Bulloni

Tasselli e viteria

Dadi e bulloni

Dadi e bulloni sono indispensabili non solo per gli esperti del fai da te, ma anche per chi vi si affaccia per la prima volta: vediamoli insieme.

di Redazione

20 febbraio 2017

Le caratteristiche pricipali di dadi e bulloni nell'edilizia

Prima di parlare di dadi e bulloni nel loro insieme, è necessario fare una precisazione delicata. I bulloni sono definiti organi di unione e sono costituiti da più componenti: una vite, il vero corpo del bullone, per lo più con testa esagonale e gambo filettato in tutta o in parte della sua lunghezza; dado, anch'esso di forma prevalentemente esagonale; rondella, che ha invece forma circolare. Quindi, in sostanza, i dadi fanno parte della struttura del bullone, anche se solitamente si usa parlare di dadi e bulloni come due organi distinti. Spesso, per evitare il disserraggio del dado in presenza di vibrazioni, potrebbe essere necessario usare anche un controdado oppure una rondella elastica, ma anche entrambi i componenti contemporaneamente. In passato era più frequente utilizzare i chiodi, invece che dadi e bulloni, nell’edilizia: oggi le unioni chiodate sono cadute in disuso a favore di quelle bullonate, in quanto queste ultime consentono di superare varie limitazioni.

Le caratteristiche geometriche di dadi e bulloni

Le caratteristiche geometriche che individuano dadi e bulloni sono la lunghezza e il diametro nominale. La lunghezza del bullone deve essere sufficiente a permettere che gli elementi da collegare vengano attraversati, ma non deve essere eccessiva, per evitare sprechi di materiale e la necessità di tagliare i pezzi di gambo in eccesso. Un’altra caratteristica fondamentale è la lunghezza della parte filettata. Nei bulloni sollecitati a taglio è preferibile che la parte del gambo interna al collegamento non sia filettata in modo da offrire una maggiore area resistente a taglio; in questo caso nei calcoli dimensionali va considerata l’area nominale del gambo, altrimenti bisogna considerare un'area ridotta definita area resistente. Nei bulloni sollecitati a trazione, invece, tale caratteristica non è molto importante.

La filettatura

Se dadi e bulloni hanno il gambo filettato, la sezione resistente differirà dalla sezione nominale. I dati geometrici che vanno dunque considerati in fase progettuale sono molteplici: area nominale del bullone, area della sezione resistente, diametro nominale del bullone, diametro della sezione resistente e passo della filettatura. Il DM08, ovvero la normativa vigente in termini di costruzioni, classifica i bulloni in una tabella, indicando le principali tipologie di bulloni con una sigla recante la lettera M e un numero di due cifre che indica il diametro nominale (ad esempio, M12 indica un bullone dal diametro di 12 millimetri). Il DM08 prevede una classificazione per viti e dadi in funzione invece delle proprietà meccaniche dell’acciaio: le diverse classi previste di tali componenti vengono così suddivide in normali e ad alta resistenza a seconda delle tensioni di snervamento e di rottura dell’acciaio.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tecnica tra bullone e dado?
    Tecnicamente, il bullone è l'organo di unione completo, composto dal corpo filettato (vite), dal dado e spesso dalla rondella. Il dado è quindi un componente integrante del sistema di fissaggio, non un elemento separato. Nella pratica comune si tende a distinguere i due per comodità linguistica, ma strutturalmente lavorano insieme: il dado si avvita sulla parte filettata del bullone per creare la giunzione. Per garantire stabilità, specialmente in presenza di vibrazioni, possono essere aggiunti controdadi o rondelle elastiche.
  • Come si sceglie la lunghezza corretta del bullone?
    La lunghezza del bullone deve essere calibrata con precisione: deve essere sufficiente ad attraversare interamente tutti gli elementi da collegare e permettere l'avvitamento del dado, ma non eccessiva. Un bullone troppo lungo comporta uno spreco di materiale e richiede l'accorciamento del gambo in eccesso, operazione spesso laboriosa. È fondamentale valutare anche la lunghezza della parte filettata: nei casi di sollecitazione a taglio, è preferibile che la zona interna al collegamento non sia filettata per massimizzare la resistenza strutturale.
  • Cosa indicano le sigle come M12 sui bulloni?
    Le sigle come M12 seguono lo standard normativo DM08 e identificano il diametro nominale del bullone in millimetri. La 'M' sta per metrico, mentre il numero successivo indica la misura precisa (es. 12 mm). Oltre alle dimensioni geometriche, la normativa classifica i bulloni in base alle proprietà meccaniche dell'acciaio, distinguendo tra classi normali e ad alta resistenza. Questa classificazione dipende dai valori di tensione di snervamento e di rottura del materiale, fattori cruciali per determinare il carico massimo sopportabile dall'unione.
  • Perché oggi si preferiscono le unioni bullonate rispetto a quelle chiodate?
    Nell'edilizia moderna, le unioni bullonate hanno sostituito quasi completamente quelle chiodate perché offrono prestazioni superiori e maggiore affidabilità. I bulloni permettono un controllo preciso della tensione di serraggio e garantiscono una tenuta robusta anche sotto sollecitazioni dinamiche. A differenza dei chiodi, che creano un'associazione permanente e meno controllabile, il sistema bullone-dado consente smontaggi e rimontaggi senza compromettere l'integrità dei materiali, offrendo flessibilità e sicurezza strutturale nettamente migliori.
  • Quando è necessario usare un controdado o una rondella elastica?
    L'uso di controdadi o rondelle elastiche diventa indispensabile quando l'ambiente operativo presenta vibrazioni costanti. Queste vibrazioni tendono a far allentare progressivamente il dado, rischiando il distacco dell'intero giunto. Il controdado aggiunge un secondo livello di bloccaggio meccanico, mentre la rondella elastica esercita una forza costante contro la faccia del dado, mantenendo la pressione necessaria per impedire il disserraggio spontaneo. Spesso, per massima sicurezza, si utilizzano entrambi i dispositivi simultaneamente.