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Betoniera

Aggiornato il 22 febbraio 20166 capitoli5 domande frequenti
Operaio che riempie una betoniera

A cosa serve una betoniera

La betoniera nasce come strumento per cantieri edili. Il suo scopo è quello di miscelare ed impastare tra loro vari materiali, al fine di creare la malta o il calcestruzzo. Il suo utilizzo è molto utile soprattutto quando sono necessarie grandi gettate di cemento (quindi durante la costruzione di edifici, ma anche di marciapiedi e pavimentazioni varie). A differenza della miscelatura manuale che porta via all’operaio tempo prezioso, la betoniera consente di preparare ingenti quantità di materia in poco tempo, richiedendo un impiego minimo di forza. Il muratore, infatti, dovrà solo gettare i vari componenti nell’imboccatura dello strumento per mezzo di una pala, ed azionare il macchinario. In commercio esistono due tipi di betoniere: quelle fisse e quelle mobili. Le prime sono impiegate nei grandi lavori di cantiere, mentre le seconde sono utili per piccoli lavori o per trasportare la malta da un luogo all’altro. Quelle mobili, infine, sono impiegate anche nei fai da te casalinghi, sempre con lo scopo di produrre malta in poco tempo.

Le varie parti di una betoniera

Una betoniera è composta da varie parti. Innanzitutto vi è un contenitore, detto anche tamburo. Esso è il luogo in cui vengono versati i vari materiali da mescolare, per un totale di circa 300 litri di prodotto finito. All’interno del contenitore sono presenti anche due pale, che facilitano l’operazione di miscelazione. Data la natura ruvida dei materiali che vengono messi all’interno del tamburo, le pale da sole non sarebbero sufficienti per amalgamare il tutto. Proprio per questo ogni betoniera è dotata anche di un motore e di un sistema di rotazione del contenitore: il motore elettrico trifase permette al tamburo di girare, creando così la malta. La terza parte presente in ogni betoniera è una sorta di ruota posta lateralmente, che consente di ribaltare il contenitore, versando il calcestruzzo senza fatica. Infine tutti i modelli hanno anche un’incastellatura di supporto carrellata, utile in caso di eventuali spostamenti dell’attrezzo.

Un modello particolare di betoniera

Esiste in commercio anche un modello particolare di betoniera, ovvero l’autobetoniera. Le sue grandi dimensioni ne consentono l’uso solamente nei cantieri edili. Si tratta infatti di un’enorme betoniera rotante installata su un camion. In questo caso il tamburo è in grado di contenere 11 metri cubi di materiale finito. Solitamente l’autobetoniera è di proprietà dei magazzini edili, i quali preparano il calcestruzzo e lo vendono ai cantieri. Durante il trasporto del materiale il contenitore viene costantemente mantenuto in rotazione, in modo da evitare che la malta sedimenti. Una volta che il camion giunge nel cantiere, la rotazione viene aumentata di intensità per essere sicuri che tutti i materiali siano opportunamente amalgamati. Infine si aziona la rotazione in senso inverso, indispensabile per scaricare il calcestruzzo: quest’ultimo passerà attraverso un condotto mobile e potrà essere indirizzato nel luoghi in cui è indispensabile la gettata.

Quanto costa una betoniera

Il costo di una betoniera nuova può variare da un minimo di 120,00 euro ad un massimo di 1.200,00 euro. Le differenze di prezzo vanno imputate a diverse caratteristiche nei modelli. Le cose che variano sono sostanzialmente due: la potenza del motore e la capienza del contenitore. Come precedentemente accennato, infatti, una betoniera può contenere fino a 300 litri di prodotto finito, ma esistono ovviamente modelli con capacità ridotte per andare incontro alle esigenze domestiche. Per piccoli lavori di fai da te, appunto, sarà sufficiente una betoniera con un tamburo da 70 litri. Esistono poi modelli specifici per i lavori di cantiere, che arrivano fino ad un massimo di 7.800,00 euro. Essi sono solitamente dotati anche di ruote pneumatiche, gambe regolabili in altezza, serbatoio d’acqua con indicatore di livello, sistema di carico separato dell’acqua e degli inerti, e comandi idraulici dei vari movimenti.

Una betoniera nuova o una usata

Se ci si sta apprestando all’acquisto di una betoniera, viene da chiedersi se sia meglio acquistarne una nuova o se anche l’usato possa essere una valida alternativa. In effetti, a differenza di molti strumenti per il fai da te in cui l’acquisto di un prodotto nuovo è garanzia di una maggior durata nel tempo, per le betoniere si può tranquillamente valutare l’acquisto di un modello usato, anche se esclusivamente da un privato. Una betoniera che è stata acquistata per scopi domestici e piccoli lavori di fai da te, infatti, non sarà stata usata tantissimo. Per quanto una persona possa dilettarsi con i lavori di muratura, non sono poi molti gli ambiti in cui usare la malta in casa. Avrete quindi la certezza di comprare un attrezzo seminuovo ad un prezzo conveniente. Non acquistate però mai a scatola chiusa, quindi recatevi sempre dal venditore per controllare di persona la betoniera. In particolare assicuratevi che non ci sia ruggine sulla struttura, che il motore non faccia rumori strani e che i sistemi di ribaltamento e rotazione funzionino alla perfezione. Se queste caratteristiche sono soddisfatte, potrete concludere l’affare senza problemi.

