Collegamento del collettore

Idraulico fai da te

L'irrigazione a goccia

L'irrigazione a goccia mantiene le radici delle piante umide senza creare ristagni. Utilizza minori quantità di acqua e con un timer diventa autonomo.

di Redazione

07 giugno 2017

L'acqua solo quando serve e dove serve

L'irrigazione a goccia oggi è sempre più una pratica ed economica soluzione alla diminuzione delle risorse idriche. Questi impianti sono progettati per erogare quantità dosate di acqua nella zona radicale di ciascuna pianta ad intervalli regolari. In questo modo le piante non soffriranno lo stress di avere poca o troppa acqua di cui non andrà sprecata neanche una goccia. Il risultato dopo l'installazione è un sistema personalizzato sulle esigenze della coltura, della natura del terreno e della stagione climatica. La microirrigazione consiste di una rete di piccoli tubi collettori in gomma e un certo numero di gocciolatori e spruzzatori collegati da tubi capillari per raggiungere ogni parte del giardino, dell'orto, del cortile o del terrazzo. In questo modo si possono annaffiare piante e ortaggi evitando fastidiosi spostamenti di pesanti annaffiatoi e ingombranti tubi di gomma.

I mille vantaggi dell'irrigazione a goccia

I materiali sono poco costosi e facili da installare anche per un impianto a goccia fai da te. Basta un paio di forbici e uno speciale utensile per la foratura. Una volta progettato il percorso della tubazione principale e collegati i microirrogatori, gocciolatori e spruzzatori, basta semplicemente aprire il rubinetto e fare funzionare l'impianto per un paio d'ore. Ma, aggiungendo un timer a batteria non sarà neanche necessario aprire l'acqua. L'impianto entrerà in funzione agli orari prestabiliti e selezionati sul controller e si spegnerà automaticamente interrompendo il flusso dell'acqua nella tubazione. In questo modo si risparmia tempo ed energia e non occorre lasciare le chiavi di casa a qualcuno che annaffi le piante quando siamo in vacanza. Questo sistema inoltre distribuisce l'acqua in modo più efficiente perché utilizza decine di componenti per il rifornimento dell' acqua anziché un unico spruzzatore, con un maggiore controllo su quantità di acqua e sito da annaffiare. Deflusso ed evaporazione vengono ridotte al minimo e l'acqua che va nel terreno viene effettivamente utilizzata, senza ristagni, dalla pianta, la quale viene così anche difesa dalle malattie fungine.

Un semplice impianto fai da te

Se questa è la vostra prima avventura da idraulico fai da te, conviene iniziare installando un semplice sistema a zone. Cominciare misurando il giardino o l'area da irrigare e fare un semplice schizzo, quindi scegliere il tipo e la velocità dei dispositivi di irrigazione sulla base del tipo di suolo e del fabbisogno di acqua delle piante. Poi procedere con i collegamenti e la posa in loco. La prima volta non tutto sarà perfetto, ma sarà facile spostare o aggiungere gli spruzzatori e ottenere flussi di acqua più equilibrati. Con il tempo potreste appassionarvi e specializzare il vostro impianto con il numero sempre in aumento di accessori presenti sul mercato. Alcuni di questi, come il raccordo a gomito, il raccordo a Tee e i raccordi a Tee spinati vi permetteranno di ottenere più linee principali. Mentre con gli emettitori assortiti, che possono essere smontati e puliti, potrete personalizzare al massimo il vostro impianto.

Consigli e piccoli accorgimenti

Appena acquistato, conviene immergere il tubo dell'impianto a goccia in acqua calda o lasciarlo fuori al sole per un po' di tempo in modo che si ammorbidisca e sia più facile da lavorare. Tenere la perforatrice ad angolo retto quando si fa il buco per un gocciolatore o un connettore. Questo permette di ottenere un foro rotondo che si sigillerà ermeticamente intorno all'innesto del microirrigatore. Lavare il sistema prima di installare i tubicini capillari o gli altri dispositivi di irrigazione per eliminare eventuali detriti. Creare le linee laterali prima di agganciare i dispositivi alla linea principale. Se si hanno molte piante con esigenze idriche completamente diverse è possibile aggiungere o eliminare microirrigatori oppure differenziare il sistema in zone con esigenze simili. I sistemi a goccia sono a pressione compensata quindi la portata d'acqua è uniforme lungo tutta la lunghezza del tubo. I diversi microirrigatori sono regolabili e consentono di variare la quantità di acqua sulla base delle condizioni climatiche e le esigenze dei vegetali.

