Perchè si adotta l'illuminazione di emergenza
L'illuminazione di emergenza si compone di sistemi luminosi particolari che devono entrare in funzione in caso di black out, cioè quando tutte le altre luci si spengono perché manca la corrente. Ciò può essere causato da un guasto alla linea elettrica o da un sovraccarico della rete e può riguardare aree più o meno ampie. Di conseguenza appare necessario adottare sistemi che aiutino a proteggere l'incolumità delle persone che si trovano nella zona colpita dal guasto. Serviranno a segnalare le vie di fuga sicure attraverso cui lasciare i luoghi pubblici e di lavoro oltre a garantire la continuazione delle attività fondamentali come quelle degli ospedali. I sistemi utilizzati per realizzare l'illuminazione di emergenza sono tanti e diversi tra loro: in ogni caso devono garantire almeno una luminosità doppia di quella lunare durante una notte serena. Fondamentale è il fatto che permetta gli spostamenti verso i luoghi sicuri dando indicazioni sulle vie di fuga da seguire.
Le caratteristiche dell'illuminazione di emergenza in casa
Anche se vengono installate soprattutto nei luoghi pubblici, di spettacolo e di lavoro, le lampade di emergenza si trovano anche nelle case. Spesso si adottano i modelli incassati nelle pareti che però devono essere disposti con criterio così da garantire un'illuminazione di emergenza a norma e un buon risultato estetico. In genere si tratta di dispositivi luminosi chiusi che racchiudono una o più lampadine fluorescenti, tuttavia vi sono anche sistemi alternativi che consentono di illuminare l'ambiente per un paio d'ore anche se l'energia elettrica va via. Sono più efficienti, più facili da pulire e da sostituire e meno invasivi per quanto riguarda l'inserimento negli ambienti domestici. Ad esempio si possono adottare lampadine a led tecnologicamente avanzate che garantiscono anche quattro ore di luce in caso di black out. Altre soluzioni sono quelle della ditta Beghelli: si tratta di lampade di emergenza in grado di autoripararsi.
Come montare una lampada di emergenza
Per montare una lampada di emergenza in casa senza doversi rivolgere a un elettricista servono pochi attrezzi e un po' di manualità: si tratta di un lavoro per il quale bastano circa 30 minuti. Dopo aver acquistato il modello più adatto sia per le proprie esigenze che per i propri gusti si deve capire quale sia il posto migliore per posizionarla: è fondamentale prendere bene le misure della lampada così da essere sicuri che il dispositivo per l'illuminazione di emergenza non ingombri. Quindi si devono riportare le misure sulla parete con un pennarello, segnalando anche i punti dove fare i buchi di fissaggio con il trapano. Per il posizionamento e il montaggio è bene farsi aiutare da un'altra persona. Una volta effettuati i fori si prende la lampada e la si fissa alla parete: è necessario mettere due stop e fermare il tutto con delle viti. A questo punto si collega la lampada alla più vicina presa di corrente, magari usando una prolunga.
I requisiti che deve seguire l'illuminazione di emergenza
L'illuminazione di emergenza deve seguire alcuni requisiti indicati dalla norma europea UNI EN 1838: oltre al grado minimo di luminosità che deve garantire, deve segnalare e rendere identificabili facilmente le vie di fuga così che le persone possano seguirle agevolmente fino a raggiungere un luogo sicuro. Per questo le lampade vanno posizionate in maniera tale da essere ben visibili ad almeno 2 metri di altezza dal pavimento. Non devono abbagliare le persone. I segnali che indicano le vie di fuga sono uniformi e con pittogrammi illuminati o retroilluminati: il loro scopo è indicare la direzione da prendere per raggiungere nella maniera più rapida e sicura la più vicina uscita di emergenza. Devono trovarsi sulle scale, a ogni incrocio dei corridoi, su ogni porta e a ogni cambio di direzione. La manutenzione deve essere annua e deve avere un fattore di 0,8.
Domande frequenti
-
Qual è la differenza principale tra l'illuminazione di emergenza domestica e quella obbligatoria per i luoghi pubblici?L'illuminazione di emergenza nei luoghi pubblici e di lavoro è regolamentata da norme severe (come la UNI EN 1838) che impongono specifici livelli di luminosità, durata minima e segnaletica chiara delle vie di fuga per garantire la sicurezza collettiva. Nella casa privata, invece, l'installazione non è generalmente obbligatoria per legge, ma è consigliata per la sicurezza personale. Le soluzioni domestiche sono spesso più discrete, esteticamente curate e focalizzate sull'autonomia energetica (es. LED con batteria integrata) piuttosto che sulla segnaletica di evacuazione complessa richiesta negli edifici commerciali.
-
Quanto tempo dura l'illuminazione di emergenza in caso di blackout?La durata dipende dal tipo di tecnologia utilizzata. I vecchi sistemi a fluorescenza garantivano solitamente circa due ore di autonomia. Le moderne lampade a LED, invece, offrono prestazioni superiori, arrivando spesso a quattro ore di luce continua dopo un'interruzione di corrente. Questa maggiore efficienza energetica permette di mantenere l'illuminazione attiva per un periodo sufficiente a permettere agli occupanti di muoversi con sicurezza o di attendere il ripristino della rete elettrica senza rischi di inciampo o panico nel buio totale.
-
Come si posiziona correttamente una lampada di emergenza in casa?Il posizionamento è cruciale per l'efficacia. Le lampade devono essere collocate in modo da illuminare chiaramente i percorsi di fuga, come corridoi, scale e uscite. Sebbene nelle normative pubbliche si richieda una visibilità ottimale a circa 2 metri da terra, in ambito domestico bisogna bilanciare sicurezza ed estetica. È fondamentale evitare posizioni che creino abbagliamenti diretti agli occhi. Inoltre, prima del montaggio, è essenziale misurare attentamente l'ingombro del dispositivo per assicurarsi che non ostacoli il passaggio o risulti troppo invasivo rispetto all'arredamento esistente.
-
È possibile installare da soli una lampada di emergenza o serve un elettricista?Per molte soluzioni domestiche moderne, l'installazione è fattibile da un bravo hobbista con qualche ora di tempo. Spesso basta fissare il corpo illuminante alla parete con viti e tasselli e collegarlo a una presa di corrente esistente, eventualmente utilizzando una prolunga se necessaria. Tuttavia, se l'obiettivo è integrare il sistema nell'impianto elettrico fisso (collegamento diretto ai cavi di alimentazione), è obbligatorio rivolgersi a un elettricista qualificato per rispettare le norme di sicurezza e garantire la continuità del circuito di emergenza. Il semplice collegamento a presa richiede solo cautela nel fissaggio meccanico.









