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Dorifora

Aggiornato il 10 ottobre 20163 capitoli5 domande frequenti
Esemplare di dorifora

Doryphora decemlineata o Leptinotarsa decemlineata?

Anche se è conosciuta con il termine scientifico di Doryphora decemlineata, oggi è più corretto definirla Leptinotarsa decemlineata, a seguito della nuova classificazione del genere. E' un insetto appartenente alla famiglia dei Crisomelidi. Doryphora è un nome composto dai due termini greci dory cioè lancia e fero che significa portare, per cui: portatrice di lancia. Il termine stava ad indicare i palpi mascellari a forma di lancia nella loro parte terminale. La nuova nomenclatura Leptinotarsa deriva sempre dal greco e più precisamente dal termine leptyno il cui significato è assottigliare. Il termine è usato per via dei tarsi assottigliati di questo insetto. Decemlineata, invece è di origine latina e questa parola sta ad indicare le dieci striature nere che ricoprono le elitre dell'insetto.

Ciclo biologico

Gli adulti della dorifora passano l'inverno interrati ad una profondità tra i 20 e i 40 cm circa. Ne usciranno in primavera, quando la temperatura esterna si aggirerà sui 14°C. E' in questo periodo che, dopo l'accoppiamento, la femmina depone le uova sulla pagina inferiore delle foglie della pianta attaccata; in gruppi di 20-40. Per fissarle al meglio secerne un fluido giallastro e adesivo. Entro due settimane le uova schiudono originando le larve che in tre settimane circa e dopo tre mute, si lasciano cadere a terra e si nascondono ad una profondità che varia dai 5 ai 15 centimetri. Qui diverranno pupe nel giro di 48 ore. In due settimane diventeranno gli adulti di prima generazione che riprenderanno il ciclo dall'inizio e porteranno alla nascita degli esemplari di seconda generazione. La terza generazione è possibile solo in regioni con inverni miti. Gli esemplari di seconda o di terza generazione sono quelli che passeranno l'inverno nascosti nel terreno.

Lotta alla Dorifora

La dorifora è un vero flagello: in situazioni pedoclimatiche a lei congeniali, se anche sopravvivesse solo il 10% delle uova, una coppia potrebbe dare origine a 1.000 miliardi di discendenti. Il controllo delle infestazioni non è una scelta, è un obbligo. Nella lotta biologica si possono utilizzare diversi nemici naturali della dorifora. Uno è un fungo: l'Ifomicete Beauveria bassiana. Disponibile sotto forma di preparato, da spruzzare sulle patate con le normali pompe a pressione per pesticidi. L'altro è un batterio: il Bacillus thuringiensis ssp. Kurstaki e il Bacillus thuringiensis ssp. tenebrionis. Quando viene ingerito libera delle tossine letali per molti insetti, ma fortunatamente del tutto innocue per l'uomo. Anche il Myiopharus doryphorae, un insetto Dittero, si annovera fra i migliori parassitoidi. Per la lotta chimica si utilizzano vari composti presenti sul mercato che sono in continua evoluzione, perché ad oggi, la dorifora è resistente ad una ventina di insetticidi fra i più comuni.

Domande frequenti

  • Qual è il nome scientifico corretto della dorifora e perché è cambiato?
    Il nome scientifico attualmente corretto è Leptinotarsa decemlineata, mentre Doryphora decemlineata è considerato obsoleto a seguito di nuove classificazioni tassonomiche. Il termine 'Leptinotarsa' deriva dal greco e si riferisce ai tarsi (zampe) assottigliati dell'insetto, mentre 'decemlineata', di origine latina, descrive le caratteristiche dieci strisce nere presenti sulle elitre. Questa correzione nomenclaturale è importante per una corretta identificazione scientifica del parassita, che appartiene alla famiglia dei Crisomelidi.
  • Come posso riconoscere le uova e le larve della dorifora sulle mie piante?
    Per individuare la presenza della dorifora, devi controllare attentamente la pagina inferiore delle foglie delle solanacee, come patate e pomodori. Le femmine depositano le uova in gruppi di 20-40 unità, fissandole con un fluido giallastro e adesivo. Una volta schiuse, le larve hanno un aspetto distintivo: sono di colore arancione-rossastro con due file di macchie nere laterali e sembrano piccole vermi carnosi. Crescono rapidamente mangiando il tessuto fogliare, lasciando spesso solo le nervature.
  • Esistono rimedi biologici efficaci contro la dorifora senza usare chimica sintetica?
    Sì, esistono diverse opzioni biologiche validate. Un metodo efficace è l'uso del fungo entomopatogeno Beauveria bassiana, che infetta e uccide l'insetto; va irrorato sulle foglie con normali pompe a pressione. Un'altra soluzione valida è l'utilizzo del batterio Bacillus thuringiensis (ceppi kurstaki o tenebrionis): quando le larve lo ingeriscono, le tossine rilasciate sono letali per loro ma completamente innocue per l'uomo e l'ambiente. Inoltre, il parassitoide Myiopharus doryphorae agisce naturalmente riducendo le popolazioni di dorifora.
  • Perché la dorifora è diventata così difficile da combattere con gli insetticidi tradizionali?
    La dorifora ha sviluppato una notevole resistenza genetica a molte sostanze chimiche. Attualmente, è resistente a circa venti tipi di insetticidi comunemente disponibili sul mercato. Questa capacità di adattamento rende la lotta chimica tradizionale inefficace se non gestita con estrema cautela e rotazione dei principi attivi. Di conseguenza, il controllo integrato e l'adozione di strategie biologiche o meccaniche sono diventati obbligatori per prevenire danni economici ingenti alle colture di patate e altre solanacee.
  • Dove e come svernano gli adulti della dorifora per preparare la prossima infestazione?
    Gli adulti della dorifora sopravvivono all'inverno interrandosi a una profondità compresa tra i 20 e i 40 centimetri. Rimangono in uno stato di quiescenza nel suolo finché la temperatura esterna non raggiunge i 14°C, segnale che indica l'arrivo della primavera. A quel punto emergono per accoppiarsi e iniziare il nuovo ciclo riproduttivo. È fondamentale monitorare queste aree di svernamento e intervenire tempestivamente appena compaiono i primi adulti per evitare la deposizione delle uova primaverili.

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