi di allaro presentano infatti una germinazione lenta e complessa, richiedendo spesso un periodo di stratificazione fredda prima di poter essere interrati. La tecnica della talea, invece, garantisce risultati più rapidi e sicuri. Si prelevano rametti legnosi o semilegnosi dalla pianta madre e si interrano in un substrato drenante, mantenendo un ambiente umido e ombreggiato fino all'emissione delle radici. Questo metodo permette di ottenere piante identiche alla genitrice, preservando le caratteristiche varietali.
  • Con quale frequenza e tipo di concime devo nutrire l'allaro?
    L'allaro richiede una concimazione regolare durante il periodo vegetativo attivo, ovvero dalla primavera fino alla fine dell'estate. È consigliato somministrare un concime liquido specifico per piante verdi, ricco di azoto, mescolandolo all'acqua delle annaffiature ogni quindici giorni. L'azoto favorisce uno sviluppo vigoroso del fogliame, essenziale per una pianta aromatica. Evita concimi troppo ricchi di fosforo o potassio in questa fase, poiché l'obiettivo principale è stimolare la crescita vegetativa. Se la pianta è in vaso, assicurati che il terriccio sia fertile e ben strutturato per sostenere questi apporti nutritivi.
  • Quanto spesso devo innaffiare l'allaro e quali errori evitare?
    L'innaffiatura deve essere regolare ma mai eccessiva. L'allaro teme fortemente i ristagni idrici, che possono causare marciume radicale e portare rapidamente alla morte della pianta. Annaffia quando il terreno superficiale appare asciutto al tatto, garantendo però un buon drenaggio. In estate, con temperature elevate, le esigenze idriche aumentano, ma verifica sempre l'umidità del substrato prima di intervenire. Se coltivato in vaso, utilizza vasi con fori di drenaggio efficaci e, se possibile, solleva il contenitore dal suolo per permettere all'acqua in eccesso di defluire liberamente. In inverno, riduci drasticamente le irrigazioni.
  • L'allaro può crescere in vaso o necessita obbligatoriamente di giardino?
    L'allaro è una pianta molto versatile e si adatta perfettamente sia alla coltivazione in piena terra che in vaso. In vaso, grazie alle sue dimensioni contenibili (anche se può raggiungere grandi altezze se lasciato libero), diventa un'ottima soluzione per balconi e terrazze. Tuttavia, se coltivato in contenitore, richiede cure specifiche: il rinvaso va effettuato ogni due anni, preferibilmente in primavera, per rinnovare il substrato e dare spazio alle radici. Assicurati di usare un vaso capiente e profondo, poiché l'allaro sviluppa un apparato radicale robusto. In giardino, invece, ha bisogno di più spazio per esprimere il suo potenziale dimensionale.
  • Che tipo di esposizione luminosa e terreno preferisce l'allaro?
    L'allaro è una pianta rustica molto adattabile che cresce bene sia in pieno sole che in mezz'ombra. Tuttavia, un'esposizione soleggiata favorisce una crescita più rigogliosa e una maggiore produzione di oli essenziali nelle foglie. Per quanto riguarda il terreno, predilige un substrato sciolto, ben drenato e fertile, composto idealmente da una miscela di argilla, sabbia e ghiaia. Un terreno pesante e compattato potrebbe ostacolare il drenaggio dell'acqua, aumentando il rischio di malattie radicali. Se il tuo terreno naturale è troppo argilloso, miglioralo aggiungendo materiale organico e sabbia per aumentarne la permeabilità.

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