Avvitatore

Avvitatore: parametri fondamentali per scegliere il migliore

L'avvitatore è un elettroutensile che ha permesso all'utente di evitare movimenti scomodi e talvolta frustranti come stringere un bullone o fissare una vite in posti anche angusti. Sul mercato è presente una grandissima varietà di modelli tra cui si può scegliere. Ma, al momento dell'acquisto, si deve fare particolarmente attenzione alle caratteristiche del modello desiderato. Ovviamente la destinazione d'uso non è l'unico parametro da considerare: infatti si deve prendere in considerazione il tipo di innesto del puntale, la potenza sprigionata dal motore interno, la presenza di velocità variabili ed altre caratteristiche tecniche. Quindi si deve calibrare al meglio la scelta prendendo in considerazione ogni variante. Sembrerà difficile scegliere un qualsivoglia avvitatore, ma il mercato odierno fornisce al compratore una grande varietà di modelli che sono in grado di soddisfare le varie richieste.
Valigetta di un avvitatore con accessori

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Avvitatore: quale marca scegliere fra le tante

Dettaglio di un puntale appartenente ad un avvitatore Molte aziende producono avvitatori di qualità diverse, ma poche sono abbastanza famose da poter avere una fetta di mercato abbastanza grande. Queste ditte non si occupano esclusivamente di avvitatori, producendo anche mole e trapani. Una di queste è Makita, azienda di origini nipponiche che nel tempo si è specializzata nell'ambito edilizio. Tralasciando i trapani e le mole, gli avvitatori di questa marca sono sempre potenti e corredati da moltissimi accessori, e i prezzi sono molto contenuti pur essendo oggetti di altissima qualità ed ottima fattura. Un'altra casa abbastanza conosciuta è la Black & Decker, ditta di origini statunitensi che da degli avvitatori e dei trapani i loro prodotti principi, installando in questi elettroutensili tecnologie sempre più innovative in modo da fornire all'utente delle prestazioni eccellenti. I prezzi proposti da questa azienda sono contenuti e facilmente abbordabili da tutti.

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Avvitatore: meglio quello a batteria o a corrente?

Esempio di avvitatore per cartongesso Principalmente si possono trovare in commercio due tipi completamente diversi di avvitatore: quello a batteria e quello a corrente. Ma quale conviene effettivamente scegliere? Dipende dalle necessità. Infatti il primo tipo può essere trasportato con sè in qualunque stanza si voglia senza doversi preoccupare del filo e può essere usato anche in assenza di corrente elettrica. Però questa stessa mancanza di energia inficia sulle prestazioni, facendo sprigionare al prodotto una potenza leggermente minore. Inoltre è presente il problema della batteria che deve essere regolarmente ricaricata. D'altra parte l'avvitatore a corrente è specializzato per lavori circoscritti in un luogo preciso, pesanti e prolungati nel tempo, dato che l'utente, con questa tipologia di prodotto, non deve necessariamente preoccuparsi del consumo energetico provocato dallo stesso. Quindi la scelta, ancora una volta, deve essere presa a seconda delle necessità.


Avvitatore: può fungere anche da buon trapano?

Un trapano Quasi tutti gli avvitatori messi in commercio hanno degli innesti a cui possono essere agganciati tutti i tipi di punte da foro. Ma conviene veramente un avvitatore con funzione di foraggio o si deve comprare un trapano apposta per fare i fori? Dipende dal tipo di materiale da bucare. Infatti il primo prodotto riesce senza problemi a forare legno o metalli leggeri con la sua potenza, ma certamente non può riuscire a fare dei fori su muri di cemento o mattoni, che necessitano di una forza di gran lunga maggiore per poter essere scalfiti. Quindi, se si punta a fare dei lavoretti casalinghi in cui non si devono fare dei buchi impegnativi, gli avvitatori normali possono tranquillamente bastare mentre, se servono dei fori di grandi dimensioni su superfici resistente, si consiglia l'utilizzo di un trapano creato apposta per questo scopo.


Avvitatore: quanto influisce la potenza sul risultato finale?

La potenza dell'avvitatore è il dato a cui tocca dare più attenzione nel momento dell'acquisto. Questo fattore è espresso in volt. Un avvitatore di medie prestazione deve essere sopra la soglia dei 9 volt, sotto i quali il motore interno non riesce a far girare la punta con una forza tale da stringere le viti. Un valore medio, nell'ambito dei lavoretti fai-da-te, è di 12 volt, potenza più che necessaria per poter compiere dei piccoli aggiustamenti quotidiani. Se invece vogliamo parlare dell'ambito professionale, la potenza minima da usare è di 14 volt, così da poter compiere anche i lavori più pesanti senza che l'avvitatore non riesca più a compiere la sua funzione dato il carico di lavoro eccessivo. Quindi se si vuole essere sicuri di avere un avvitatore adatto ad ogni situazione, si deve essere certi che questo abbia una potenza intorno ai 15 volt.


Quanti tipi diversi di batterie per avvitatori ci sono?

Ogni avvitatore a batteria ha una combinazione energetica particolare. Siccome ci sono innumerevoli modelli, si può stilare una generica classifica contenente 3 diverse tipologie comunemente diffuse: la prima è la pila nichel-cadmio che riesce a sprigionare una potenza elettrica molto bassa che riesce però ad alimentare senza problemi gli elettroutensili più piccoli. La seconda fascia, che riesce a sviluppare un potenziale elettrico medio, è la combinazione nichel-metallo idruro, che può vantare tante altre varianti a seconda del metallo scelto come idruro. Infine sono presenti le pile al litio, che riescono a far lavorare a pieno regime anche le macchine più pesanti, data l'efficienza che questo elemento riesce a garantire con la sua reazione con gli altri metalli. Questi sono i tipi principali di alimentazione a batteria.




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