Un esempio di veduta diretta

Illuminazione della casa

Luci e vedute

Per luci e vedute riferito ad una abitazione si intendono aperture, balconi e terrazze. Il codice civile disciplina le norme che regolano tale materia.

di Redazione

20 marzo 2017

Luci e vedute, i tipi di luci

Per luci in materia edilizia si intendono delle aperture nelle opere murarie che consentano il passaggio della luce e dell'aria. Da un canto ottemperano il diritto dell'uno di avere appunto aria e luce nella sua proprietà, ma ciò non deve ledere il diritto dell'eventuale vicino alla propria privacy. Affinché i diritti di entrambi vengano rispettati, un disciplinare preciso regolamenta le distanze che sono previste dal codice civile. Innanzitutto le luci devono consentire il passaggio di aria e luce, ma non devono essere strutturate in modo che consentano l'affaccio. I requisiti delle luci sono di 3 tipi: l'altezza, l'inferriata, la grata. Le luci devono rispettare la distanza di 2,5 mt dalla proprietà del vicino, e devono avere una base inferiore di 2,5 mt dal pavimento o suolo a cui devono fornire luce, se sono situate ai piani superiori non devono superare i 2 mt di base inferiore. Le luci devono essere munite di inferriata, per garantire la sicurezza e devono essere fisse per impedire il passaggio da una proprietà all'altra. Infine parliamo della grata la cui funzione è di impedire che possano essere gettati oggetti da una proprietà all'altra.

Luci e vedute, i tipi di vedute

In merito alle norme del codice civile che regolamentano la materia di luci e vedute vediamo cosa si intende per veduta. La veduta, o finestra, è una luce che permette l'affaccio delle persone dall'interno di un'abitazione verso proprietà limitrofe. Essenzialmente le vedute si distinguono in 3 tipologie, vediamo quali sono. Abbiamo una veduta diretta quando l'affaccio è parallelo al confine della proprietà altrui, veduta obliqua quando le linee prospettiche di affaccio costituiscono un angolo retto o ottuso, veduta laterale se le linee formano una retta. Tutte le aperture prive di questi requisiti vengono considerate luci e come tali rispondono alla normativa che le riguarda. I lastrici solari e le terrazze sono considerati vedute solo se provvisti di parapetti o ringhiere a protezione dell'incolumità delle persone e devono consentire l'affaccio in sicurezza, per essere considerate a norma devono anche essere provviste di un accesso agevole.

Le distanze da rispettare

Vediamo più dettagliatamente quali sono le distanze da rispettare quando vogliamo aprire luci e vedute sul nostro immobile. Per poter aprire una veduta diretta sulla proprietà adiacente è obbligatorio che si rispetti una distanza minima di un metro e mezzo dal confine, non c'è differenza che si tratti di una porta finestra, una finestra, balcone, loggiato o lastrico solare. Non è necessario rispettare la distanza di un metro e mezzo se tra le 2 proprietà passa una strada pubblica o anche privata purché sia soggetta a servitù pubblica di passaggio. Per quanto riguarda le vedute oblique e laterali è sufficiente che si rispetti la distanza di 75 cm che deve partire dal lato della veduta all'inizio della proprietà attigua. Persiste l'obbligo di rispettare le distanze anche se le vedute affacciano in un cortile comune. Quando le distanze minime non vengono rispettate la parte che subisce l'abuso può rivolgersi al giudice per ottenere il rispetto delle distanze, ed anche la richiesta di essere risarcito degli eventuali danni subiti.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tecnica tra 'luce' e 'veduta' nel Codice Civile?
    La distinzione fondamentale risiede nella possibilità di affacciarsi. Una 'luce' è un'apertura muraria destinata esclusivamente al passaggio di aria e luce, senza permettere all'occupante di guardare direttamente fuori o affacciarsi; deve quindi essere dotata di inferriata fissa e grata anticalpestio. Al contrario, la 'veduta' (come una finestra standard o un balcone) consente l'affaccio diretto verso la proprietà del vicino. Questa differenza determina regole diverse: le luci hanno requisiti strutturali specifici per impedire la visuale diretta, mentre le vedute sono regolate principalmente dalle distanze dal confine per tutelare la privacy.
  • A quale distanza dal confine devo costruire una finestra che dà sul vicino?
    Le distanze dipendono dal tipo di affaccio. Per le vedute dirette, ovvero quelle parallele al confine del vicino, è obbligatorio rispettare una distanza minima di 1,5 metri dal limite di proprietà. Questo vale per finestre, porte-finestre, balconi e terrazzi. Se invece si tratta di vedute oblique (angolo retto o ottuso) o laterali, la distanza minima richiesta scende a 75 centimetri, misurati dal lato dell'aperture verso la proprietà confinante. Rispettare queste misure è essenziale per evitare contestazioni legali per turbativa di possesso o violazione della privacy.
  • Posso installare una finestra a meno di 1,5 metri dal confine se c'è una strada?
    Sì, esiste un'eccezione importante alla regola dei 1,5 metri. La distanza minima non è necessaria se tra la tua proprietà e quella del vicino intercorre una strada, sia essa pubblica o privata. Tuttavia, affinché questa eccezione valga, la strada deve essere soggetta a una servitù pubblica di passaggio. In assenza di tale servitù, o se la strada è semplicemente un vialetto privato senza vincoli pubblici, dovrai comunque rispettare la distanza legale di 1,5 metri per qualsiasi apertura che permetta l'affaccio diretto.
  • Come devono essere realizzate le 'luci' per essere conformi alla legge?
    Le luci, intese come aperture che non permettono l'affaccio, devono rispettare precisi requisiti strutturali per garantire che trasmettano solo luce e aria. Devono trovarsi a una distanza di almeno 2,5 metri dal confine del vicino. Inoltre, la base inferiore dell'apertura deve essere alta almeno 2,5 metri dal pavimento interno (se ai piani superiori, la base non deve superare i 2 metri). Sono inoltre obbligatorie l'installazione di inferriate fisse per la sicurezza e grate per impedire il lancio di oggetti. Queste caratteristiche servono a certificare che l'apertura non sia utilizzabile per spiare o accedere alla proprietà altrui.
  • Cosa posso fare se il vicino ha aperto una finestra violando le distanze?
    Se il tuo vicino ha realizzato aperture (luci o vedute) senza rispettare le distanze legali stabilite dal Codice Civile, hai il diritto di agire legalmente. Puoi rivolgerti al giudice competente per ottenere due cose principali: innanzitutto, la cessazione dell'abuso, che spesso comporta l'abbattimento dell'opera irregolare o la sua trasformazione in 'luce' (chiudendola per renderla non affacciante); secondariamente, puoi richiedere il risarcimento dei danni subiti, come la perdita di privacy o la diminuzione del valore del tuo immobile. È consigliabile farsi assistere da un avvocato specializzato in diritto immobiliare per presentare il ricorso appropriato.

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