Fili elettrici impianto

Normative della casa

Sicurezza impianti elettrici

La sicurezza impianti elettrici nelle abitazioni riveste un ruolo fondamentale per l'incolumità degli occupanti ed è vincolata da norme specifiche.

di Redazione

25 ottobre 2016

Norma CEI 64-8: sicurezza degli impianti elettrici

Se state pensando di acquistare un appartamento da ristrutturare dovrete prevedere anche la messa in sicurezza dei vari impianti. Luce e gas infatti dovranno rispondere ai parametri previsti dalla norma CEI 64-8, che integra e aggiorna i criteri contenuti nelle precedenti disposizioni in materia di sicurezza impianti elettrici. Secondo la nuova norma infatti, in caso di ristrutturazione di un appartamento, il progetto dell'impianto elettrico dovrà essere depositato presso l'ufficio tecnico del comune di residenza. Il tecnico o l'impresa che esegue il lavoro dovrà rilasciare al termine una dichiarazione di conformità dell'impianto, documento che sarà necessario anche in caso di successiva compravendita. Qualora la dichiarazione non fosse reperibile al momento della compravendita dell'immobile, oppure si tratti di impianti realizzati prima dell'entrata in vigore della normativa, il proprietario può rilasciare una dichiarazione di rispondenza. Per esercitare questa opzione dovrà però essere assistito da un professionista che sia regolarmente iscritto all'albo e che eserciti da almeno cinque anni la professione.

Come si realizza un impianto elettrico

Un impianto elettrico che garantisca dei parametri minimi di sicurezza deve avere innanzitutto un interruttore generale che consenta di azionare e deselezionare l'energia elettrica nell'intero appartamento. Il collegamento tra due prese di corrente è consentito soltanto in caso di presenza di due scatole adiacenti. Ogni impianto elettrico deve risultare protetto da almeno due interruttori differenziali, che possano garantire la tensione continua di entrambe le linee: luce e forza calore. Generalmente infatti un impianto elettrico prevede impianto luce e forza calore separati. Le prese di corrente in cucina, così come quelle destinate alla lavatrice, devono essere dotate di una presa Schuko. La dichiarazione finale di conformità dell'impianto elettrico attesterà che sono state rispettate tutte queste direttive e che l'impianto realizzato rispetti i criteri previsti dal CEI (Comitato Elettrico Italiano).

Costo impianto elettrico

Il costo complessivo di un impianto elettrico a norma varia in base ad una serie di fattori. Il primo elemento che può determinare una variazione sul prezzo è costituito dal numero di circuiti, punti luce, prese ed interruttori da realizzare. Per quanto riguarda il numero dei circuiti occorre precisare che un buon impianto deve prevederne almeno due: quello elettrico e quello riservato alla forza calore. Per quanto concerne i punti luce, le prese e gli interruttori invece, si può assistere ad un numero maggiore o minore di installazioni in base alla superficie dell'appartamento. Un altro aspetto che può influire sulla determinazione del costo finale è la tipologia di impianto, che può essere a vista oppure sotto traccia. Indubbiamente un impianto elettrico sotto traccia presenta notevoli vantaggi in più rispetto a quello a vista, anche se la sua esecuzione comporta una lavorazione più complessa. In caso di totale rifacimento dell'impianto elettrico eseguito in fase di ristrutturazione è sempre comunque preferibile optare per il passaggio dei fili sotto traccia. A titolo indicativo possiamo affermare che un impianto elettrico standard per una abitazione di circa 90 mq. si aggira intorno ai 3.500 euro.

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Domande frequenti

  • Quali documenti devo presentare in caso di compravendita di un immobile con impianto elettrico?
    In caso di vendita o acquisto di un appartamento, il documento fondamentale è la Dichiarazione di Conformità dell’impianto elettrico, rilasciata dal tecnico o dall’impresa che ha eseguito i lavori. Questo attestato certifica che l’installazione rispetta la norma CEI 64-8. Se l’impianto è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della normativa vigente e non si possiede tale dichiarazione, il proprietario può fornire una Dichiarazione di Rispondenza. Attenzione: questa seconda opzione richiede obbligatoriamente l’assistenza di un professionista abilitato, iscritto all’albo e con almeno cinque anni di esperienza professionale, per validare la situazione esistente.
  • È obbligatorio depositare il progetto dell’impianto elettrico presso il Comune?
    Sì, secondo la norma CEI 64-8, in caso di ristrutturazione di un appartamento, il progetto dell’impianto elettrico deve essere depositato presso l’Ufficio Tecnico del Comune di residenza. Questa procedura è obbligatoria per garantire che l’intervento rispetti i parametri di sicurezza attuali. Il deposito del progetto permette alle autorità competenti di verificare la conformità delle opere prima della loro realizzazione definitiva. Inoltre, al termine dei lavori, il tecnico responsabile rilascerà la Dichiarazione di Conformità, documento essenziale per la legalità dell’impianto e utile in future transazioni immobiliari.
  • Come deve essere strutturato un impianto elettrico sicuro per legge?
    Un impianto elettrico a norma deve prevedere un interruttore generale unico per controllare l’energia di tutta la casa. È fondamentale la separazione fisica tra l’impianto di illuminazione e quello di forza motrice (prese), protetti ciascuno da almeno un interruttore differenziale dedicato. Le prese in ambienti umidi o critici, come cucina e zona lavatrice, devono essere di tipo Schuko per una migliore messa a terra. Inoltre, il collegamento diretto tra due prese senza scatola di derivazione intermedia è vietato; ogni punto deve passare attraverso apposite scatole adiacenti per garantire sicurezza e manutenibilità nel tempo.
  • Quanto costa installare un nuovo impianto elettrico in una casa media?
    Il costo di un impianto elettrico standard per un appartamento di circa 90 metri quadrati si aggira mediamente intorno ai 3.500 euro. Tuttavia, questa cifra può variare significativamente in base a diversi fattori: il numero di punti luce, prese e interruttori richiesti, la complessità della distribuzione e il tipo di posa. La scelta tra impianto a vista e sotto traccia incide molto sui costi e sui tempi di lavorazione; quest’ultimo, pur essendo più costoso e laborioso, offre risultati estetici superiori ed è generalmente preferito durante le ristrutturazioni complete per nascondere i cavi nei muri.
  • Cosa sono gli interruttori differenziali e perché sono indispensabili?
    Gli interruttori differenziali sono dispositivi di sicurezza fondamentali che proteggono le persone dai contatti diretti e indiretti con parti in tensione. Il loro compito è interrompere immediatamente l’alimentazione elettrica qualora rilevino una dispersione di corrente verso terra, prevenendo gravi folgorazioni. La norma CEI 64-8 impone che ogni impianto sia protetto da almeno due differenziali distinti: uno dedicato esclusivamente all’illuminazione e un altro alle prese di corrente (forza motrice). Questa separazione garantisce che un guasto su una linea non causi lo spegnimento totale dell’abitazione, migliorando sia la sicurezza che la continuità del servizio elettrico.