Casapratica.org · guide e consigli pratici
Energia eco · Risparmio casa

Centrali biomasse

Aggiornato il 01 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Impianto a biomasse

Cosa sono le centrali biomasse

Le centrali biomasse sono degli impianti, più o meno grandi, che sfruttano i rifiuti organici derivati dallo sfruttamento forestale, dall'agricoltura o dalla frazione umida della raccolta differenziata, al fine di produrre elettricità o calore per il riscaldamento degli ambienti. Da sempre utilizzate, sotto forma di legna, per il riscaldamento, le biomasse sono state accantonate in seguito alla rivoluzione dei combustibili fossili. Negli ultimi anni, a causa dell'impatto ambientale dato dai derivati del petrolio, le biomasse sono state rivalutate, e vengono considerate al pari delle altre fonti rinnovabili. Questo perchè l'anidride carbonica emessa durante la combustione è la stessa che la pianta ha assorbito durante la sua crescita, quindi non vi è un aumento di gas serra nell'atmosfera. Nei grandi impianti a per la produzione di elettricità il funzionamento è simile a quello delle termoelettriche tradizionali, ma al posto di idrocarburi vengono bruciate biomasse. Negli impianti domestici sono presenti delle caldaie che sfruttano il calore dato dalla combustione delle biomasse per produrre acqua calda per riscaldamento e uso sanitario, oppure aria calda tramite termoventilazione.

I combustibili utilizzati nelle centrali biomasse

Nelle centrali biomasse i principali combustibili sono di origine vegetale. Il più classico è il legname, da sempre utilizzato dall'uomo per il riscaldamento delle proprie abitazioni e per l'illuminazione. Un impianto di riscaldamento a legna può essere o la classica stufa, oppure una caldaia a legna, la quale permette il riscaldamento di acqua da inviare ai termosifoni o per uso domestico. Le caldaie a legna di ultima generazione permettono un rendimento termico del combustibile superiore al 90%, con notevole risparmio sui consumi. Il più grande inconveniente di questi impianti è la disponibilità di grandi spazi per lo stoccaggio del combustibile e la forza lavoro necessaria all'alimentazione dell'impianto. Una tipologia più pratica di combustibile, sempre più utilizzato, è il pellet, ovvero piccoli cilindri composti da segatura pressata, tenuta insieme dalla legnina, e quindi senza aggiunta di additivi. Una caldaia a pellet è completamente automatizzata, e a parte piccole manutenzioni, la sua gestione è simile ad una caldaia a gas. Infine per grandi impianti è possibile utilizzare caldaie a cippato, ovvero legno ridotto a piccole scaglie.

I vantaggi

Le centrali biomasse presentano dei grandi vantaggi dal punto di vista economico, in quanto il combustibile è molto più economico rispetto ai tradizionali combustibili fossili. Inoltre poiché le biomasse sono considerate fonti alternative, esistono degli incentivi, sia statali che regionali, alla loro installazione. Considerando spese le spese per il combustibile, un impianto a biomasse permette di recuperare le spese per la sua installazione in meno di 5 anni, dopo i quali il risparmio annuale è superiore ai 1000 euro Altro vantaggio è dato dalle semplici manutenzioni da attuare, le quali generalmente sono limitate alla pulizia della camera di combustione e alla rimozione della cenere. La diffusione della biomasse permette inoltre la riduzione dell'accumulo di rifiuti dati da lavori forestali e agricoli, in quanto queste vengono realizzate con scarti di queste lavorazioni. Dal punto di vista ambientale invece si riduce l'accumulo di gas serra nell'atmosfera.

