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Normative della casa

Finalità e costi del certificato di idoneità alloggiativa

Scopriamo insieme cosa è il certificato di idoneità alloggiativa, quando va richiesto e gli usi previsti dalla legge.

di Redazione

28 aprile 2017

Cos'è il certificato di idoneità alloggiativa

La certificazione di idoneità alloggiativa è un documento particolare che ha come scopo quello di attestare che un determinato immobile possiede tutti i requisiti necessari per poter ospitare permanentemente una o più persone al suo interno. L’ottenimento di questa certificazione risulta essere di grande importanza soprattutto per tutte le persone straniere che desiderano richiedere ed ottenere un nulla-osta per il ricongiungimento familiare, il permesso di soggiorno, contratti di soggiorno con eventuali datori di lavoro. L’idoneità alloggiativa viene rilasciata da un tecnico abilitato del comune dove viene richiesto. Naturalmente per poterlo ottenere è necessario fornire una documentazione specifica, ossia: documento d’identità valido, permesso di soggiorno, atto di proprietà o contratto di locazione, planimetria dell’abitazione dove sono indicati anche tutti gli usi visti, marca da bollo..

Normative riguardanti il certificato di idoneità abitativa

L’ottenimento, i requisiti e ogni cosa concernente il certificato di idoneità abitativa viene regolato mediante una serie di normative stabilite dalla legge. Nello specifico tale materia viene gestita dai comuni prendendo in esame il decreto ministeriale del 5 luglio del 1975 secondo gli ordini emanati dalla circolare 7170 del 18 novembre 2009. All’interno del decreto ministeriale precedentemente citato vengono sanciti tutti i requisiti sia a livello sanitario o igienico o strutturali che un locale deve possedere per poter ottenere il suddetto certificato. La valutazione riguarda parametri come la superficie per ogni occupante, presenza di finestre, e l’aspetto igienico del luogo preso in considerazione. I requisiti variano naturalmente a seconda della ubicazione dell’immobile preso in esame o a seconda della tipologia di locale (monolocale o immobile con più stanze).

Requisiti strutturali per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa

Innanzitutto vi è da considerare l’altezza minima del soffitto che deve essere alto almeno 2,70 metri in ogni stanza. Tale limite può abbassarsi fino a 2,40 metri in caso si consideri l’altezza per corridori, bagni ripostigli. Infine vi è da citare che nei comuni ubicati sopra 1000 metri l’altezza minima è di 2,55 metri. Un altro parametro molto importante è lo spazio per ogni abitante, infatti ogni soggetto deve avere per sè 14 metri quadri fino al quarto occupante, dal quinto in poi il limite scende a 10 metri quadri. Le stanze dove generalmente si dorme devono essere di almeno 9 metri quadrati, mentre il soggiorno o stanze da letto occupate da due persone devono essere di 14 metri quadrati. Infine va citato anche il fatto che ogni stanza deve essere provvisto di finestre o sistemi di aerazione per lo smaltimento di fumi.

Domande frequenti

  • Quali documenti servono per richiedere il certificato di idoneità alloggiativa?
    Per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa è fondamentale preparare una documentazione completa che attesti l'identità dei richiedenti e la titolarità dell'immobile. In particolare, occorrono i documenti d'identità validi e i permessi di soggiorno per i familiari stranieri. È inoltre indispensabile presentare l'atto di proprietà dell'abitazione oppure il contratto di locazione registrato. Non deve mancare la planimetria catastale aggiornata dell'unità immobiliare, sulla quale devono essere chiaramente indicati tutti gli ambienti e i loro usi civili. Infine, bisogna provvedere all'apposizione della marca da bollo necessaria per la pratica amministrativa presso il Comune competente.
  • Quali sono i requisiti minimi di superficie per ogni occupante?
    I requisiti superficiali variano in base al numero di persone che vivono nell'unità immobiliare. Per i primi quattro occupanti, la norma impone una superficie calpestabile netta di almeno 14 metri quadri per ciascuna persona. A partire dal quinto occupante, il requisito si riduce a 10 metri quadri per persona. Inoltre, esistono limiti specifici per le singole stanze: le camere da letto individuali devono avere almeno 9 metri quadri, mentre quelle doppie o il soggiorno devono raggiungere i 14 metri quadri. Questi parametri garantiscono un livello minimo di vivibilità e decoro igienico-sanitario per chi risiede nell'alloggio.
  • Quanto deve essere alto il soffitte per rispettare la normativa?
    L'altezza minima netta dei locali abitativi è stabilita dal Decreto Ministeriale del 1975 e deve essere di almeno 2,70 metri per garantire un corretto volume d'aria nelle stanze principali. Tuttavia, questa misura può essere ridotta a 2,40 metri per ambienti secondari come corridoi, bagni, ripostigli e disimpegni. Una particolarità riguarda i comuni situati ad altitudini superiori ai 1000 metri: in queste zone, l'altezza minima richiesta per i locali abitativi è leggermente inferiore, pari a 2,55 metri, tenendo conto delle specifiche condizioni climatiche e costruttive tipiche delle aree montane.
  • Chi rilascia il certificato e quali norme tecniche deve verificare?
    Il certificato di idoneità alloggiativa viene rilasciato esclusivamente da un tecnico abilitato incaricato dal Comune di competenza, come previsto dalle circolari ministeriali vigenti. Il professionista verifica che l'immobile rispetti i requisiti sanitari, igienici e strutturali definiti dal D.M. 5 luglio 1975. Tra i controlli essenziali vi sono la presenza di adeguate aperture verso l'esterno o sistemi di aerazione meccanica per garantire il ricambio d'aria e lo smaltimento dei fumi, l'illuminazione naturale sufficiente e la stabilità strutturale degli spazi. Solo dopo aver accertato il rispetto di questi parametri tecnici, il tecnico firma la certificazione che rende l'abitazione idonea alla permanenza umana.