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L'isolamento acustico pareti

Aggiornato il 26 aprile 20174 capitoli4 domande frequenti
Materiale per l'isolamento acustico

Cos'è l'isolamento acustico pareti

Generalmente quando si va a parlare di isolamento acustico pareti non si fa altro che citare tutta una serie di tecniche di costruzione utilizzanti determinati materiali per poter ridurre al minimo la propagazione delle onde sonore tra due o più ambienti di un immobile o dall’esterno. Quindi una persona desiderosa di intervenire in tale maniera si assicura di utilizzare dei materiali fonoassorbenti in modo tale che tutte, o buona parte delle onde sonore venga eliminata così da avere un luogo più silenzioso. Per l’effettuazione di questa tipologia d’intervento è necessario seguire precisamente tutte le normative previste dalla legge, che regolano ogni fase dell’insonorizzazione degli ambienti, il livello di rumore percepito (misurato in decibel) una volta ultimati i lavori e i materiali da usare.

Normativa isolamento acustico pareti

Isolamento acustico pareti risulta essere obbligatorio quando si tratta di modificare strutture come aeroporti, autostrade, impianti sportivi o uffici e industrie che abbiano macchinari molto rumorosi. Per questo motivo lo Stato Italiano prevede alcune normative riguardanti questa tipologia di lavoro. Con la Legge quadro sull’inquinamento acustico (numero 447), emanata il 26 ottobre del 1995 e messa in attuazione dopo il 5 dicembre 1997, non si fa altro che fissare tutti i parametri per la riduzione dei rumori all’interno dei edifici. Da notare che viene messa particolare enfasi per gli immobili residenziali.Secondo le normative oltre i 14 decibel si supera la soglia del dolore per l’orecchio che percepisce un rumore così forte, quindi è necessario attuare una serie di interventi che mirino alla diminuzione dei rumori da calpestio per valori superiori a 63 decibel. da pareti perimetrali fino ad una diminuzione superiore ai 40 decibel (in caso si parli di pareti interne allora la diminuzione del rumore dovrà essere di 50 decibel).

Materiali isolanti

Per poter procedere all’isolamento acustico pareti è necessario utilizzare una serie di materiali isolanti in modo tale che si blocchi totalmente la propagazione del suono. In commercio esistono due tipologie di materiale in questione: i fonoassorbenti e i fonoisolanti. Per quanto riguarda i fonoassorbenti si può dire che siano materiali molto porosi, che hanno la capacità di assorbire le onde sonore in modo da produrre calore alla fine di questo processo, mentre i fonoisolanti non risultano essere porosi e quindi non fanno altro che respingere o riflettere il suono nell’ambiente in cui si trova la fonte. Tra i materiali fonoisolanti è possibile trovare il piombo e la plastica naturale, mentre tra i materiali fonoassorbenti si può reperire il truciolato, polistirolo, sughero, lana di vetro o di roccia.

Metodologie

A seconda del tipo di isolamento si vuole applicare si seguirà una determinata metodologia di intervento; per quanto concerne isolamento acustico pareti esterne si può procedere con la creazione di una sorta di cappotto che va a rivestire in maniera completa l’immobile da insonorizzare. Tale cappotto, se così lo si vuol chiamare, può essere fatto anche per le pareti interne. Per la realizzazione si procede con il fissaggio di pannelli delle tipologie precedentemente citate con tasselli o materiali di altra natura. Vi è da considerare che la creazione di tale rivestimento all’interno dell’abitazione permette di ottenere un notevole risparmio economico ma allo stesso tempo riduce la superficie calpestabile dell’immobile. Invece per poter ridurre sensibilmente la propagazione dei rumori all’interno di un immobile è possibile usare delle intercapedini in cartongesso che al loro interno abbiano uno strato più o meno spesso di materiale isolante a livello acustico, come la lana di vetro. Infine è da citare che per ottenere un risultato migliore e quindi una insonorizzazione più alta è possibile aumentare lo spessore della parete in cartongesso.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra materiali fonoassorbenti e fonoisolanti?
    La distinzione fondamentale risiede nel comportamento delle onde sonore. I materiali fonoassorbenti sono porosi (come lana di vetro, lana di roccia, sughero o polistirolo) e catturano l'energia sonora convertendola in calore, riducendo il riverbero all'interno dello stesso ambiente. Al contrario, i materiali fonoisolanti, come il piombo o specifiche plastiche naturali, non sono porosi e agiscono bloccando fisicamente il passaggio del suono da un ambiente all'altro, riflettendolo verso la sorgente. Per un isolamento efficace delle pareti, specialmente contro i rumori esterni o dai vicini, è spesso necessaria una combinazione sinergica di entrambe le tecnologie.
  • Quali sono i limiti di decibel previsti dalla normativa italiana per il silenzio?
    Secondo la Legge Quadro n. 447/1995 e i successivi decreti attuativi, la soglia di fastidio o pericolo varia in base al contesto. Generalmente, sopra i 14 decibel si inizia a percepire un livello di disturbo significativo, mentre i livelli estremi possono superare i 14 dB in termini di soglie di tollerabilità ambientale. Per gli interventi specifici, la normativa richiede una riduzione del rumore da calpestio a valori inferiori a 63 decibel e un abbattimento del rumore aereo dalle pareti perimetrali di almeno 40 decibel. Nelle pareti divisorie interne, l'esigenza è ancora più stringente, richiedendo una diminuzione del rumore superiore a 50 decibel per garantire la privacy acustica tra le stanze.
  • Come funziona il sistema del "cappotto" acustico sulle pareti interne?
    Il cappotto acustico interno consiste nel rivestire completamente la parete esistente con pannelli isolanti fissati mediante tasselli o malle apposite. Questa tecnica è particolarmente efficace per le pareti esterne esposte al traffico o per quelle comuni con i vicini. Il vantaggio principale è l'elevata efficacia nell'intercettare le onde sonore. Tuttavia, presenta uno svantaggio fisico rilevante: l'installazione riduce la superficie calpestabile dell'ambiente, poiché il rivestimento sposta l'intonaco finale verso l'interno della stanza. È una soluzione strutturale che richiede spazio, ma offre risultati sonori superiori rispetto a semplici coperture superficiali.
  • In che modo il cartongesso contribuisce all'isolamento acustico?
    Il cartongesso non è di per sé un eccellente isolante acustico, ma diventa tale quando utilizzato per creare intercapedini. Inserendo all'interno della struttura metallica del controsoffitto o del contro muro uno strato di materiale fonoassorbente, come la lana di vetro o di roccia, si ottiene un effetto barriera molto efficace. La massa del cartongesso aiuta a bloccare il suono, mentre il materiale interno assorbe le vibrazioni residue. Per massimizzare l'efficacia, è consigliabile aumentare lo spessore della parete in cartongesso e, se possibile, utilizzare lastre fonoassorbenti specifiche o doppi strati disallineati per evitare ponti acustici e migliorare ulteriormente l'isolamento.

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