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Edilizia sostenibile

Le costruzioni sono responsabili del 18% delle emissioni globali di CO2. L'edilizia sostenibile permette di ridurre significativamente tali emissioni.

di Redazione

14 marzo 2016

Edilizia sostenibile: definizione e principi

Per edilizia sostenibile si intende la costruzione di edifici in modo responsabile dal punto di vista ambientale per tutto il ciclo di edificazione. Si tratta dunque di trovare un equilibrio tra la costruzione delle case e la sostenibilità ambientale. Quest'ultima, applicata alla bioarchitettura, può essere definita come l'incontro dei bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità di quelle future di soddisfare i propri. I principi della sostenibilità ambientale fanno capo alle ipotesi dell'economista statunitense Herman Daly e pongono l'accento sul bisogno di rispettare il tasso di rigenerazione delle risorse rinnovabili, la capacità dell'ambiente di metabolizzare le sostanze inquinanti e la necessità di sostituire gradualmente le fonti energetiche non rinnovabili, come petrolio e cabon fossile, con quelle rinnovabili (sole, vento, biomasse, ecc.).

Cenni di storia dell'edilizia sostenibile

Nel continuo tentativo di ottimizzare le proprie abitazioni, l'uomo ha riservato nel corso della storia un'attenzione particolare verso la costruzione della propria dimora, non solo in merito alla scelta dei materiali (argilla, legno, ecc.) e della struttura, ma anche riguardo il luogo per l'edificazione e la posizione nei confronti del sole e del vento. Con l'avvento del progresso tecnologico, unito allo sfruttamento intenso dei combustibili fossili, l'ambizioso obiettivo di potenziare al massimo le capacità produttive fece temporaneamente perdere di vista la questione del rapporto tra uomo e natura. Quest'ultimo tornò però alla ribalta negli anni settanta, quando nacquero le idee ecologiste derivanti dalle preoccupazioni legate all'inquinamento e all'eccessivo sfruttamento delle risorse messe a disposizione dalla natura.

Architettura sostenibile: come ridurre l'impatto ambientale

Anche se nuove tecnologie vengono costantemente messe a punto per la creazione di strutture più verdi, l'obiettivo comune dell'edilizia sostenibile è di ridurre l'impatto complessivo delle costruzioni sull'ambiente e sulla salute dell'uomo attraverso: - l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili (pannelli fotovoltaici, solare termico, biocombustibili, impianti eolici); - lo sfruttamento efficiente delle risorse, al fine di ridurre gli sprechi e il degrado ambientale; - l'utilizzo morigerato delle fonti energetiche non rinnovabili, soprattutto di quelle che rilasciano nell'ambiente ingenti quantità di biossido di carbonio; - la scelta del sito per l'edificazione in base all'esposizione solare e al vento; - l'isolamento termico delle pareti al fine di ridurre il fabbisogno energetico; - l'uso di materiali disponibili localmente, sulla base della filiera corta.

Normativa italiana in materia di edilizia sostenibile

In uno scenario critico, sia per quanto riguarda l'edilizia civile che quella pubblica, dovuto alla crisi ma anche all'edificazione selvaggia, l'edilizia sostenibile va nella direzione opposta, ma le sue potenzialità sono sfruttate solo parzialmente. Quello che manca in Italia, rispetto al resto d'Europa, è una strategia organica che comprenda tutte le politiche del green building, dal risparmio energetico al recupero dell'edilizia esistente. Inoltre la normativa italiana in materia di architettura sostenibile è regionale, priva perciò di una strategia nazionale, stabile e duratura, per quanto riguarda gli incentivi e le certificazioni. Una normativa incerta e debole, dunque, quella italiana, frutto di politiche sbagliate, come l'aver tagliato gli incentivi alle fonti alternative, impedendo di riorientare il processo di riqualificazione energetica degli edifici su scala nazionale.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principi fondamentali dell'edilizia sostenibile?
    L'edilizia sostenibile si basa su un approccio responsabile che considera l'intero ciclo di vita dell'edificio, dall'erezione alla demolizione. I principi cardine includono il rispetto del tasso di rigenerazione delle risorse naturali e la capacità dell'ambiente di assorbire gli inquinanti. È fondamentale sostituire gradualmente le fonti energetiche non rinnovabili, come petrolio e carbone, con energie pulite come sole, vento e biomasse. L'obiettivo è bilanciare le esigenze attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie, integrando efficienza energetica, uso razionale delle risorse e riduzione dell'impatto ambientale.
  • Come si riduce concretamente l'impatto ambientale di un edificio?
    Per minimizzare l'impatto ambientale, è essenziale adottare diverse strategie integrate. In primis, si devono utilizzare fonti di energia rinnovabile, come pannelli fotovoltaici, solari termici o piccoli impianti eolici. Un altro aspetto cruciale è l'isolamento termico delle pareti, che riduce drasticamente il fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento. Inoltre, bisogna privilegiare materiali da costruzione locali per favorire la filiera corta e diminuire le emissioni legate ai trasporti. La scelta del sito di edificazione deve considerare l'orientamento solare ed esposizione al vento per sfruttare passivamente le condizioni climatiche, riducendo così gli sprechi energetici.
  • Qual è la situazione normativa attuale in Italia per l'edilizia sostenibile?
    Attualmente, l'Italia presenta una frammentazione normativa significativa in materia di green building. A differenza di altri paesi europei, manca una strategia nazionale organica e stabile che copra tutte le politiche del settore, dal risparmio energetico al recupero del patrimonio esistente. La regolamentazione è prevalentemente di competenza regionale, creando disomogeneità e incertezza per progettisti e committenti. Questa mancanza di un quadro unitario, unita al taglio di alcuni incenti alle fonti alternative, limita la piena attuazione del potenziale di riqualificazione energetica degli edifici su larga scala, rendendo il sistema meno efficace rispetto ad altre realtà europee.
  • Cosa si intende per bioarchitettura e qual è il suo legame con la sostenibilità?
    La bioarchitettura rappresenta l'applicazione pratica dei concetti di sostenibilità ambientale nel campo dell'edilizia. Viene definita come la disciplina che cerca di soddisfare i bisogni abitativi e funzionali delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità delle generazioni future di fare altrettanto. Questo approccio richiede un equilibrio delicato tra costruzione umana e rispetto naturale, ponendo l'accento sull'efficienza delle risorse e sulla salute degli occupanti. Non si limita quindi all'estetica, ma integra criteri ecologici profondi, ispirandosi agli economisti come Herman Daly, per garantire che ogni intervento edilizio rispetti i limiti rigenerativi dell'ecosistema.
  • Quale ruolo hanno avuto i combustibili fossili nella storia dell'edilizia?
    Storicamente, prima dell'avvento della tecnologia moderna, la costruzione delle abitazioni era fortemente influenzata dai materiali locali disponibili, come argilla e legno, e dall'orientamento rispetto al sole e al vento. Tuttavia, con l'industrializzazione e l'intenso sfruttamento dei combustibili fossili, l'obiettivo principale divenne massimizzare la produttività, trascurando temporaneamente il rapporto armonioso tra uomo e natura. Solo dagli anni Settanta, di fronte alle crescenti preoccupazioni per l'inquinamento e l'esaurimento delle risorse, è tornata all'attenzione l'importanza di un'edilizia rispettosa dell'ambiente, segnando una svolta verso pratiche più consapevoli e sostenibili.

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