Gli svantaggi

I principali svantaggi delle centrali biomasse sono dati dal costo per l'installazione dell'impianto e per lo spazio necessario allo stoccaggio del combustibile. Infatti per installare una caldaia di questo tipo è necessario in primo luogo predisporre una canna fumaria, ricercare un luogo per il posizionamento del bruciatore e collegarlo all'impianto di distribuzione dell'acqua calda, sia ai radiatori che ai sanitari. Inoltre, nonostante gli impianti più grandi dispongano di un meccanismo per il rifornimento automatico del combustibile, nei più piccoli è necessario rifornire manualmente la caldaia, e soprattutto per la legna, questo richiede un discreto sforzo fisico. Se l'impianto sostituisce una vecchia caldaia a gas, potrebbe essere necessario adeguare la canna fumaria. La combustione delle biomasse, nonostante non aumenti l'accumulo di anidride carbonica nell'aria, produce delle polveri sottili date dagli elementi incombusti, e ciò le rende inadatte alle grandi città, dove spesso sono soggette a limiti. Infine il combustibile necessita di grande spazio dove essere accumulato, si pensi ad una catasta di legna o ad un cumulo di cippato, e spesso questo non è disponibile in singoli appartamenti condominiali.

Domande frequenti

  • Quanto tempo ci vuole per ammortizzare il costo di un impianto a biomasse?
    Grazie ai costi del combustibile significativamente inferiori rispetto a quelli dei fossili e agli eventuali incentivi statali o regionali, l'investimento iniziale per l'installazione di una centrale biomasse si recupera generalmente in meno di cinque anni. Dopo questo periodo di break-even point, l'utente beneficia di un risparmio annuo stimabile in oltre 1.000 euro, rendendo l'impianto economicamente vantaggioso nel lungo termine. È fondamentale però valutare preventivamente i costi di installazione e le specifiche normative locali per avere un calcolo preciso del rientro economico.
  • È possibile installare una caldaia a biomasse in appartamento condominiale?
    Installare un sistema a biomasse in un singolo appartamento è fortemente sconsigliato e spesso impraticabile. Il principale ostacolo è la necessità di uno spazio dedicato allo stoccaggio del combustibile (come legna, pellet o cippato), che richiede volumetrie notevoli incompatibili con la maggior parte degli alloggi civili. Inoltre, la gestione manuale del carico e la produzione di ceneri richiedono manutenzione costante. Per gli edifici condominiali, soluzioni collettive o sistemi più compatti come il pellet potrebbero essere valutati solo se vi sono spazi comuni idonei e autorizzazioni specifiche.
  • Quali sono le differenze tra caldaie a legna, pellet e cippato?
    La scelta dipende da automazione e spazio. Le caldaie a legna tradizionale offrono bassi costi di combustibile ma richiedono alimentazione manuale e grande spazio di stoccaggio, oltre a un impegno fisico maggiore. Le caldaie a pellet, realizzate con segatura pressata, sono completamente automatizzate nella gestione e simili alle caldaie a gas, offrendo rendimenti superiori al 90% e richiedendo meno manodopera, pur necessitando comunque di un deposito per le sacche. Le caldaie a cippato, usate prevalentemente per grandi impianti o utenze collettive, utilizzano legno tritato e richiedono sistemi di alimentazione complessi e ampi magazzini di accumulo.
  • Le centrali a biomasse inquinano davvero meno delle caldaie a gas?
    Dal punto di vista del bilancio della CO2, le biomasse sono considerate neutre perché l'anidride carbonica rilasciata durante la combustione corrisponde a quella assorbita dalla pianta durante la crescita. Tuttavia, la combustione genera emissioni di polveri sottili (particolato) dovute agli elementi incombusti. Per questo motivo, in molte grandi città sono vigenti severe limitazioni o divieti di utilizzo, specialmente in inverno quando l'inversione termica intrappola gli inquinanti. In zone rurali o ben ventilate, l'impatto locale è minimo, ma va verificata la conformità alle norme ambientali comunali prima dell'installazione.
  • Che tipo di manutenzione richiede una caldaia a biomasse?
    La manutenzione ordinaria è relativamente semplice ma frequente. Richiede principalmente la pulizia periodica della camera di combustione e la rimozione regolare delle ceneri prodotte dalla combustione, operazione che varia in base al tipo di combustibile usato (la legna produce più residui del pellet). Oltre a questo, è necessario effettuare controlli annuali specifici, simili a quelli richiesti per le caldaie tradizionali, per verificare efficienza e sicurezza. L'automazione delle moderne caldaie a pellet riduce la frequenza delle operazioni manuali, ma non elimina la necessità di interventi tecnici programmati per garantire la durata dell'impianto.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche