Casapratica.org · guide e consigli pratici
Fai da te · Materiali

Sughero

Aggiornato il 31 agosto 20166 capitoli5 domande frequenti
Distacco del sughero dal tronco

Il sughero nasce dalla quercia Sughera

Dell'albero del sughero si utilizza solo la corteccia che nel tempo si rigenera. Il suo impiego, quindi non necessita di alcun disboscamento e non occorre per ricavare questa materia prima, tagliare l'albero. Il sughero viene ricavato da un tipo di quercia, la sughera, o "Quercus suber" in latino. Appartiene alla famiglia delle fagacee, la stessa del faggio e di molti alberi di rilevanza forestale che crescono nel nostro emisfero nord. E' un sempreverde che può crescere fino a 20 metri di altezza, ha la chioma espansa e le foglie oblunghe e dentellate nei margini, di consistenza coriacea, che rendono la pianta resistente ai periodi di siccità, i fiori sono unisessuali, quelli maschili formano inflorescenze a grappolo mentre quelli femminili sono riuniti in piccoli gruppi di due o tre fiori eretti, la fioritura avviene tra maggio e giugno. I frutti assomigliano a piccole ghiande con la cupola leggermente più conica di quella della quercia. La ghianda matura in due anni e passa dal colore verde al bruno, l'albero raggiunge la maturità sessuale a circa 15/20 anni e può vivere anche 170 anni.

Il sughero: l'albero che lo genera gli sopravvive

La caratteristica che rende questa pianta impareggiabile è la doppia corteccia che caratterizza il tronco. Uno strato più interno viene chiamato "madre" e da questo si genera uno strato più esterno, una seconda corteccia, che avvolge il tronco proprio come un vestito: questo secondo rivestimento è costituito da un materiale morbido, elastico e spugnoso conosciuto col nome di sughero. Questo strato serve a proteggere la pianta dagli agenti esterni e garantisce la traspirazione, ma, cosa più importante, protegge il tronco dalle fiamme, in quanto carbonizza in superfice e preserva il resto della superfice vitale dell'albero in caso di incendio senza comprometterne le funzioni. Caratteristica che predispone questo materiale all'utilizzo privilegiato tra i materiali ignifughi. L'area mediterranea rappresenta l'habitat ideale per quest'albero e infatti la maggior parte degli impianti si trova in Italia(Sardegna, Sicilia e Toscana), Corsica, Spagna, Marocco e Algeria. Fa eccezione il Portogallo che, pur non essendo un Paese propriamente mediterraneo è il maggior produttore mondiale ed esportatore di sughero.

Sughero: un talento naturale con un antico passato

L'utilizzo del sughero risale a tempi antichissimi, già gli egizi, i greci e gli antichi romani conoscevano le qualità di questo materiale usato per fare galleggiare le reti da pesca, nella produzione di calzature dalle suole naturalmente ammortizzanti, per tappare i contenitori per trasportare olio e vino. Grazie alla bassa conduzione di calore veniva già utilizzato nella costruzione delle case, abitudine che ancora oggi osserva il Nord-Africa, mentre i nostri monaci medioevali rivestivano le pareti delle stanze per proteggerle dal freddo in inverno e dal caldo in estate. Anche se il successo di questo materiale ecologico per eccellenza è legato al tappo per  bottiglie da vino, la versatilità del sughero non ha limiti e il suo uso nei manufatti domestici, nell'artigianato è stato diffusissimo soprattutto nelle  comunità agropastorali: contenitori, vasi, secchielli e coppe ma anche utensili e strumenti di lavoro, sgabelli e i primi alveari venivano costruiti con questo materiale elastico e isolante. In molte località della Sardegna ancora oggi si producono numerosi oggetti di sughero che rievocano usanze del passato, mentre in Portogallo sono riusciti a ricavarne un tessuto.

La materia prima elastica, pulita e anallergica

Il sughero non si deforma e non si decompone, è inattaccabile dalle muffe, dagli insetti e dai roditori i quali lo trovano indigesto. Queste qualità lo rendono un materiale resistente e adatto a molteplici impieghi addirittura nei tubi idraulici e nei motori, nelle solette per calzature e nelle tomaie, nei rivestimenti edili per gli isolamenti bioclimatici ed acustici: la particolare elasticità e il peso specifico lo rendono idoneo ad isolare gli ambienti dai rumori con azione dissipante nei confronti delle onde sonore. Sempre grazie alla sua elasticità viene utilizzato nei rivestimenti delle plance e nei pavimenti, in pannelli o in piastrelle. Dal 1950 è stato spesso installato in ristoranti, palestre e in tutti i luoghi dove è obbligatorio lavorare molto in piedi, oppure, nelle situazioni dove è necessario prevenire reazioni allergiche. Tipologie più recenti di lavorazioni rendono la scelta del sughero in edilizia un opzione ecologia e naturale, confortevole, economica e facile da pulire poichè non assorbe polvere né sporcizia.

