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Ortensia

Aggiornato il 03 giugno 20166 capitoli5 domande frequenti
Piante di ortensia

Le ortensie: la storia di questa splendida pianta ornamentale

L'ortensia è una delle piante più diffuse nei giardini e nei parchi perché davvero ornamentale grazie ai suoi fiori spettacolari e molto colorati. Ne esistono diverse varietà che vanno tutte sotto il nome comune Hydrangea, denominazione che deriva dalla forma delle capsule seminali: infatti ricorda quella di una scodella per raccogliere l'acqua piovana. All'inizio in Europa erano conosciute, sebbene con una diffusione molto limitata, solo le specie americane, ma dalla metà dell'Ottocento furono introdotte anche le varietà asiatiche; fu così che le ortensie cominciarono ad essere veramente apprezzate. La prima a comparire fu l’ortensia paniculata, a cui seguirono la grandiflora e man mano le altre varietà. Dato che hanno caratteristiche simili e quindi sono difficili da distinguere l'una dall'altra, spesso si indicano con il nome generico di macrophylla. Di recente in Europa si è tornati a valorizzare ed apprezzare le ortensie americane e giapponesi.

La coltivazione dell'ortensia: la scelta dei terreni più adatti

L'ortensia è una pianta molto diffusa perché non necessita di grandi cure e la sua coltivazione risulta abbastanza semplice in quanto molto resistente. Infatti, anche se queste piante sono poste all'ombra o in un terreno poco adatto, riescono a svilupparsi. Tuttavia, per avere una pianta rigogliosa è bene valutare la composizione del terreno: quello ideale è acido, anche se si ottengono buoni risultati persino in quello neutro. In secondo luogo si deve considerare la varietà da coltivare: infatti le ortensie rosa, bianca e rossa si sviluppano bene in un terreno alcalino o neutro. Ciò non avviene con la varietà azzurra, che è quella più difficile da coltivare: queste piante necessitano di un terreno acido. Volendo, è possibile piantarle all'interno di grandi vasi con terriccio acido; se i contenitori sono interrati, devono essere di cemento così da evitare che vi siano contaminazioni tra i diversi substrati.

Alcune piccole curiosità sulle ortensie e sulla loro coltivazione

L'ortensia è una pianta ornamentale che abbellisce gli spazi esterni grazie ai suoi grandi fiori colorati e sgargianti. Resta tuttavia un fiore che non va regalato, soprattutto se la persona che lo riceve conosce il linguaggio dei fiori: infatti sta a simboleggiare il desiderio e l'intenzione di andarsene, uscendo da quella che si considera come una situazione di impasse. Per questo non bisogna regalare un’ortensia alla propria fidanzata, compagna o moglie perché in questo modo si indica che il rapporto è arrivato a un punto morto e che se ne vuole uscire. In più, dato che l'ortensia azzurra è più complicata da coltivare, si può scegliere di esaltare il colore dei petali spargendo nel terreno di crescita azzurranti composti da sali di alluminio. Si consiglia comunque di evitare cambi di tonalità, cercando di far diventare azzurra un’ortensia bianca: infatti, in questi casi il risultato non è quasi mai all’altezza delle aspettative.

Come coltivare le ortensie: l'apporto d'acqua

L'ortensia è una pianta che necessita di regolari e abbondanti innaffiature; anche per questo motivo è vivamente sconsigliato il cambio del pH del terreno. Infatti le soluzioni con cui si impregna il terreno vengono eliminate in poco tempo. Le frequenti innaffiature sono fondamentali perché la pianta si sviluppi correttamente e devono essere abbondanti, soprattutto durante i mesi estivi. Infatti da metà giugno si consiglia, in caso di mancanza di piogge, di dare ad ogni singola pianta un apporto giornaliero di 7-8 litri di acqua almeno. Tuttavia bisogna tenere a mente che abbondanti innaffiature non suppliscono a un'esposizione troppo assolata; ciò si spiega con il fatto che la pianta ha bisogno di una posizione a mezz'ombra, cioè ombreggiata al pomeriggio e soleggiata al mattino. Se si vive al Centro-Sud Italia si consiglia un'ombra luminosa, accompagnata da innaffiature ancora più abbondanti.

