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Coltivazione cardo

Aggiornato il 09 maggio 20162 capitoli5 domande frequenti
Pianta di cardo

La coltivazione del cardo

La coltivazione del cardo comincia dalla preparazione del terreno. La pianta preferisce i terreni fertili, in posizione soleggiata. E' quindi opportuno vangare il terreno e concimarlo con letame ben maturo. La semina in semenzaio va fatta tra aprile e maggio; le piantine spunteranno nel giro di 10 - 20 giorni, purché la temperatura non scenda al di sotto dei 16 gradi. Quando avranno 6 foglioline e saranno alte circa 15 centimetri, vanno trapiantate nell'orto, ad una distanza di circa 70 centimetri l'una dall'altra. La pianta del cardo viene considerata come annuale ed estirpata dopo il raccolto. Se viene lasciata nel terreno, fiorirà e diventerà piuttosto ingombrante. C'è però da dire che la fioritura è molo bella. Il cardo, come pianta, somiglia al carciofo ma, a differenza di questo, si mangiano solo le coste fatte diventare bianche e tenere. Le innaffiature regolari e le temperature dell'inverno faranno crescere la pianta, ma per renderla appetibile bisognerà farla imbiancare.

Come far diventare bianco il cardo

Una parte importante della coltivazione del cardo è l'operazione che rende bianche e quindi tenere, appetitose e meno amare le coste. Si procede in questo modo: utilizzando del cartone, della plastica scura o altro materiale che isoli dalla luce, si avvolgono le piante legandole in fasci con spago o rafia. Per un risultato migliore conviene rincalzare il terriccio alla base; fatto questo, bisogna attendere circa 6 - 8 settimane perché il cardo sia pronto da consumare. Per avere un raccolto distribuito nel tempo, si possono "fasciare" le piante a scalare, così da averle pronte man mano che si consumano. Se l'inverno è rigido, la pianta di cardo imbianca meglio. Quando la si vuole raccogliere, si estirpa con le radici e si eliminano tutti gli scarti, ovvero le foglie esterne e le radici stesse, fino ad arrivare al cuore bianco del cardo, che somiglierà ad una costa di sedano. Anche il cardo, come tutti i vegetali, non va ripiantato per due anni di seguito nello stesso posto.

Domande frequenti

  • Come si effettua correttamente l'imbianchimento delle coste del cardo?
    L'imbianchimento è fondamentale per rendere le coste tenere, dolci e meno amare. L'operazione consiste nel proteggere la pianta dalla luce solare per impedire la fotosintesi clorofilliana nelle coste interne. Si avvolge il fusto con materiali opachi come cartone spesso, plastica nera o sacchi di juta, fissandoli saldamente con spago o rafia. È consigliabile anche rincalzare, cioè accumulare terra alla base della pianta, per coprire ulteriormente le coste inferiori. Questo processo richiede pazienza: bisogna attendere dalle 6 alle 8 settimane prima della raccolta. Per ottimizzare il lavoro, si può procedere a scalare, imbianchendo poche piante alla volta, così da avere un raccolto continuo e fresco senza dover conservare grandi quantità.
  • Quando e come si seminano i cardi in orto?
    La semina ideale avviene in semenzaio tra aprile e maggio, quando le temperature notturne si stabilizzano sopra i 16 gradi, condizione necessaria per una buona germinazione. I semi impiegano solitamente dai 10 ai 20 giorni per germogliare. Una volta che le piantine hanno sviluppato almeno sei foglioline e raggiungono un'altezza di circa 15 centimetri, sono pronte per il trapianto definitivo in orto. Durante il trapianto, è importante rispettare una distanza di circa 70 centimetri tra una pianta e l'altra, poiché il cardo sviluppa un apparato radicale robusto e una chioma ampia. Questa spaziatura garantisce una corretta aerazione e riduce il rischio di malattie fungine, permettendo alle piante di crescere sane e vigorose fino alla maturazione.
  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno e dell'esposizione?
    Il cardo predilige posizioni pienamente soleggiate, essenziali per garantire una crescita vigorosa e una buona resistenza alle avversità climatiche. Per quanto riguarda il suolo, ama i terreni fertili, profondi e ben drenati. Prima della semina o del trapianto, è opportuno vangare il terreno in profondità per ossigenarlo e incorporare abbondante letame ben maturo o compost, che migliora la struttura del suolo e fornisce nutrienti fondamentali. Un terreno ricco di sostanza organica favorisce lo sviluppo di coste carnose e tenere. Evita invece terreni troppo pesanti o ristagnanti, che potrebbero causare marciumi radicali. La rotazione colturale è altresì consigliata: non ripiantare mai il cardo nello stesso appezzamento per due anni consecutivi per evitare l'esaurimento dei nutrienti specifici e l'accumulo di patogeni.
  • Come si raccoglie e si prepara il cardo per il consumo?
    La raccolta avviene generalmente in inverno, periodo in cui il freddo intenso migliora la qualità delle coste, rendendole più tenere e saporite. Per raccogliere il cardo, si deve estirpare l'intera pianta tirandola via con le radici. Successivamente, si procede alla pulizia: vanno eliminate tutte le foglie esterne, quelle più coriacee e spinose, nonché la radice stessa. Si conserva solo il cuore centrale, composto dalle coste imbiancate, che assumono l'aspetto e la consistenza di una grossa costa di sedano. Questa parte bianca è quella commestibile e gastronomica. Una volta pulito, il cardo può essere cucinato in vari modi, spesso lessato o saltato in padella, sfruttando la sua delicatezza che contrasta piacevolmente con condimenti sapidi come acciughe, capperi o pomodori.
  • Il cardo è una pianta annuale o perenne? Cosa succede se non viene raccolto?
    Coltivativamente, il cardo viene trattato come una pianta annuale: viene seminata, coltivata, raccolta e poi estirpata definitivamente dal terreno. Tuttavia, se venisse lasciata nel suolo oltre il ciclo produttivo, la pianta sopravvivrebbe e entrerebbe nella fase riproduttiva. In autunno inoltrato o primavera successiva, emetterebbe uno stelo floreale alto e ramificato, producendo fiori viola simili a quelli del carciofo o della cardamomo, molto decorativi e attraenti per gli insetti impollinatori. Nonostante la bellezza della fioritura, la pianta diventerebbe ingombrante e lignificata, rendendo le coste immangiabili e dure. Pertanto, per fini orticoli e culinari, è necessario rimuoverla dopo il raccolto per evitare che si auto-semini e occupi spazio inutilmente nell'orto.

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