Casa realizzata seguendo i dettami della bioarchitettura

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La bioarchitettura

Scopriamo cosa sia la bioarchitettura e tutto ciò che riguarda questo mondo dedicato all'ecologia nelle costruzioni.

di Redazione

10 aprile 2017

Cos'è la bioarchitettura

La bioarchitettura è una disciplina innovativa ed inedita che solamente durante il corso degli ultimi anni ha avuto modo di svilupparsi fino ad arrivare ad ottenere un ruolo rilevante all'interno del campo dell'architettura. La bioarchitettura si occupa principalmente di rispettare e di mantenere inalterato il naturale e talvolta sin troppo delicato equilibrio dell'intero ecosistema ambientale. Questa disciplina quindi, a differenza della classica architettura che quotidianamente ricorre all'uso di materiali inquinanti e dannosi, si limita ad utilizzare risorse non nocive. Queste, inoltre, vengono sfruttate con estrema moderazione in modo che l'ambiente in cui viene inserita una determinata struttura non ne venga alterato eccessivamente o danneggiato in maniera irrimediabile, cosa che la bioarchitettura cerca di evitare.

Le figure professionali della bioarchitettura

All'interno del vasto e variegato mondo della bioarchitettura, sono numerose le figure professionali che vengono chiamate a collaborare tra loro, al fine di convogliare tutto il loro sapere all'interno del progetto finale. Un team ideale di bioarchitetti è pertanto costituito dalla presenza congiunta di architetti, ingegneri, urbanisti, biologi, scienziati, ecc. La bioarchitettura si pone come obbiettivo finale il compito di riuscire ad integrare in maniera ottimale le attività artificiali che vengono progettate e create dall'uomo con le naturali preesistenze che possiamo trovare sparse sul pianeta. È questo il caso di cave, rocce, montagne, ecc. Il lavoro di gruppo che viene effettuato dai professionisti citati precedentemente serve a studiare in maniera ottimale ogni variabile del sito scelto per la costruzione e per una progettazione attenta al rispetto dell'ambiente.

Scopo della bioarchitettura

La disciplina della bioarchitettura quindi, si occupa di mettere in pratica le normali tecniche costruttive tipiche dell'architettonica, ma salvaguardando il pianeta da trasformazioni irreversibili che potrebbero compromettere il suo regolare funzionamento. Pertanto la bioarchitettura fa ricorso ai principi base della sostenibilità ambientale e evita gli sprechi e i consumi, preservando alle nuove generazioni la possibilità di godere di tutte le preziosità che la natura offre. Un esempio è sicuramente l'applicazione di tutte quelle tecnologie o l'uso di tutti quei stratagemmi in modo che l'abitazione in questione non risulti essere poco efficiente dal punto di vista energetico, e quindi energivora, ma ottenendo quindi una classificazione energetica di alto livello. L'uso di materiali neutri o poco inquinanti è un altro dei dettami che la bioarchitettura si impone nella realizzazione delle costruzioni.

Massimi esponenti

I principali esponenti dell’utilizzo della bioarchitettura sono sicuramente Frank Lloyd Wright e Bruce Golf che insieme all’operato di Alvar Aalto hanno posto le basi o le fondamenta, per così dire, della bioarchitettura e dei canoni che vanno seguiti durante la progettazione di un qualsiasi edificio. Secondo questi maestri l’architettura e il progetto devono si interpretare i bisogni più significativi e importanti di un uomo ma allo stesso tempo devono convivere con la natura senza danneggiarla. In Italia questa branca dell’architettura è stata sviluppata al meglio da Paolo Soleri che con il suo operato negli Stati Uniti fonda anche l’Arcologia, ossia una fusione tra architettura ed ecologia. Questi e molti altri architetti erano e sono convinti che una casa passiva, che utilizza un bassissimo quantitativo di energia sia la strada perfetta da seguire per la realizzazioni di abitazioni, che invece avranno un isolamento termico pressoché perfetto.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principi fondamentali della bioarchitettura?
    La bioarchitettura si basa sulla salvaguardia dell'ecosistema e sull'integrazione armoniosa tra costruzioni umane e ambiente naturale. I suoi pilastri includono l'utilizzo esclusivo di materiali non tossici e sostenibili, il risparmio energetico attraverso un'elevata efficienza degli edifici e la minimizzazione degli sprechi. L'obiettivo è creare strutture che non alterino l'equilibrio ambientale circostante, garantendo al contempo il benessere degli abitanti e la tutela del pianeta per le future generazioni.
  • Chi progetta un edificio bioarchitetturale?
    Un progetto di bioarchitettura richiede il lavoro sinergico di un team multidisciplinare. Non basta un solo architetto; è fondamentale la collaborazione tra architetti, ingegneri, urbanisti, biologi e scienziati. Questo approccio interdisciplinare permette di analizzare ogni variabile del sito, dallo studio geologico alla flora locale, assicurando che la struttura rispetti le preesistenze naturali e si integri perfettamente nel contesto paesaggistico senza causare danni irreversibili.
  • Cosa rende un edificio energeticamente efficiente secondo la bioarchitettura?
    L'efficienza energetica è centrale: la bioarchitettura mira a classificazioni energetiche elevate, riducendo drasticamente i consumi. Si ottiene tramite un isolamento termico perfetto, spesso paragonabile a quello delle case passive, e l'adozione di tecnologie che limitano la dipendenza da fonti energetiche tradizionali. L'edificio deve essere progettato per sfruttare al meglio le condizioni climatiche locali, evitando di essere 'energivoro' e riducendo l'impatto ambientale complessivo durante il suo ciclo di vita.
  • Quali sono i nomi storici più importanti legati alla bioarchitettura?
    Tra i pionieri figurano Frank Lloyd Wright, Bruce Goff e Alvar Aalto, che hanno stabilito i canoni base di una convivenza tra architettura e natura senza danneggiarla. In Italia, spicca la figura di Paolo Soleri, che negli Stati Uniti ha sviluppato il concetto di 'Arcologia', una fusione tra architettura ed ecologia. Questi maestri hanno dimostrato che il design può soddisfare i bisogni umani mantenendo un profondo rispetto per l'ambiente circostante.
  • In cosa differisce la bioarchitettura dall'architettura tradizionale?
    A differenza dell'architettura classica, che spesso impiega materiali inquinanti e altera pesantemente il territorio, la bioarchitettura privilegia risorse non nocive e modera lo sfruttamento delle risorse naturali. Mentre la prima può compromettere l'ecosistema, la seconda cerca di preservarlo, utilizzando stratagemmi tecnologici e materiali neutri per garantire che la nuova struttura non danneggi irrimediabilmente l'ambiente in cui viene inserita, promuovendo uno sviluppo sostenibile.