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Conto energia

Aggiornato il 08 settembre 20166 capitoli5 domande frequenti
conto energia

Cos'è il conto energia e cosa prevede

Il conto energia è un programma messo a punto dall'Unione Europea e prevede l'erogazione ai privati di vari incentivi, così da favorire l'installazione di impianti fotovoltaici grid connected, cioè che sono connessi in maniera permanente alla rete elettrica. Di conseguenza si incentiva anche la produzione di energia trasformando in corrente elettrica i raggi solari, così da soddisfare in tutto o in parte il fabbisogno energetico dell'edificio. Al tempo stesso gli eventuali surplus di energia possono essere venduti proprio grazie alla connessione dell'impianto con la rete nazionale. Gli incentivi del conto energia prevedono l'erogazione, in un arco di tempo che arriva fino a vent'anni, di un contributo variabile per ogni kWh prodotto. L'importo dell'incentivo è legato alla tipologia e alle dimensioni dell'impianto fotovoltaico. Inoltre la vendita dei surplus energetici consente di ammortizzare in tempi più brevi l'investimento.

Il conto energia: cosa c'è da sapere

L'erogazione degli incentivi del conto energia ha come limite un tetto massimo di potenza complessiva relativa a tutte le installazioni in questione oppure di una somma oggetto di agevolazioni. Se l'impianto fotovoltaico installato produce una quantità di energia elettrica superiore ai reali fabbisogni energetici dell'immobile, non solo il cosiddetto payback period (area di tempo nel quale si recuperano i capitali e costi di impianto) è minore, ma negli anni si ha una fonte di entrata certa. In Italia il conto energia è stato introdotto nel 2005 e negli anni sono stati emanati cinque diversi programmi in tal senso: ognuno ridefiniva, adeguava oppure superava il precedente documento. L'ultimo piano di conto energia ha terminato la sua efficacia il 6 luglio 2013: non è stato sostituito da un'altra versione del programma, ma dagli sgravi fiscali sulle spese di installazione.

Le coperture finanziarie e l'avvio del programma

Il programma conto energia è stato avviato in Italia grazie al recepimento da parte della normativa italiana della direttiva 2001/77/CE (chiamata anche direttiva comunitaria riguardante le fonti rinnovabili) attraverso l'approvazione nel 2003 del Decreto Legislativo 387. Al voto del Parlamento sono seguite altre due fasi, entrambe nel 2005: il 28 luglio è stato approvato il decreto ministeriale con il quale sono stati messi a punto le modalità i tempi per l'attuazione del conto energia. Successivamente il 14 settembre dello stesso anno è stata emanata la delibera 188, che fissava le modalità con cui si erogavano gli incentivi: quest'ultimo documento è stato emesso dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Entrato ufficialmente in vigore il 19 settembre 2005, il conto energia viene finanziato grazie al Cod.3, cioè al prelievo tariffario obbligatorio inserito nelle bollette elettriche.

Il prelievo finale obbligatorio e il conto energia

Per finanziare e sostenere l'adozione delle fonti energetiche rinnovabili nel 1991 è stato introdotto il prelievo fiscale obbligatorio in bolletta: in pratica nell'importo viene conteggiata anche la percentuale riferita alle forme di sostegno alle energie alternative. Questo contributo vale per tutti gli operatori elettrici che esercitano in Italia. Tuttavia bisogna tenere a mente che il prelievo finale obbligatorio finanzia non solo gli impianti fotovoltaici ma anche quelli alimentati con le cosiddette fonti assimilate: ciò spiega perché lo sviluppo del fotovoltaico ha subito notevoli ritardi nel nostro Paese. Infatti spesso si sono privilegiati gli altri tipi di impianto. Dal 2007, comunque, possono essere finanziati solo gli impianti già autorizzati a fonti assimilate. Inoltre, quando si parla di un conto termico, bisogna ricordare che questo piano viene erogato in maniera simile a un finanziamento in conto esercizio.

I vantaggi e gli svantaggi del conto energia

Per sua stessa definizione il conto energia non prevede agevolazioni statali per quanto riguarda la messa in opera, l'esercizio o il servizio necessario per l'installazione dell'impianto. Infatti il programma è volto a finanziare soltanto la produzione di energia elettrica grazie al fotovoltaico, mentre nulla è dato per la messa a punto del sistema stesso. L'investimento iniziale è tutto a carico del proprietario dell'immobile, che ammortizza i costi negli anni successivi, sia attraverso gli importi minori delle bollette che grazie alle somme erogate. Queste coprono un periodo di 20 anni a partire dall'installazione dell'impianto e sono in genere mensili e continuative. Gli impianti stand alone, cioè che non sono collegati alla rete elettrica nazionale e che quindi sono pensati soltanto per soddisfare il fabbisogno energetico dell'utenza, non rientrano negli incentivi del conto energia. Al tempo stesso tra i requisiti c'è il fatto che l'impianto deve essere da almeno 1 kWh e al massimo da 20 kWh; inoltre si applica il principio dello scambio sul posto fisico.

