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Piante carnivore

Aggiornato il 14 settembre 20166 capitoli5 domande frequenti
Esempio di pianta carnivora

Che cosa sono le piante carnivore

Nel mondo verde non mancano piante, alcune dall'aspetto più che innocente, che preferiscono cibarsi di animali piuttosto che trarre nutrimento dal terreno. Le piante carnivore intrappolano in vario modo protozoi e piccoli animali (in particolare ragni, artropodi e insetti) da cui traggono le sostanze nutritive fondamentali per la loro crescita. Per questo motivo vengono dette anche piante insettivore. Le loro modalità di alimentazione sono il risultato del fatto che queste specie vivono in torbiere, paludi e ambienti poveri di nutrienti o dalla forte acidità: in questo modo gli esemplari integrano l'azoto con le proteine animali. Le piante carnivore furono descritte per la prima volta nel 1875 da Charles Darwin. Ve ne sono 600 specie circa, suddivise in 5 famiglie e 12 generi: sono diffuse in tutto il mondo nelle varie fasce climatiche. Vi sono anche 300 specie di piante protocarnivore, che hanno alcune caratteristiche di quelle carnivore.

Piante carnivore: la Dionea

La piccola Dionea è una piccola pianta carnivora alta quasi 15 cm,che distende le sue foglie rotonde, leggermente concave, munite sui bordi di lunghi peli rossi e coperte da una sostanza che sembra rugiada. Arriva una mosca e si getta avidamente su questa secrezione che sembra appetitosa. È proprio vero che ne uccide più la gola che la spada: invece che appetitosa, la sostanza è una specie di colla nella quale la malcapitata mosca resta invischiata, mentre i peli e la foglia si muovono e si incurvano per avvolgerla. Uno o due giorni dopo la foglia si distenderà nuovamente, ma dell'insetto, digerito delle sue potenti ghiandole, non sarà restata traccia. La Dionea è una specie abbastanza diffusa nell'America Settentrionale: infatti non necessita di alte temperature. Al tempo stesso queste piante carnivore vengono adottate spesso come piante da appartamento perché molto decorative.

La Drosera

In Spagna, in Portogallo e in Marocco sono diffuse le piante carnivore appartenenti al genere Drosera. Sono comprese in questa categoria 100 specie, che si caratterizzano per essere dotate di trappole adesive attive. In particolar modo hanno all'estremità di lunghi tentacoli delle ghiandole che attirano gli insetti; non appena avvertono la presenza di un insetto, i tentacoli si muovono rapidamente e lo avvolgono, catturandolo. In Italia sono presenti tre specie di Drosera, la D. intermedia, la D. rotundifolia e la D. anglica, che sono molto diffuse nelle Alpi e nell'arco prealpino. In Australia, invece, sono presenti numerose varietà, tra cui il sottogruppo delle Drosere pigmee. Queste piante carnivore necessitano per l'apporto di azoto dagli insetti e non hanno gli enzimi per assorbire questa sostanza dal terreno. La Drosera è tenuta in casa con il preciso scopo di eliminare mosche, zanzare e moscerini. Il suo sistema di caccia, infatti, è semplice ed efficace.

Le piante carnivore del gruppo Nepente

La Nepente, diffusa in Africa e in Asia, preferisce annegare le sue vittime prima di digerirle. Le sue foglie terminano con una specie di fornello di pipa profondo 4 o 5 cm e sempre pieno di un liquido zuccherino dall'odore gradevole. La mosca vi cade dentro e annega, quindi viene assimilata dalla pianta. Le piante carnivore Nepente sono rampicanti caratterizzati da viticci fogliari e il termine delle foglie è dotato di un coperchio che può eventualmente chiudere il contenitore. Le foglie adulte hanno una base sottile picciolata oppure sessile, un picciolo e una lamina: quest'ultimo elemento è quello dotato di coperchio. Queste piante carnivore sono molto diffuse nelle zone tropicali: sono state descritte per la prima volta dal governatore del Madagascar, Étienne de Flacourt, a metà Seicento. Questi diede alla pianta il nome di Amramitico. Successivamente, nel 1689, J. P. Breyne diede alla specie il suo nome attuale.

Prerogative piante carnivore

Le piante carnivore sono specie erbacee, che ricavano le sostanze nutritive dalle proteine animali. Le modalità con cui gli insetti vengono intrappolati sono più o meno efficienti e sono messe in atto da foglie modificate. Francis Ernest Lloyd fu il primo a usare, nel 1942, il termine piante carnivore, mentre prima si usava la parola piante insettivore. Si caratterizzano per poter sopravvivere in ambienti estremi, con un livello di sostanze nutritive davvero basso. Hanno radici piccole in base alle misure effettive degli esemplari: infatti la massa radicale non assorbe molti nutrienti. Questo compito è affidato soprattutto alle foglie. Le piante carnivore sono perenni, ma vi sono anche specie annuali; alcune diventano delle vere e proprie colonie. Si tratta di specie che non riescono a competere in maniera efficace con le altre piante: di conseguenza, se l'habitat subisce mutamenti, vengono rimpiazzate.