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Domande frequenti

  • Come posso calcolare correttamente la distanza tra i gocciolatori per evitare sprechi?
    La distanza ideale dipende dal tipo di terreno e dalle specie coltivate. Nei terreni sabbiosi, dove l’acqua si diffonde rapidamente lateralmente, i gocciolatori devono essere posizionati più vicini tra loro (circa 20-30 cm). Al contrario, nei terreni argillosi, che trattengono meglio l’umidità ma si espandono meno in larghezza, puoi aumentare la distanza fino a 40-50 cm. È fondamentale adattare il progetto alle specifiche esigenze idriche di ogni pianta: quelle con apparato radicale superficiale richiedono una distribuzione più frequente e ravvicinata rispetto a quelle arboree con radici profonde.
  • È necessario filtrare l’acqua prima di immetterla nell’impianto a goccia?
    Sì, l’uso di un filtro è quasi sempre indispensabile per prevenire l’intasamento dei gocciolatori. Anche se l’acqua del rubinetto sembra limpida, può contenere particelle sospese, sabbia o sedimenti che col tempo ostruiscono i piccoli passaggi interni degli emettitori. Si consiglia l’installazione di un filtro a rete o a disco subito dopo il punto di prelievo dall’acquedotto. Se utilizzi acqua piovana o da pozzo, il filtro diventa ancora più critico a causa della presenza naturale di impurità organiche o minerali, garantendo così la longevità e l’uniformità dell’irrigazione.
  • Posso usare lo stesso impianto per piante con esigenze idriche molto diverse?
    Assolutamente sì, grazie alla modularità del sistema. Puoi suddividere l’impianto in diverse 'zone' o linee separate, ognuna controllata da elettrovalve diverse. Ad esempio, destina una linea alle rose (che amano l’acqua) e un’altra ai cactus o alle piante grasse (che preferiscono il secco). All’interno di ogni zona, regola individualmente la portata di ciascun gocciolatore o usa emettitori a flusso diverso. Questa flessibilità ti permette di ottimizzare l’acqua senza stressare le piante sensibili all’eccesso di umidità, mantenendo comunque un unico sistema gestibile.
  • Come devo preparare i tubi flessibili prima dell’installazione per facilitarne la posa?
    Prima di iniziare il montaggio, è consigliabile far scorrere l’acqua calda attraverso i tubi o esporli al sole per qualche ora. Il calore rende la gomma o il materiale plastico più morbidi e flessibili, facilitando notevolmente le curve e le pieghe necessarie per seguire il contorno del giardino o delle aiuole. Inoltre, assicurati di lavare accuratamente le tubazioni principali prima di collegare i gocciolatori per rimuovere eventuali residui di produzione o polvere accumulata durante lo stoccaggio, prevenendo così intasamenti iniziali.
  • Quali sono i vantaggi principali rispetto all’annaffiatura tradizionale con tubo o innaffiatoio?
    L’irrigazione a goccia offre efficienza idrica superiore, distribuendo l’acqua direttamente alla radice e riducendo drasticamente evaporazione e ruscellamento. Rispetto al tubo, elimina lo spreco su vialetti o foglie, diminuendo il rischio di malattie fungine favorite dall’umidità fogliare. Inoltre, l’automazione tramite timer libera tempo prezioso e garantisce costanza nelle annaffiature, essenziale per la salute delle piante. Infine, riduce la fatica fisica legata allo spostamento di pesanti attrezzi e permette di gestire aree vaste con precisione chirurgica, adattandosi a qualsiasi forma di giardino.