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Contabilizzazione calore

Aggiornato il 01 febbraio 20164 capitoli5 domande frequenti
Sistema di contabilizzazione del calore

Perché effettuare la contabilizzazione del calore in tempi rapidi

La contabilizzazione del calore nei condomini è un'operazione fondamentale per uniformare gli impianti centralizzati di riscaldamento alle disposizioni previste dalla normativa europea per l'efficienza energetica degli edifici e il risparmio nei consumi (2012/27/UE). Il termine indicato nella legge italiana che ha recepito quella comunitaria è fissato al 31 dicembre 2016, tuttavia il tempo a disposizione degli amministratori condominiali è poco perché i lavori vanno eseguiti a caldaie spente. Infatti si deve svuotare tutto l'impianto di riscaldamento dell'acqua e smontare i termosifoni. Di conseguenza la procedura può essere effettuata solo in estate e in tarda primavera. E dal primo gennaio 2017 il decreto legislativo 102/2014 prevede multe dai 500 ai 2500 euro per i condomini dove vi siano appartamenti in cui non sia stata approntata la contabilizzazione del calore. Alcune Regioni, poi, hanno stabilito termini ancora più stringenti come la Lombardia in cui la data di scadenza per adeguarsi era agosto 2014.

Che cosa prevede la contabilizzazione del calore

La contabilizzazione individuale del calore è una procedura che riguarda tutti gli edifici con più appartamenti il cui riscaldamento è alimentato dalla stessa centrale termica, che sono cioè serviti da un sistema centralizzato. L'esempio più classico è quello del condominio. L'obiettivo è quello di aumentare i risparmi energetici facendo pagare a ogni appartamento la quantità di energia effettivamente consumata per riscaldare o climatizzare l'unità immobiliare. Infatti il sistema di riscaldamento centralizzato prevede la ripartizione delle spese in base alla metratura dell'appartamento, mentre la contabilizzazione del calore consentirà di pagare solo per ciò che effettivamente si è deciso volontariamente di consumare. Di conseguenza, i risparmi energetici saranno più o meno consistenti a seconda della situazione individuale. Si ricorda infine che per avere risparmi più consistenti si deve associare alla contabilizzazione del calore un buon isolamento termico.

La contabilizzazione individuale del calore e la contabilizzazione indiretta

La contabilizzazione del calore riguarda sia i condomini che i singoli appartamenti. Nel primo caso gli amministratori devono far installare dispositivi per la contabilizzazione del calore e collegarli a centraline di rilevamento per registrare i consumi dell'edificio e farne una stima in euro. Nel secondo caso, si monitoreranno i consumi di ogni singola abitazione. I dispositivi sono chiamati contabilizzatori di calore e si installano su ogni termosifone per regolare autonomamente la temperatura, controllare e misurare il calore. Alla contabilizzazione del calore va infatti accoppiata la termoregolazione. Resta da tenere a mente però che la quasi totalità degli edifici dovrà ripiegare sulla contabilizzazione del calore indiretta perché costruiti prima degli anni Ottanta: di conseguenza non rispondono affatto agli attuali criteri di risparmio energetico. La maggior parte, infatti, alimenta i termosifoni con le classiche caldaie a gasolio centralizzate.

Come fare la contabilizzazione del calore indiretta

La contabilizzazione indiretta del calore è l'unica possibile negli edifici in cui l'impianto di riscaldamento si basa sulla diffusione tramite colonne montanti. Anche se sono sistemi molto datati e che non rispondono agli standard per l'efficienza energetica sono ancora molto diffusi in Italia. In questo caso si installa su ogni termosifone un ripartitore di calore dotato di due sensori che misurano rispettivamente la temperatura dell'area della stanza e quella della superficie del calorifero stesso. Questi valori permettono di calcolare quanta energia termica emette complessivamente un termosifone e, sommando i dati di tutti i caloriferi, si conoscerà quanta energia viene consumata dall'appartamento. Le valvole termostatiche, poi, consentono di regolare il flusso di acqua calda all'interno del termosifone e di determinarne i consumi e il calore irradiato di volta in volta.

Domande frequenti

  • Quali sono le sanzioni per chi non effettua la contabilizzazione del calore?
    Il Decreto Legislativo 102/2014 stabilisce sanzioni amministrative che variano dai 500 ai 2.500 euro per i condomini in cui non sia stata installata la contabilizzazione del calore. Questa norma recepisce la direttiva europea sull’efficienza energetica. È importante notare che alcune regioni, come la Lombardia, avevano imposto scadenze precedenti (ad esempio agosto 2014), quindi è cruciale verificare le normative locali specifiche. Non rispettare questi obblighi comporta costi aggiuntivi per l’amministratore e i condòmini, rendendo l’intervento obbligatorio per legge.
  • Quando è possibile eseguire i lavori di installazione dei contabilizzatori?
    I lavori di contabilizzazione del calore possono essere eseguiti esclusivamente durante i mesi estivi o in tarda primavera. Questo vincolo temporale è necessario perché l’installazione richiede lo svuotamento completo dell’impianto di riscaldamento dall’acqua e lo smontaggio dei termosifoni. Poiché queste operazioni interrompono il servizio di riscaldamento, è impossibile effettuarle durante la stagione fredda. Gli amministratori condominiali devono pianificare i cantieri con largo anticipo per garantire che tutto sia operativo prima dell’inizio del nuovo ciclo di riscaldamento invernale.
  • In cosa consiste la contabilizzazione indiretta del calore?
    La contabilizzazione indiretta è la soluzione necessaria per la maggior parte degli edifici italiani, specialmente quelli costruiti prima degli anni '80 dotati di colonne montanti verticali. In questo sistema, su ogni termosifone viene installato un ripartitore di calore equipaggiato con due sensori: uno misura la temperatura ambiente e l’altro la temperatura superficiale del radiatore. Combinando questi dati, il dispositivo calcola l’energia termica emessa da ciascun calorifero. Sommando i consumi di tutti i termosifoni di un appartamento, si ottiene il totale del consumo individuale, permettendo una ripartizione delle spese più equa rispetto alla semplice metratura.
  • È possibile risparmiare di più abbinando altri interventi?
    Sì, la contabilizzazione del calore da sola riduce i consumi incentivando l’uso consapevole, ma i risparmi energetici ed economici diventano significativi se associati a un buon isolamento termico dell’edificio. Interventi come la coibentazione di pareti, tetti e solai, nonché la sostituzione di infissi vecchi, riducono le dispersioni di calore. Questo permette ai termosifoni di lavorare meno per mantenere la stessa temperatura, abbattendo ulteriormente i costi in bolletta. La combinazione tra misurazione precisa dei consumi e riduzione delle perdite termiche rappresenta la strategia più efficace per l’efficientamento energetico condominiale.
  • Qual è la differenza tra contabilizzazione diretta e indiretta?
    La distinzione principale risiede nel metodo di misurazione e nell’età dell’edificio. La contabilizzazione diretta (con contabilizzatori veri e propri) misura il volume d’acqua e la differenza di temperatura tra entrata e uscita, tipica di impianti moderni a circuito chiuso. La contabilizzazione indiretta, invece, utilizza i ripartitori sui termosifoni per stimare il calore emesso basandosi sulle temperature ambiente e del radiatore. Quest’ultima è obbligatoria negli edifici storici con colonne montanti verticali, poiché non è possibile installare misuratori diretti senza modificare strutturalmente l’impianto idraulico esistente.

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