Come coltivare un’ortensia: le caratteristiche della potatura

Molto importante per garantire la salute e un corretto sviluppo delle ortensie è la potatura; per evitare che la fioritura venga compromessa è bene seguire alcuni accorgimenti basilari. Infatti, anche se è una pratica comune tagliare tutti i rami bassi della pianta, questa non è la procedura migliore da mettere in atto. È preferibile tagliare solo i rami più vecchi, quelli poco resistenti e quelli storti o malati. I rami che sono spuntati l'anno prima devono essere semplicemente spuntati così da favorirne la crescita e la fioritura. I tagli non devono mai essere praticati oltre la terza gemma. Soltanto se la pianta di ortensia è vecchia e sviluppata, bisogna eliminare un terzo dei rami così da arieggiare le parti interne dell'arbusto e stimolarne la crescita. La potatura va effettuata durante la stagione primaverile, una volta terminate le gelate ma prima che spuntino le gemme.

La concimazione e i metodi di riproduzione dell'ortensia

Se l'ortensia ha molti fiori e rami si consiglia di concimarla a marzo usando un prodotto per acidofile a lenta cessione. Nel caso che il terreno sia alcalino oppure neutro, è necessario mescolare all'acqua delle innaffiature o al terreno prodotti composti da solfato di ferro a partire dalla fine della stagione invernale. La riproduzione dell'ortensia può avvenire in due modi, piantando un seme o per talea. Quest'ultima soluzione è la più indicata e seguita perché permette di avere buoni risultati in tempi più brevi. In questo caso si taglia dalla pianta un ramo che non ha ancora fiorito, lungo 10-15 cm e in cui vi siano due gemme almeno. Questa porzione è la talea e deve essere piantata in un terreno acido, ombreggiato, fresco e umido. All'inizio bisogna innaffiare spesso la talea, evitando al tempo stesso che si formino ristagni.

Domande frequenti

  • Come posso cambiare il colore dei fiori dell'ortensia?
    Il colore dei fiori dell'ortensia dipende dal pH del terreno e dalla disponibilità di alluminio. Per ottenere fiori azzurri, è necessario mantenere il terreno acido (pH inferiore a 5,5) e aggiungere sali di alluminio, come il solfato di alluminio, al momento dell'innaffiatura. Al contrario, per avere fiori rosa o rossi, il terreno deve essere neutro o alcalino (pH superiore a 6,5), condizione che riduce la disponibilità di alluminio per la pianta. Attenzione: le varietà bianche non cambiano colore, poiché sono geneticamente prive dei pigmenti necessari per reagire al pH del suolo.
  • Quando e come devo potare l'ortensia?
    La potatura va eseguita in primavera, dopo il rischio di gelate ma prima che spuntino le nuove gemme. Non bisogna tagliare tutti i rami bassi; è preferibile rimuovere solo i rami secchi, malati, storti o eccessivamente vecchi. I rami nati nell'anno precedente devono essere semplicemente spuntati per favorire la fioritura, facendo attenzione a non tagliare oltre la terza gemma. Solo nelle piante molto vecchie e sviluppate si può intervenire eliminando un terzo dei rami più vecchi per rinnovare l'arbusto e migliorarne l'aerazione interna.
  • Quanta acqua serve all'ortensia e qual è l'esposizione ideale?
    L'ortensia richiede annaffiature regolari e abbondanti, specialmente in estate. Da metà giugno, in assenza di pioggia, somministrare circa 7-8 litri di acqua a giorno per pianta. L'esposizione ideale è a mezz'ombra: sole al mattino e ombra protetta nel pomeriggio, poiché il caldo intenso brucia le foglie. Nelle regioni centrali e meridionali d'Italia, preferire posizioni a ombra luminosa e aumentare la frequenza delle irrigazioni. Ricorda che annaffiare molto non compensa un'esposizione troppo assolata diretta.
  • Qual è il terreno più adatto per l'ortensia?
    L'ortensia cresce bene in terreni acidi, ma si adatta anche a quelli neutri. Tuttavia, la scelta del substrato dipende dal colore desiderato: per le varietà azzurre è indispensabile un terreno acido, mentre quelle rosa, bianche e rosse prosperano meglio in terreni neutri o alcalini. Se coltivi ortensie azzurre in vaso, usa terriccio specifico per acidofile e preferisci contenitori in cemento per evitare contaminazioni del pH dovute ad altri materiali. Un terreno ben drenato ma ricco di sostanza organica garantisce uno sviluppo rigoglioso.
  • Come si moltiplica l'ortensia per talea?
    La moltiplicazione per talea è il metodo più efficace e rapido. Preleva un ramo giovane non fiorito, lungo 10-15 cm, assicurandoti che abbia almeno due gemme. Pianta la talea in un substrato acido, mantenuto fresco, umido e all'ombra. Annaffia frequentemente per evitare che il terreno si secchi, ma stai attenta a non creare ristagni idrici che potrebbero far marcire la talea. Con le cure adeguate, le radici si svilupperanno in poche settimane, permettendoti di trapiantare la nuova pianta nella stagione successiva.

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