Esempio di saldatura ossiacetilenica

Tecniche principali

Saldatura ossiacetilenica

La saldatura ossiacetilenica si distingue per usare la combustione di acetilene a contatto diretto con l'ossigeno. Si impiega un cannello particolare.

di Redazione

25 luglio 2016

Che cos'è la saldatura ossiacetilenica

La saldatura ossiacetilenica viene detta anche OxyAcetyleneWelding (OAW) oppure OxiFuel gas Welding (ORW), dal nome della sostanza usata per fornire l'energia. Infatti si effettua la combustione di acetilene, un idrocarburo insaturo con altissimo contenuto di carbonio, che si infiamma una volta posto a contatto con l'ossigeno. Di conseguenza è meglio effettuare la saldatura ossiacetilenica in ambiente dalle notevoli caratteristiche ossidanti. Questa tecnica di saldatura è stata tra le prime a essere impiegate: infatti fu scoperta nel 1895 ed ebbe subito una grande diffusione in quanto non è necessario l'uso di energia elettrica. Si richiede quasi sempre del materiale d'apporto sotto la fiamma, in genere alcune bacchette. L'acetilene viene emesso da un apposito cannello, che ha il compito di indirizzare la fiamma.

I materiali che si possono saldare con la tecnica

A causa delle caratteristiche stesse della saldatura ossiacetilenica, non tutti i materiali si possono saldare con questa tecnica. Processo estremamente diffuso durante i primi decenni del Novecento, è stato sostituito gradualmente dalla saldatura ad arco a partire dagli Anni Venti. Al giorno d'oggi l'equipaggiamento per la saldatura ossiacetilenica si trova ancora in alcune officine in quanto può essere impiegato anche per l'ossitaglio, l'imburraggio e la brasatura. Al tempo stesso questo procedimento è usato per fare riparazioni in luoghi dove non vi sia energia elettrica per vari motivi. La saldatura ossiacetilenica viene impiegata sulle ghise malleabili (anche se è necessario prestare notevoli attenzioni), sugli acciai al carbonio, al Cr oppure inossidabili al Cr-Ni, sul rame e sull'alluminio e su tutte le leghe composte con questo metallo.

Svantaggi saldatura ossiacetilenica

La saldatura ossiacetilenica deve essere effettuata con grande attenzione, altrimenti si rischia che il risultato finale non sia a regola d'arte. Difetti tipici di questa tecnica sono le incollature e la mancanza di penetrazione, causate dall'uso di un cannello inadatto, che non fa fondere completamente il materiale: nel primo caso si formano ossidi sul cordone di saldatura, mentre nel secondo il fondo non è del tutto fuso e si nota facilmente. Se invece la fiamma viene regolata male è possibile che si verifichino una denaturazione del metallo (viene alterato chimicamente) e inclusioni di ossidi. Sono però fenomeni più rari, mentre sono comuni ad altre tecniche di saldatura, difetti come incisioni marginali, mancanza o eccesso di spessore. In pratica i profili del cordone sono sbagliati a causa di una velocità di saldatura scorretta.

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Domande frequenti

  • Quali metalli posso saldare con il metodo ossiacetilenico?
    Questa tecnica è versatile ma non universale. È ideale per saldare acciaio al carbonio, acciaio inossidabile (Cr-Ni), alluminio, rame e le loro leghe, oltre alla ghisa malleabile (con cautela). Tuttavia, non è adatta per tutti i materiali metallici moderni. A differenza dei metodi ad arco, qui si usa la combustione diretta di acetilene e ossigeno. Per questi metalli specifici, garantisce risultati solidi, purché si utilizzi il materiale d'apporto corretto e si mantenga la temperatura adeguata. Per altri metalli speciali o spessori elevati, potrebbero essere preferibili tecniche più recenti.
  • Perché scegliere la saldatura ossiacetilenica rispetto a quella ad arco?
    Il vantaggio principale è l'autonomia energetica: non serve elettricità, rendendola perfetta per lavori in remoto o cantieri senza rete. Inoltre, il settaggio è meno complesso inizialmente e lo stesso equipaggiamento permette di eseguire operazioni diverse come ossitaglio, imburraggio e brasatura. Sebbene la saldatura ad arco abbia soppiantato questa tecnica nelle officine moderne per velocità e penetrazione, l'ossiacetilenica resta indispensabile per riparazioni leggere, tubazioni e lavori dove la precisione termica controllata dalla fiamma è cruciale.
  • Come evitare difetti comuni come mancanze di penetrazione o ossidi?
    I difetti derivano spesso da una regolazione errata della fiamma o dall'uso di un cannello inadeguato. Per evitare mancanze di penetrazione, assicurati che la fiamma fondi completamente il materiale base; una fiamma troppo debole non raggiunge la temperatura necessaria. Gli ossidi sul cordone indicano un'atmosfera non protetta o una pulizia insufficiente dei pezzi prima della saldatura. Controlla sempre la proporzione ossigeno-acetilene: una fiamma neutra è generalmente la più sicura per evitare alterazioni chimiche (denaturazione) del metallo.
  • È necessaria l'energia elettrica per funzionare?
    No, questo è uno dei suoi punti di forza storici. La saldatura ossiacetilenica funziona grazie alla reazione chimica di combustione tra acetilene e ossigeno, generando calore sufficiente per fondere i metalli. Non richiede generatori, saldatrici elettriche o collegamenti alla rete. Questo la rende insostituibile in zone isolate, per emergenze o in ambienti dove l'elettricità è assente o pericolosa. Naturalmente, servono bombole di gas sicure e un cannello specifico per miscelarli correttamente.
  • Cosa sono le 'incollature' e come si prevengono?
    Le incollature sono difetti gravi in cui i metalli sembrano uniti superficialmente ma non c'è fusione reale del materiale base, creando una giunzione fragile. Si verificano principalmente quando la fiamma non è abbastanza intensa o il cannello è sbagliato, impedendo ai pezzi di fondersi profondamente. Per prevenirle, devi pre-riscaldare adeguatamente i bordi da unire e utilizzare bacchette di materiale d'apporto compatibili. Assicurati anche che le superfici siano perfettamente pulite da ruggine, olio o vernice, che ostacolano la fusione.