Glicine fiore

Tecnica potatura

Potatura glicine

Potatura del glicine: ecco come e quando effettuarla per fortificare la pianta e farla crescere con l'orientamento desiderato.

di Redazione

30 dicembre 2016

Quando effettuarla

La potatura è un momento importantissimo della cura del glicine, perché permette di fortificare la pianta eliminando rami secondari che non portano fiori e di orientarne la crescita potando antiestetici lunghi rami che spuntano dal corpo principale. Il glicine andrebbe potato almeno due volte nel corso dell'anno, in estate e in inverno. In entrambi i casi bisogna tenere presente che più radicale sarà la potatura e maggiore sarà la risposta della pianta: più gemme si eliminano e più forza avranno, quelle rimaste, per germogliare. La potatura invernale serve principalmente a dare alla pianta la forma desiderata ed evitare che germogli, a primavera, in modo troppo disordinato e casuale. Questa si esegue quando le foglie sono tutte cadute, eliminando o accorciando tutti i rami più deboli.

La potatura estiva

La potatura estiva del glicine si effettua invece per una duplice ragione: innanzitutto dare forma alla pianta eliminando i nuovi rami che spuntano in modo troppo disordinato, e poi stimolare la nascita di nuovi fiori. La pianta in questo caso va sfoltita dove risulta troppo piena e vanno eliminate tutte le parti secche. La potatura estiva va effettuata al termine della fioritura primaverile, ma è possibile anche prima provvedere ad eliminare i nuovi rami che spuntano disordinatamente, avendo però cura di conservare quelli che porteranno fiori. Nel caso di una pianta giovane entrambe le potature devono essere effettuate in modo più energico, perché il glicine tende a crescere, se lasciato libero, in modo molto disordinato ed è importante dare subito alla pianta giovane la forma che si desidera in modo che la segua nello sviluppo.

Una pianta versatile

Il glicine è una pianta estremamente versatile che può essere fatta crescere in molti modi diversi. E' anche una pianta dalla crescita estremamente disordinata, da cui la necessità costante di indirizzarne la forma. Se da giovane gli viene fornito un appoggio cui avvolgersi il glicine tenderà a crescere come una pianta rampicante. L'orientamento può essere così regolato, oltre che con la potatura, con la struttura su cui avvolgersi. Se lasciato crescere in un luogo isolato (ad esempio in vaso) o comunque senza appigli il glicine prenderà invece la forma di un arbusto. Tramite la potatura sarà possibile deciderne l'aspetto e l'orientamento, facendolo crescere come un alberello o anche a forma di piccola palma, lasciando intatti i rami che dal fusto principale partono verso l'alto ed eliminando gli altri.

Domande frequenti

  • Quante volte e quando devo potare il glicine?
    Il glicine richiede una potatura regolare, idealmente due volte all’anno: una in inverno e una in estate. La potatura invernale si esegue dopo la caduta delle foglie, quando la pianta è in riposo vegetativo, ed è fondamentale per definire la forma desiderata ed eliminare i rami più deboli o disordinati prima della ripresa primaverile. La potatura estiva, invece, va effettuata subito dopo la fine della fioritura primaverile. Questo intervento serve a sfoltire la chioma, rimuovere i rami secchi e controllare la crescita disordinata dei nuovi getti, stimolando al contempo la formazione delle gemme fiorifere per l’anno successivo. Entrambe le operazioni sono cruciali per mantenere la salute e l’estetica della pianta.
  • Come posso dare una forma specifica al glicine, ad esempio ad alberello o ad arbusto?
    Il glicine è estremamente versatile e il suo aspetto dipende sia dall’appoggio fisico sia dalla potatura. Per farlo crescere come rampicante, fornisci una struttura solida (come un pergolato o un muro) e guida i rami principali ad avvolgervisi. Per ottenere la forma di un piccolo alberello o di una palma, lascia intatti solo i rami che crescono verticalmente dal fusto principale, eliminando gli altri laterali. Se vuoi mantenerlo come un arbusto compatto, coltivalo in vaso o in un punto isolato senza supporti e pota regolarmente i rami laterali per contenere l’espansione. La chiave è intervenire con decisione fin da quando la pianta è giovane per impostare la struttura definitiva.
  • Posso effettuare una potatura drastica per ringiovanire il glicine?
    Sì, il glicine risponde molto bene alle potature radicali. Più gemme vengono eliminate, più energia residua concentrerà nelle gemme sopravvissute, rendendole vigorose e capaci di produrre nuova vegetazione. Tuttavia, questa tecnica va usata con cautela: una potatura eccessivamente aggressiva può compromettere la fioritura dell’anno successivo. È consigliabile intervenire gradualmente o limitarsi a tagli netti in inverno sui rami legnosi più vecchi, preferibilmente sotto i 5 centimetri di diametro, per evitare ferite troppo ampie che potrebbero favorire infezioni. La potatura drastica è utile per piante trascurate o troppo invase, ma richiede pazienza per vedere risultati estetici completi.
  • Devo potare anche i rami che producono fiori?
    Durante la potatura estiva, post-fioritura, devi fare attenzione a distinguere tra rami verdi (di legno) e rami legnosi. I fiori del glicine si formano sui rami legnosi dell’anno precedente. Pertanto, durante la potatura estiva, elimina solo i nuovi rami verdi che crescono in modo disordinato o sono troppo fitti, ma conserva attentamente i rami legnosi che hanno già fiorito o che sono destinati a fiorire l’anno prossimo. Tagliare accidentalmente questi rami legnosi ridurrebbe drasticamente la quantità di fiori nella stagione successiva. La regola d’oro è: potare i nuovi getti erbacei per dare forma, preservare il legno vecchio per garantire la fioritura.
  • Perché il mio glicine cresce in modo disordinato e come lo controllo?
    Il glicine ha una natura vigorosa e tendenzialmente selvaggia; se lasciato libero, produce numerosi polloni e rami laterali che ne alterano la forma, rendendolo caotico. Per controllarlo, è essenziale una gestione attiva fin dai primi anni di vita. Intervieni con potature energiche sulla pianta giovane per selezionare i rami principali e scartare quelli superflui. Inoltre, utilizza supporti adeguati (tutori, fili metallici) per dirigere fisicamente la crescita verso l’alto o lungo strutture decorative. Senza un intervento costante di sfoltimento e indirizzamento, la pianta tenderà a occupare spazio in modo imprevedibile, richiedendo poi interventi correttivi più difficili e invasivi.