Il sugherone, ruvido e poroso dedicato all'edilizia

La raccolta del sughero è un raro caso in cui l'industria e l'economia sono in linea con il rispetto dell'ambiente. Il processo di raccolta dalle querce da sughero comporta l'estrazione della materia prima dal tronco, che avviene tra i mesi di maggio e agosto, quando la corteccia può essere più facilmente tolta dall'albero senza causare danni agli strati sottostanti. Questa operazione viene effettuata con una scure e coltelli speciali, la cui affilatura è affidata a specialisti, gli scorzini. La porzione di corteccia da rimuovere viene profilata sui quattro lati dai coltelli e viene poi rimossa con il manico della scure facendo attenzione a non ittaccare gli strati sottostanti. La decorticatura, avviene ad intervalli regolari di 10/12 anni quando il tronco raggiunge la circonferenza di 30/40 cm e cioè quando l'abero ha 25 o 26 anni e la corteccia è sufficentemente spessa da poter essere lavorata. La prima estrazione si chiama scorzatura e produce il cosidetto sughero vergine o sughero maschio o sugherone, che rappresenta il 15% della produzione mondiale, ha una superfice ruvida, rigida e porosa ed è molto utilizzato in edilizia sia sfuso che agglomerato in pannelli.

Il sughero gentile, ottimo tappi ed accessori

Solo le estrazioni successive producono un sughero con una struttura liscia e regolare, compatta, elastica e perfettamente impermeabile. Il sughero gentile o sughero femmina è facilmente lavorabile e quindi più costoso. Il 60% di questo sughero viene utilizzato per la produzione dei tappi da bottiglia e il 10% per le calzature e gli accessori. Una volta staccato dalla pianta il sughero viene accatastato nei depositi dove viene separato in base alla qualità, il sughero femmina viene classificato e messo da parte per la lavorazione. Le parti di sughero gentile vengono messe ad asciugare da sei mesi a due anni, poi passano alla bollitura che elimina eventuali parassiti e rimuove il tannino e le sostanze idrosolubili contenute nella corteccia. Il sughero così pulito e appiattito viene raschiato: anche durante questa fase il materiale subisce un'ulteriore selezione dei pezzi con difetti. Il materiale scartato viene avviato alla macinazione in appositi mulini e diviso secondo le diverse granulometrie ottenute. Da questo granulato "biondo" (80-120 Kg/m3) si producono diversi tipi di pannelli che vengono cotti in autoclave e ridotti in lastre di diverso spessore.

Domande frequenti

  • Il sughero è davvero un materiale sostenibile e rispettoso dell'ambiente?
    Sì, il sughero è considerato un materiale ecologico per eccellenza perché la sua raccolta non richiede l'abbattimento della quercia da sughero (Quercus suber). Si preleva esclusivamente la corteccia esterna, che si rigenera naturalmente nel tempo. La pianta continua a vivere e a produrre nuova corteccia ogni 9-12 anni, dopo aver raggiunto la maturità sessuale intorno ai 15-20 anni. Questo processo permette di utilizzare la risorsa in modo ciclico e rinnovabile, mantenendo intatte le funzioni vitali dell'albero e contribuendo alla conservazione degli ecosistemi mediterranei.
  • Quali sono le principali proprietà tecniche del sughero che lo rendono utile in edilizia?
    Il sughero possiede proprietà termoisolanti, acustiche e ignifughe uniche. È un eccellente isolante termico grazie alla sua struttura cellulare piena d'aria, che riduce la conduzione del calore. Per l'isolamento acustico, la sua elasticità dissipa le onde sonore, assorbendo i rumori d'impatto. Inoltre, è naturalmente ignifugo: in caso di incendio, la superficie si carbonizza proteggendo l'interno del materiale e preservando le funzioni vitali della pianta. Non assorbe polvere, è anallergico e resistente a muffe, insetti e roditori, rendendolo ideale per pavimenti e rivestimenti interni.
  • Come si differenziano il 'sughero vergine' (maschio) e il 'sughero gentile' (femmina)?
    La differenza principale risiede nella provenienza e nella texture. Il 'sughero vergine' o 'maschio', noto anche come sugherone, proviene dalla prima decorticatura dell'albero (intorno ai 25 anni). Ha una superficie ruvida, irregolare e molto porosa, ed è prevalentemente usato in edilizia per pannelli isolanti o sfuso. Il 'sughero gentile' o 'femmina' deriva dalle raccolte successive, avvenute dopo almeno nove anni. È più compatto, elastico, liscio e impermeabile. Viene lavorato per produrre tappi per vini, pavimentazioni di alta qualità e accessori, richiedendo processi di bollitura e raschiatura più accurati.
  • In quali ambiti domestici e artigianali si può utilizzare il sughero oltre ai tappi?
    Grazie alla sua versatilità, il sughero trova applicazione in molti settori. In ambito domestivo edile, è usato per pavimenti, rivestimenti murali, isolamento bioclimatico e acustico, specialmente in locali come palestre, ristoranti o studi medici dove è richiesta resistenza all'usura e igiene. Nell'artigianato e nel design, si realizzano contenitori, vasi, sgabelli, utensili da cucina e persino tessuti innovativi (come in Portogallo). Storicamente era usato anche per zeppe di scarpe, galleggianti per reti da pesca e rivestimenti protettivi contro il freddo, sfruttandone l'ammortizzazione e l'isolamento naturale.
  • Quali sono i paesi leader nella produzione e coltivazione della quercia da sughero?
    L'habitat ideale per la Quercus suber è il bacino del Mediterraneo. I principali produttori mondiali includono Portogallo, Spagna, Italia (con forte presenza in Sardegna, Sicilia e Toscana), Francia (Corsica), Marocco e Algeria. Il Portogallo si distingue come il maggiore produttore ed esportatore globale, nonostante non sia interamente in area mediterranea climatica tradizionale. Questi paesi gestiscono le piantagioni con pratiche agricole sostenibili, garantendo la raccolta periodica della corteccia senza danneggiare gli alberi, che possono vivere fino a 170 anni.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche