esempi di viti

Tasselli e viteria

Viti

La diffusione delle viti è veramente ampissima, esse infatti sono delle componenti irrinunciabili per svariate lavorazioni sia nel campo edili che in falegnameria e carpenteria.

di Redazione

04 luglio 2016

Le viti, cosa sono

Le viti essenzialmente sono degli organi che vengono utilizzate quasi quotidianamente nella vita comune.La loro forma è cilindrica, con gli spessori e dimensioni più vari possibili per rispondere a qualsiasi esigenza e richiesta da soddisfare.L'utilizzo principale e la funzione delle viti è quella di serrare due o più oggetti fra di loro.La definizione tecnica corretta della vite è macchina semplice che possiede la caratteristica principale di cambiare il moto circolare in moto rettilineo.La funzione della vite in parecchi casi è praticamente insostituibile in quanto grazie alla sua particolare costruzione riesce a rispondere alle esigenze più svariate e spesso meglio di qualsiasi altro prodotto alternativo, non a caso basta dare un semplice sguardo in qualsiasi edificio per trovare costantemente la presenza di viti nella costruzione di tanti manufatti e prodotti.

Viti, funzionamento in breve

Il funzionamento delle viti si basa sul principio del cuneo, che in questo caso specifico è rappresentato dall'elica del filetto che si snoda lungo la struttura delle viti e va a premere sul piano opposto costituito dall'altro filetto.Quando si vuole utilizzare una vite bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti allo scopo di scegliere la vite giusta da usare, ad esempio una vite con un passo troppo lungo si può allentare più facilmente rispetto ad una vite più corta ma assicura una tenuta potenzialmente maggiore.Anche l'attrito dei materiali da accoppiare influenzano la scelta di un tipo di vite rispetto ad un'altra, e per raggiungere più facilmente l'obiettivo di un perfetto serraggio si utilizzano sovente degli speciali prodotti comunemente chiamati blocca-filetti, che agiscono come un sigillante che aumenta l'attrito tra le parti.

Tipologie di viti

Le viti trovano impiego nei campi più svariati proprio grazie alle loro caratteristiche di estrema duttilità e fluidità di utilizzo, proprio per questo motivo ne esistono di tutte le misure e di tutte le forme.I materiali che riescono a serrare, unire o congiungere sono vari e disparati, si va dal ferro, legno, cemento, plastica, acciaio e altri ancora.Per migliorare ulteriormente le loro prestazioni, alle viti spesso vengono associati alcuni accessori che ne incrementano o completano l'efficacia; nel cemento si utilizzano tappi di materiale plastico che hanno la funzione di fornire il necessario attrito per garantire la tenuta della vite, oppure speciali componenti chimici per casi limite particolari.Uno speciale tipo di vite è quella autofilettante che si inserisce direttamente nell'elemento da fissare senza un foro preventivo, si usa per il legno, plastica e nei materiali meno duri.

Materiali costruttivi delle viti

Le viti vengono realizzate coi i materiali più disparati sempre per il medesimo motivo, per rispondere a qualsiasi esigenza richiesta.Il più comune materiale utilizzato nella produzione delle viti è l'acciaio per le sue qualità di resistenza, tenuta e forza.L'ottone si usa quando si hanno esigenze di leggerezza e gusto estetico, mentre per garantire prestazioni superiori in termini di resistenza agli agenti corrosivi si impiegano titanio o bronzo.Il titanio è un metallo molto valido per la costruzione delle viti, è leggero, duro ed estremamente resistente alla corrosione, per queste qualità trova largo impiego quando si cercano soluzioni tecnologiche avanzate.Non sono solamente i metalli i materiali principi delle viti, anche prodotti come teflon e nylon trovano impiego dove viene richiesto isolamento elettrico con una ridotta forza d'unione delle parti.

Tipi di innesti delle viti

Esistono diversi tipi di innesti delle viti che differenziano ulteriormente le viti tra loro anche in funzione del costo di produzione delle viti stesse. I più comuni tipi di innesto sono quelli a taglio o a croce (detto anche phillips), dove con l'apposito cacciavite si agisce sulla testa della vite per assicurare un corretto serraggio. Altri tipi di attacco garantiscono una tenuta ed un bloccaggio ancora migliore ed un più ridotto rischio di danneggiamento della vite; rientrano in questa tipologia di innesto il Torx (molto utilizzato nelle catene di montaggio robotizzate), l'esagonale a brugola (al posto del cacciavite si usa l'apposita chiave di serraggio), il Double hex (ancora più sofisticato del Torx). Nella componentistica dei comuni interruttori e prese elettriche vengono realizzate viti stringi-filo con il doppio innesto taglio e croce per rendere più agevole ed universale l'intervento sul dispositivo elettrico.

Utilizzi diversi delle viti

Il caratteristico principio di funzionamento delle viti trova impiego diverso dal normale fissaggio, anche nella realizzazione di altri oggetti o manufatti di uso più o meno comune. La specifica funzione di trasformazione del moto circolare in moto lineare trova impiego in tante soluzioni applicative, quali ad esempio il tornio (per l'avanzamento automatico del carrello) o il diffusissimo cavatappi, dove la spirale metallica serve per estrarre il tappo dalla bottiglia. Un particolare sistema è la famosa Vite di Archimede, ingegnoso ritrovato per sollevare l'acqua utilizzando il principio caratteristico della vite; viene utilizzato anche ai tempi nostri per spostare materiali granulosi come i cereali. La Vite di Archimede viene anche impiegata quando si devono effettuare spostamenti di precisione; viene filettata una barra e mediante l'applicazione di una speciale chiocciola a ricircolo di sfere si realizza uno strumento molto affidabile grazie al principio della vite.

Domande frequenti

  • Come si sceglie la vite giusta per un fissaggio sicuro?
    La selezione dipende principalmente dal materiale da unire e dalle sollecitazioni previste. Per evitare allentamenti spontanei, è preferibile optare per viti con passo filettato corto, che garantiscono una tenuta meccanica superiore rispetto a quelle a passo lungo. Inoltre, l'attrito tra i materiali da accoppiare gioca un ruolo cruciale: se si lavora con superfici lisce o scivolose, l'uso di prodotti blocca-filetti è consigliato per aumentare l'aderenza e prevenire vibrazioni. Valutare sempre il carico massimo sopportabile dal materiale base prima di procedere al foratura.
  • Quali sono le differenze principali tra acciaio, ottone e titanio?
    L'acciaio è il materiale standard per eccellenza, offerto da un ottimo rapporto resistenza/costo, ideale per la maggior parte dei lavori domestici e industriali. L'ottone viene scelto prevalentemente per motivi estetici o quando è necessaria leggerezza, pur avendo una resistenza meccanica inferiore. Il titanio, invece, rappresenta la fascia alta: è leggerissimo, durissimo e offre una resistenza eccezionale alla corrosione, rendendolo indispensabile in ambiti tecnici avanzati o ambienti marini aggressivi. Esistono poi viti in nylon o teflon per applicazioni che richiedono isolamento elettrico.
  • Cos'è una vite autofilettante e quando usarla?
    La vite autofilettante è progettata per creare il proprio filetto direttamente nel materiale ospite senza bisogno di una filettatura preventiva. Questo la rende perfetta per lavorare su legni teneri, plastiche e materiali meno densi, semplificando notevolmente le operazioni di montaggio poiché elimina la fase di foratura e taraatura. A differenza delle viti tradizionali che richiedono un dado o un inserto maschio, l'autofilettante penetra nel materiale asportandone leggermente la superficie per agganciarsi solidamente, garantendo una rapida e robusta giunzione.
  • Quale innesto della vite è più adatto per evitare il danneggiamento?
    Gli innesti a taglio o Phillips sono i più comuni ma tendono a slittare sotto forte coppia, rischiando di rovinare la testa della vite. Per una tenuta superiore e un minor rischio di danneggiamento, si raccomandano i sistemi Torx, esagonale a brugola o Double Hex. Questi profili permettono di trasmettere molta più torsione senza slittare, distribuendo lo sforzo in modo uniforme. Sono particolarmente indicati per lavori di precisione, assemblaggi robotizzati o quando si richiede un serraggio ad alta tensione che non comprometta l'integrità della ferramenta.
  • Perché le viti trasformano il moto circolare in rettilineo?
    Tecnicamente, la vite è definita una 'macchina semplice' basata sul principio del cuneo avvolto a spirale (l'elica del filetto). Quando ruoti la vite, l'energia cinetica circolare viene convertita in movimento lineare lungo l'asse centrale. Questo principio non serve solo ad avvitare: permette anche il funzionamento di meccanismi complessi come le viti di Archimede per sollevare liquidi o materiali granulari, i carrelli dei torni per l'avanzamento automatico, e persino i semplici cavatappi, dove la rotazione estrae il tappo grazie alla spinta lineare generata dal filetto.