Manutenzione della betoniera

Una corretta manutenzione della betoniera permetterà di conservare l’attrezzo in buono stato per un tempo davvero lunghissimo. Per quanto riguarda il tamburo, dopo ogni utilizzo sarà necessario svuotarlo dall’eventuale materiale rimasto e non usato. Fatto ciò, sarebbe bene lavare la parte interna con molta acqua corrente, magari aiutandosi con una gomma per innaffiare. In questo modo si elimineranno tutti i residui e si eviteranno incrostazioni. Su tutta la parte esterna, invece, l’utilizzo di un buon lubrificante proteggerà le superfici dalla corrosione e dalla ruggine. Il lubrificante andrà distribuito soprattutto sulla corona dentata del tamburo, sul sistema di rotazione e su quello di ribaltamento. Infine, trovandosi sempre in ambienti poco pratici ed a contatto con materiali ruvidi, il cavo di alimentazione alla corrente elettrica potrebbe facilmente danneggiarsi. In caso si noti che la guaina protettiva dei fili è rovinata, si dovrà procedere con una semplice sostituzione del cavo.

Domande frequenti

  • È consigliabile acquistare una betoniera usata per lavori domestici?
    Sì, per uso fai-da-te l'acquisto di una betoniera usata è spesso la scelta più economica e sensata, purché provenga da privati e non da grandi cantieri industriali. Poiché l'utilizzo domestico è limitato, il rischio di trovare un attrezzo usurato è basso. Tuttavia, è fondamentale verificare personalmente lo stato dell'attrezzo prima dell'acquisto: controlla attentamente l'assenza di ruggine strutturale, assicurati che il motore non emetta rumori anomali e verifica che i meccanismi di rotazione e ribaltamento funzionino perfettamente. Evita acquisti a distanza senza ispezione diretta.
  • Quanta capienza deve avere una betoniera per piccoli lavori di bricolage?
    Per i comuni lavori di bricolage e piccole ristrutturazioni domestiche, una betoniera con una capienza del tamburo di circa 70 litri è generalmente sufficiente. Questo formato permette di preparare quantità adeguate di malta o calcestruzzo senza richiedere uno spazio eccessivo né un investimento elevato. I modelli professionali, capaci fino a 300 litri o più, sono progettati per grandi cantieri e risultano spesso sovradimensionati e ingombranti per un utilizzo occasionale in giardino o in garage.
  • Come si effettua la manutenzione corretta della betoniera dopo l'uso?
    Dopo ogni utilizzo, è essenziale svuotare completamente il tamburo dai residui di materiale non utilizzato. Lava accuratamente l'interno con abbondante acqua corrente, preferibilmente usando un tubo flessibile per rimuovere incrostazioni. Sulla parte esterna, applica un buon lubrificante, concentrandoti specialmente sulla corona dentata, sui sistemi di rotazione e ribaltamento per prevenire la corrosione. Controlla inoltre il cavo di alimentazione: se la guaina protettiva presenta danni, sostituiscila immediatamente per garantire la sicurezza elettrica.
  • Quali sono le principali differenze di prezzo tra betoniere nuove e professionali?
    Il costo di una betoniera varia notevolmente in base a potenza e capienza. Nuove, le versioni domestiche si aggirano tra i 120 e i 1.200 euro. Al contrario, i modelli professionali destinati a grandi cantieri possono costare fino a 7.800 euro. Questa differenza è giustificata da caratteristiche avanzate come ruote pneumatiche robuste, gambe regolabili, serbatoi dell'acqua integrati, sistemi di carico separato per inerti e acqua, nonché comandi idraulici per i movimenti, elementi assenti nei modelli base.
  • Come funziona tecnicamente la miscelazione all'interno del tamburo?
    Il cuore della betoniera è il tamburo, dotato internamente di pale fisse. Tuttavia, le pale da sole non bastano a miscelare efficacemente materiali ruvidi come sabbia e cemento. È quindi necessario un motore elettrico (spesso trifase nei modelli potenti) che metta in rotazione l'intero contenitore. Questa rotazione continua fa sì che i materiali vengano sollevati e lasciati cadere, amalgamandoli perfettamente. Successivamente, un meccanismo laterale permette di ribaltare il tamburo per scaricare il calcestruzzo pronto all'uso senza sforzo fisico.

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