Esemplare di Mammillaria dasyacantha

Piante Grasse da appartamento

Cactus

L'intero universo delle piante grasse viene spesso identificato come Cactus, ma solo quello di origini sudamericane può ascriversi a questa famiglia.

di Redazione

22 agosto 2016

Cactus

Sebbene sia ritenuta per lo più una pianta ornamentale il Cactus, che tra le piante grasse è solo quello originario dell'America del Sud, può avere diverse proprietà, da quelle mediche a quelle allucinogene. Alcune specie infatti sono efficaci contro il diabete, altre tolgono l'appetito e vengono utilizzate dalle aziende farmaceutiche nelle formulazioni dimagranti. Di altre ancora veniva utilizzato il siero come potente veleno mentre, altre ancora come l'Opuntia, più nota come fico d'india, hanno frutti succosi e nutrienti. Anche i frutti del Cereus, o Cereo, sono commestibili, somigliano a bacche carnose di colore rosso. Somiglia invece ad una zucca dalla scorza damascata di peluria candida l'Astrophytum Asterias Superkabuto e infatti, l'Astrophytum nella varietà Myriostigma, ha un ibrido orticolo di cui è diffusa la coltivazione in Messico. La famiglia è davvero smisurata, alcune varietà sono diffusissime altre meno comuni o addirittura in via d'estinzione. Gli esemplari più rari possono arrivare a costare fino a 30 o 40mila euro e vengono collezionati in tutto il mondo. Una delle collezioni più ricche si trova proprio in Italia, alle porte di Bologna.

Cactus: una grande famiglia spinosa

Il Cactus appartiene alla grande famiglia delle cactacee che comprende 3000 famiglie e 120 generi e, sebbene rientri nell'ordine delle Caryophyllales - a cui appartengono barbabietole, spinaci, grano saraceno ma anche garofani e bouganvillea - si ascrive a pieno diritto tra le piante grasse. Come queste ultime, chiamate più propriamente piante succulente, si sono adattate agli ambienti più aridi sviluppando peculiarità fisiologiche che si sono tradotte in morfologie del tutto caratteristiche e che rispondono in tutti i casi ad un'unica esigenza: conservare l'acqua, la risorsa più preziosa per la vita di una pianta. Le foglie quindi sono diventate spine, caratteristica imprescindibile di questa famiglia, mentre il fusto è costituito da un tessuto apposito, il parenchima acquifero, che funziona come una sorta di spugna in cui le grandi cellule che lo compongono sono in grado di assorbire abbondanti quantità di acqua. Questa viene conservata grazie ad alcuni accorgimenti anatomici come l'inspessimento del derma o la secrezione di cere idrofobiche protettive. Caratteristiche queste, che variano da specie a specie anche a seconda del grado di siccità e di caldo a cui sono esposte.

La fioritura

Fusti che assumono la funzione e il colore delle foglie, spine di diversa forma e grandezza che si dispongono secondo geometrie variabili e configurazioni strane , pelurie (tricomi) che producono vari effetti nuvola e che aiutano la pianta a resistere alle perdite d'acqua per traspirazione, costituiscono l'indubbio fascino dei Cactus. Ma la meraviglia più grande del Cactus è probabilmente la sua fioritura, che viene spesso ritenuta un evento raro: eppure quando è ben mantenuta questa pianta è in grado di fiorire anche ripetutamente sviluppando fiori di varie dimensioni e colori sgargianti: dal rosso al viola, dal bianco al giallo, un fiore a volte più grande della pianta. Purtroppo sono di breve durata, a volte solo poche ore, alcuni sono fotosensibili e si aprono completamente solo nelle giornate di sole, altre specie hanno una fioritura notturna, perché vengono impollinate da insetti notturni, come le falene, oppure dai pipistrelli. Il periodo di fioritura varia da specie a specie e, in alcuni casi, possono passare svariati anni prima che la pianta raggiunga lo stadio della fioritura, il Saguaro attende per il suo primo fiore 80 anni.

La coltivazione del Cactus, il drenaggio è essenziale

Poiché il Cactus è abituato a sopravvivere in condizioni climatiche estreme nutriamo spesso la convinzione che la sua coltivazione sia semplice. La nostra passione subisce delusioni enormi però quando lo vediamo inesorabilmente accasciarsi o, con nostra grande meraviglia ingiallirsi e seccare. Il problema è che, come qualsiasi altra pianta anche le cellule del Cactus instaurano un delicatissimo equilibrio con l'acqua: se è troppa le cellule si gonfiano e scoppiano, se è troppo poca le cellule si disidratano e raggrinziscono. Risultato? La morte del nostro cactus. E' fondamentale quindi il substrato in cui cresce il Cactus, che non deve essere troppo compatto. In questo caso risulterebbe asfittico per le sue radici delicate e tratterrebbe troppa acqua. Inoltre, in queste condizioni viene favorito l'attecchimento di muffe che lasciano in pochi giorni una massa molle e putrescente al posto del Cactus. Un substrato ideale è formato da terriccio universale o torba mescolato a sabbia di fiume. Anche un terzo di pomice e un terzo di lava rossa, ovvero un substrato prevalentemente minerale, costituiscono un drenaggio che si rivela perfetto anche per liberare le radici per il travaso.

Un decalogo del cactofilo

La passione per il Cactus ha dato vita alla cactofilia con la particolarità che l'amante di questa specie succulenta vuole generalmente conoscere tutto delle piante a cui si dedica, partire dal corretto nome scientifico che spesso è affascinante e misterioso, e sulle cui declinazioni spesso i botanici si sono sbizzarriti: che dire della Parodia suprema o della Malamujer? Il cactofilo inoltre acquista le sue piante in vivai specializzati, con il nome della località dove è stata reperita la specie. Ogni anno cerca di seminare il suo Cactus preferito, o comunque cerca di riprodurlo: la riproduzione per talea è abbastanza semplice, basta interrare anche una piccola porzione di gemma o di polloni, nel caso di fico d'india e simili è sufficiente una parte di pala. L'aspirante esperto di Cactus sperimenta nuovi substrati e non demorde di fronte alla perdita di un esemplare: il vero cactofilo ne possiede così tanti da doversene disfare, regalandoli ad amici e parenti, e se già non ce l'ha, sogna di avere una collezione e una serra che la contenga. Perché di certo c'è che all'interno degli appartamenti, al chiuso e in inverno vicini ai termosifoni queste piante soffrono e spesso muoiono.

Curiosità cactus

La grandezza delle varietà di Cactus è estremamente variabile da pochi centimetri a 22 metri, la caratteristica che appartiene a quasi tutte queste specie è la lentezza con cui si sviluppano. Il Cactus è in grado di sfruttare anche la pioggia leggera poichè ha radici vicino alla superfice del suolo. Le acque vengono rapidamente raccolte dalle radici e stoccate nello spessore, espandibile dei fusti, e destinate all'utilizzo nella lunga siccità estiva. I fusti carnosi del Cactus a forma di barilotto hanno pieghe come quelle delle fisarmoniche e si restringono fin quando l'umidità si esaurisce. Queste pieghe fungono anche da canale per l'acqua alla base della pianta durante le pioggie. Quando l'acqua non è disponibile, in estate per esempio, molte piante del deserto perdono le foglie e diventano dormienti. Il Cactus continua la fotosintesi perché ha spine fisse invece di foglie. I fusti verdi producono nutrimenti per la pianta e i pori infossati, insieme al rivestimento ceroso, consentono una minore perdita di acqua. I pori si chiudono durante il giorno e si aprono di notte consentendole il ricambio. L'idea del travaso intimidisce? Esistono guanti adatti anche al re delle spine.

Domande frequenti

  • Perché il mio cactus marcisce dopo averlo innaffiato?
    Il marciume radicale è la causa principale di morte nei cactus domestici ed è quasi sempre dovuta a un eccesso di acqua e a un substrato non drenante. A differenza delle piante comuni, i cactus immagazzinano acqua nei tessuti e temono il ristagno idrico. Se il terreno trattiene troppa umidità, le cellule si gonfiano, scoppiano e favoriscono lo sviluppo di muffe che decompongono la pianta in pochi giorni. Per prevenirlo, utilizza un mix di terriccio universale, sabbia di fiume, pomice o lava rossa, garantendo un drenaggio perfetto. Innaffia solo quando il substrato è completamente asciutto e assicurati che il vaso abbia fori di scarico efficaci.
  • Come posso far fiorire il mio cactus?
    La fioritura dipende dalla salute della pianta e dalle cure stagionali. Molti cactus richiedono un periodo di riposo invernale a temperature più fresche (senza gelate) per indurre la formazione dei boccioli. Assicurati che riceva molta luce diretta, poiché alcune specie necessitano di pieno sole per fiorire. La fioritura può avvenire di giorno o di notte; alcune specie si aprono solo con il sole diretto, altre di notte per essere impollinate da falene o pipistrelli. Pazienza: alcune specie, come il Saguaro, impiegano decenni per fiorire la prima volta. Evita concimazioni azotate eccessive in primavera, preferisci fertilizzanti specifici per succulente ricchi di potassio e fosforo.
  • Qual è il substrato ideale per i cactus?
    Un substrato ideale per i cactus deve essere altamente drenante, povero di materia organica e aerato per evitare il ristagno dell'acqua. Una miscela perfetta prevede parti uguali di terriccio universale (o torba) e sabbia di fiume grossolana. In alternativa, puoi usare un substrato prevalentemente minerale composto da un terzo di pomice e un terzo di lava rossa, completato con terra. Questo tipo di composizione permette alle radici di respirare e si asciuga rapidamente dopo l'irrigazione, proteggendo il cactus da funghi e marciumi. Evita terreni argillosi o troppo compatti che trattengono l'umidità per tempi prolungati.
  • I cactus possono crescere in casa vicino ai termosifoni?
    No, i cactus soffrono molto nelle stanze riscaldate in inverno. L'aria secca dei termosifoni e le alte temperature interne interrompono il naturale ciclo di riposo vegetativo della pianta, portandola a disidratarsi e indebolirsi. In natura, i cactus sopportano il freddo secco, ma non il calore secco artificiale. Durante l'inverno, tienili in una stanza fresca (tra i 5 e i 10 gradi), ben illuminata ma lontana dalle fonti di calore diretto. Riduci drasticamente le annaffiature, limitandole a volte, e sospendi la concimazione fino alla primavera successiva.
  • Come si moltiplica un cactus per talea?
    La moltiplicazione per talea è semplice e consiste nel prelevare una porzione di fusto, una gemma o un pollone sano. Taglia con uno strumento pulito e affilato, poi lascia asciugare la ferita all'aria per qualche giorno (callusificazione) per prevenire infezioni fungine. Successivamente, interra la parte tagliata in un substrato leggermente umido e ben drenante. Non innaffiare immediatamente per evitare il marciume. Mantieni l'ambiente luminoso ma senza sole diretto forte. Le radici si formeranno nel tempo. Per specie come l'Opuntia (fico d'India), basta interrare una palea; per altri cactus, usa piccoli frammenti di fusto.