Come catturano gli insetti

Le piante carnivore possono adottare cinque tipi diversi di trappole per catturare gli insetti e gli altri organismi. Le trappole ad ascidio si distinguono per avere una foglia a forma di caraffa, al cui interno vi sono batteri oppure enzimi digestivi. Le trappole a tagliola (dette anche a scatto) permettono di intrappolare le prede all'interno delle foglie una volta che ne viene rilevata la presenza grazie a parti sensibili. Quelle adesive, invece, catturano le prede grazie alla secrezione di mucillagine collosa delle foglie. Alcune piante carnivore adottano trappole ad aspirazione e risucchiano la preda attraverso l'utricolo grazie a un vuoto di pressione. Infine, con le trappole a nassa, le piante carnivore hanno peli che forzano la preda a entrare nell'organo digestivo. Bisogna tenere a mente che le trappole si classificano in passive oppure attive, a seconda che la pianta partecipi o meno alla cattura. Ad esempio, le trappole adesive sono attive.

Domande frequenti

  • È vero che le piante carnivore mangiano qualsiasi insetto trovino?
    No, le piante carnivore non sono onnivore né predatrici aggressive verso grandi animali. Si nutrono principalmente di insetti piccoli come mosche, zanzare, formiche e ragni, che riescono a intrappolare con le loro specifiche trappole. Non è necessario né consigliato fornire loro carne o pezzi di cibo di origine animale, poiché le loro ghiandole digestive sono specializzate per decomporre piccoli artropodi vivi. Fornire cibo solido potrebbe causare marciume nelle foglie e danneggiare la pianta. L'unica eccezione riguarda alcune specie di Nepente molto grandi, ma anche in quel caso la natura fornisce già la preada adatta.
  • Come devo annaffiare le piante carnivore per non ucciderle?
    L'acqua è il fattore critico: le piante carnivore richiedono esclusivamente acqua piovana, demineralizzata o osmotica. Mai usare acqua del rubinetto, ricca di sali minerali e cloro che intossicano le radici e alterano il pH del substrato. Devono essere mantenute costantemente umide, idealemente tenendo il vaso in un sottovaso con acqua per circa 1-2 centimetri di profondità durante la stagione vegetativa. In inverno, molte specie entrano in dormienza e richiedono meno acqua, ma il substrato non deve mai asciugarsi completamente. Una regola d'oro: se l'acqua evapora, la pianta muore per disidratazione.
  • Quale tipo di terriccio è adatto per le piante carnivore?
    Il terreno comune da giardino è letale per le piante carnivore perché troppo ricco di nutrienti e drenante. Queste piante provengono da ambienti poveri di azoto e soffocano se le radici assorbono troppi fertilizzanti. Il substrato ideale è acido, povero di nutrienti e ben drenante, composto tipicamente da torba bionda mista a perlite o sabbia silicea in proporzioni variabili (es. 70% torba e 30% perlite). Alcuni coltivatori usano anche fibra di cocco lavata. Evita assolutamente concimazioni tradizionali: le piante assumono i nutrienti necessari catturando gli insetti, non dal suolo.
  • Posso tenere le piante carnivore in casa come decorazione?
    Sì, molte specie sono adatte all'interno, ma richiedono condizioni specifiche. La Dionea (Venere Acchiappa Mosche) e la Drosera tollerano bene la luce interna purché molto intensa, meglio se vicino a finestre esposte a sud. Tuttavia, la vera sfida è l'umidità: le piante carnivore amano l'aria umida. In case con riscaldamento acceso, l'ambiente diventa troppo secco. Puoi aumentare l'umidità locale posizionando il vaso sopra un sottovassoio con ghiaia e acqua, senza far toccare l'acqua al fondo del vaso. Assicurati anche una buona ventilazione per prevenire muffe e funghi.
  • Quanto durano le foglie delle piante carnivore dopo aver catturato un insetto?
    Una foglia che ha catturato e digerito un insetto rimane funzionale per qualche settimana, finché non esaurisce le sue risorse energetiche. Dopo la digestione, che può richiedere alcuni giorni, la foglia si riapre lentamente. Tuttavia, ogni foglia ha una vita limitata: quando smette di produrre nuove trappole o ingiallisce, va rimossa con delicatezza per evitare infezioni. Non forzare l'apertura di una trappola chiusa manualmente, poiché questo spreca energia alla pianta. Le nuove foglie cresceranno naturalmente dal centro della pianta, sostituendo quelle vecchie man mano che invecchiano.

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