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Piante · Orto sul balcone

Coltivazione fagiolini

Aggiornato il 11 ottobre 20163 capitoli5 domande frequenti
Pianta nana di fagiolini

Coltivazione fagiolini

La coltivazione di fagiolini, come di tutte le leguminose, si considera una coltura di rinnovo per la capacità di modifica radicale del terreno con l'arricchimento notevole di azoto. Può precedere moltissimi ortaggi ma si sconsiglia la sua successione a piselli e cetrioli perché si possono propagare forme di marciume. Si semina tra la fine dell'inverno e la primavera inoltrata interrando i semi, tenuti in acqua nel corso di una notte per intenerirli, ad una profondità di 3-5 cm, distanziandoli di 10 cm e tenendo tra le file una distanza di 50 cm, per la varietà di fagiolini nani. Le distanze di semina aumentano a 20 cm sulle file e a 80 cm tra di esse per le varietà rampicanti. Oltre ai vari tipi di sostegno per le varietà rampicanti, le cure colturali prevedono l'eliminazione delle infestanti, zappature e moderata innaffiatura senza ristagni.

Malattie e parassiti delle piante di fagiolini

Tra i parassiti, animali che contrastano la coltivazione dei fagiolini, si ricordano il torchio, le cimici, il tripide, l'altica e le nottue. Tra le crittogame è opportuno rivolgere una particolare attenzione all'antracnosi e al mosaico: l'antracnosi che si manifesta con macchie nere sulle foglie, gli steli ed i baccelli, ha probabilità di maggior sviluppo quando il tempo è più umido, mentre il mosaico tende a materializzarsi sulle foglie a causa dell'azione di sbiancamento e ingiallimento dovute all'attacco di un virus. Per l'aracnosi ed il mosaico non ci sono trattamenti se non la prevenzione, ma per fortuna la maggior parte delle varietà è molto resistente. Se le piante venissero contaminate non si devono mangiare i fagiolini, inoltre occorre bruciarle e non ripiantarle nell'aiuola per 3 anni.

Coltivare fagiolini sul balcone

La coltivazione dei fagiolini rampicanti può avere successo anche sul balcone, con contenitori d'argilla che permettono la respirazione del terriccio in cui sono interrati i semi. I vasi, di 40 cm di diametro o di lato, devono essere riempiti con terriccio leggero e soffice, per facilitare il rapido sviluppo delle radici. Si consiglia di interrare gruppi di 3-5 semi a 3 cm di profondità e alla distanza di 15 cm tra i gruppi. Dopo la semina posizionare i vasi in una zona soleggiata e quando le pianticelle sono cresciute di qualche centimetro, mantenere solo la più vigorosa. Inserire una canna per ogni pianta per facilitare la salita delle pianticelle. Provvedere alla pacciamatura della superficie di ogni vaso e all'innaffiatura regolare, per mantenere il substrato sempre umido ma ben drenato.

Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per seminare i fagiolini e come preparare i semi?
    La semina dei fagiolini avviene generalmente dalla fine dell'inverno fino alla primavera inoltrata. Prima di interrare i semi, è fondamentale tenerli in ammollo in acqua per tutta la notte: questa operazione li ammorbidisce, accelerando la germinazione. Una volta pronti, interra i semi a una profondità di 3-5 cm. Per le varietà nane, mantieni una distanza di 10 cm tra i semi e 50 cm tra le file; per quelle rampicanti, aumenta le distanze a 20 cm sulle file e 80 cm tra le file per garantire spazio sufficiente allo sviluppo vegetativo.
  • Posso coltivare fagiolini rampicanti sul balcone? Quali contenitori usare?
    Sì, i fagiolini rampicanti si adattano perfettamente alla coltivazione in vaso sul balcone. Scegli contenitori di argilla, preferibilmente con un diametro o lato di almeno 40 cm, poiché la terracotta favorisce la traspirazione del terriccio. Riempi il vaso con un substrato leggero e soffice per agevolare lo sviluppo radicale. Interrare gruppi di 3-5 semi a 3 cm di profondità, distanziati di 15 cm. Posiziona il vaso in pieno sole e, dopo la nascita, tieni solo la piantina più vigorosa per gruppo, inserendo una canna di supporto per farla arrampicare.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti che colpiscono i fagiolini?
    I fagiolini possono subire attacchi da parassiti animali come il torchio, le cimici, i tripidi, le altiche e le nottue. Tra le malattie fungine e virali, le più pericolose sono l'antracnosi e il mosaico. L'antracnosi provoca macchie nere su foglie, steli e baccelli, proliferando in condizioni di elevata umidità. Il mosaico, causato da un virus, sbianca e ingiallisce le foglie. Entrambe le patologie richiedono una forte prevenzione: non esistono cure efficaci una volta contratta l'infezione, quindi la resistenza varietale è la prima linea di difesa.
  • Cosa devo fare se i miei fagiolini vengono attaccati dal mosaico o dall'antracnosi?
    In caso di infezione da mosaico o antracnosi, è tassativo non consumare i baccelli prodotti dalle piante malate. Le piante infette vanno immediatamente bruciate per eliminare completamente il patogeno. Non riutilizzare mai quel terreno per piantare fagiolini o altre leguminose (come piselli) per almeno tre anni, per evitare il persistere delle spore o dei virus nel suolo. Questa quarantena del terreno è essenziale per prevenire recidive nella stagione successiva, dato che questi agenti patogeni possono sopravvivere nei residui vegetali e nel suolo per lunghi periodi.
  • Come gestire irrigazione e concimazione durante la coltivazione?
    L'irrigazione deve essere moderata ma costante, assicurandosi che il terreno rimanga umido senza creare ristagni idrici, specialmente per le varietà in vaso dove il drenaggio è cruciale. Evita bagnature eccessive che favoriscono l'antracnosi. Per quanto riguarda la concimazione, i fagiolini sono leguminose capaci di fissare l'azoto atmosferico grazie ai batteri simbionti nelle radici, arricchendo così il suolo. Di conseguenza, non necessitano di grandi apporti di azoto; una buona preparazione del terreno con materia organica decomposta all'inizio della coltivazione è solitamente sufficiente per tutto il ciclo vitale della pianta.

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