Chi sono i beneficiari del conto energia

Il decreto del conto energia indica come beneficiari dell'incentivo i privati, le attività commerciali, le persone fisiche, gli enti non commerciali, i soggetti pubblici, le persone giuridiche, gli enti, le imprese, i condomini di edifici e/o di unità abitative. Gli impianti fotovoltaici possono essere installati sul tetto dell'edificio oppure sul terreno pertinente all'immobile stesso. Inoltre è possibile sottoscrivere un contratto di mandato attraverso il quale il soggetto responsabile dà l'incarico di incassare i crediti a un soggetto mandatario nell'ambito della vendita dei surplus energetici a uno dei gestori dell'energia elettrica. Al tempo stesso il soggetto responsabile può trasferire i crediti vantati nei confronti di un gestore a un soggetto cessionario. Questa opzione in genere è prevista da alcuni gestori energetici e soltanto a favore di un pool di banche oppure di un cessionario unico.

Domande frequenti

  • Il Conto Energia è ancora attivo oggi per installare nuovi pannelli?
    No, il Conto Energia non è più attivo. L'ultimo bando (Conto Energia 5) ha cessato la sua efficacia il 6 luglio 2013. Da allora, il supporto economico per il fotovoltaico in Italia non avviene più tramite tariffe incentivanti dirette per kWh prodotto, ma attraverso detrazioni fiscali (come il Bonus Ristrutturazione al 50% o il Superbonus, se applicabile) e meccanismi di mercato come lo Scambio sul Posto o la Vendita Diretta. È fondamentale rivolgersi a un professionista per valutare le attuali agevolazioni disponibili, poiché il quadro normativo è cambiato radicalmente rispetto al passato.
  • Come funzionava il meccanismo di incentivazione del Conto Energia?
    Il Conto Energia prevedeva l'erogazione di un incentivo economico mensile per ogni kilowattora (kWh) di energia prodotta dall'impianto fotovoltaico, garantito per un periodo di 20 anni. L'importo dell'incentivo variava in base alla taglia e al tipo di impianto. Parallelamente, l'energia non autoconsumata veniva immessa nella rete nazionale: il surplus poteva essere venduto direttamente ai mercati energetici o compensato tramite lo 'Scambio sul Posto', che permetteva di recuperare economicamente l'energia ceduta alla rete per ridurre le bollette successive. Questo sistema mirava ad ammortizzare rapidamente i costi iniziali dell'investimento.
  • Chi poteva beneficiare degli incentivi del Conto Energia?
    Gli incentivi erano destinati a una vasta gamma di soggetti: privati cittadini, attività commerciali, enti pubblici e privati, condomini, imprese e persone giuridiche. Non vi erano limitazioni sulla natura del bene immobiliare, purché l'impianto fosse installato su tetti, facciate o terreni pertinenziali agli edifici. Era richiesto che l'impianto fosse connesso alla rete elettrica nazionale (grid-connected) e avesse una potenza compresa tra 1 kWp e 20 kWp. Anche chi non era il proprietario diretto dell'immobile poteva partecipare, ad esempio affittando un tetto, purché rispettasse i requisiti tecnici e normativi stabiliti dai decreti specifici.
  • Qual era la differenza tra Conto Energia e Scambio sul Posto?
    Il Conto Energia era un incentivo diretto allo sfruttamento della risorsa solare: pagavi per ogni kWh prodotto, indipendentemente dal consumo effettivo. Lo Scambio sul Posto, invece, è un servizio di compensazione economica dell'energia scambiata con la rete: immetti energia quando produci e ne prelevi quando consumi, pagando solo la differenza netta. Mentre il Conto Energia era temporaneo (scaduto nel 2013) e basato su tariffe fisse, lo Scambio sul Posto rimane un meccanismo operativo attuale per chi vuole ottimizzare l'autoconsumo e ridurre i costi di bolletta, senza ricevere un premio aggiuntivo per la produzione lorda.
  • Cosa si intende per 'fonti assimilate' e come influenzavano il Conto Energia?
    Le 'fonti assimilate' comprendevano diverse tecnologie rinnovabili oltre al fotovoltaico, come mini-eolico, idroelettrico, geotermia e biomasse. Il Conto Energia era finanziato dal prelievo tariffario sulle bollette elettriche (Cod.3), che raccoglieva fondi per supportare tutte queste fonti. Spesso, questa condivisione delle risorse ha rallentato lo sviluppo specifico del fotovoltaico, poiché i fondi venivano distribuiti tra varie tecnologie. Dal 2007, il finanziamento con tale prelievo è stato riservato esclusivamente agli impianti di fonti assimilate già autorizzati, separando di fatto il destino finanziario del fotovoltaico da quello delle altre rinnovabilità.

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